Dai Piani dell'Avaro all'omonimo monte, dal Monte di Sopra alla prestigiosa cima del Valletto, sino al Monte Ponteranica ed oltre...
Inconfondibili nel loro profilo, le vette del Diavolo di Tenda e del minore Diavolino dominano la spettacolare Conca del Calvi
Nella zona del pizzo Zerna, subito oltre il bivacco Pedrinelli, è facile fare incontri con stambecchi
Salendo dalle Baite di Mezzeno, si giunge ad un caratteristico bivio con indicazione per i Laghi Gemelli ed i Tre Pizzi
Raggiunta la vetta del Corno Stella, oltre alla classica croce, troviamo sventolante la bandiera italiana
Favorevolmente ubicato nella conca della Val Camisolo, il rifugio è il punto di passaggio per l'ascensione al Pizzo Tre Signori
Piccolo di stambecco incontrato lungo il sentiero che conduce al Rifugio Benigni
Soprannominate sentinelle delle orobie, le marmotte emettono un forte fischio per avvisare il gruppo di qualche pericolo imminente
In una zona fortunatamente ancora selvaggia e non sempre frequentatissima sorgono i Tre Pizzi, facilmente raggiungibili dalle Baite di Mezzeno
| Ciaspolata sul Monte Sasna |
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Meta frequentatissima dagli appassionati di scialpinismo, il Monte Sasna, ammantato di neve, è una cima raggiungibile in tutta sicurezza e tranquillità anche da noi ciaspolatori che, in sintonia con la natura ed immersi nei silenzi tipici dell’inverno, possiamo poi godere degli ampi panorami sulle principali vette orobiche che riserva l'arrivo in vetta. Panoramica dalla vetta del Monte Sasna La ciaspolata ha inizio dal Passo della Manina, raggiungibile da Lizzola in circa un’oretta circa di camminata, oppure da Nona, frazione di Vilminore di Scalve, come qui narrato, lungo una piacevole salita di circa un’ora e mezza che, essendo esposta a sud, consente di beneficiare del tiepido sole invernale. Giunti alla caratteristica cappella dedicata alla Beata Vergine Pellegrina, ubicata poco sopra il Passo della Manina, percorriamo ora la facile cresta che, posta a destra per chi proviene da Nona ed a sinistra per chi sale da Lizzola, prosegue in falsopiano per poi scendere leggermente. Risaliti nuovamente, raggiungiamo l’ampio dorso innevato sul quale, sicuramente, sono disegnate le inconfondibili scie lasciate dai numerosi scialpinisti scesi verso Lizzola. Al cospetto dei massicci del Redorta e del Pizzo Coca, posti alla nostra sinistra, risaliamo, zigzagando e con maggiore pendenza, il dorso della montagna sino a tornare nuovamente in cresta. Dopo alcuni saliscendi raggiungiamo l’anticima sulla quale svetta la prima croce metallica. Proseguiamo oltre ed in pochi minuti siamo in vetta, a quota 2229 mt., dove, oltre a trovare la seconda croce metallica, possiamo perderci nell’infinito panorama che si estende sulle più alte vette orobiche come il Pizzo del Diavolo di Tenda, il Pizzo Redorta, il Pizzo di Coca, il Pizzo del Diavolo, il Tre Confini, il Monte Gleno ed il Pizzo Tornello, nonché sul versante nord del Pizzo della Presolana ed il Monte Ferrante. Il video: |