Dai Piani dell'Avaro all'omonimo monte, dal Monte di Sopra alla prestigiosa cima del Valletto, sino al Monte Ponteranica ed oltre...
Inconfondibili nel loro profilo, le vette del Diavolo di Tenda e del minore Diavolino dominano la spettacolare Conca del Calvi
Nella zona del pizzo Zerna, subito oltre il bivacco Pedrinelli, è facile fare incontri con stambecchi
Salendo dalle Baite di Mezzeno, si giunge ad un caratteristico bivio con indicazione per i Laghi Gemelli ed i Tre Pizzi
Raggiunta la vetta del Corno Stella, oltre alla classica croce, troviamo sventolante la bandiera italiana
Favorevolmente ubicato nella conca della Val Camisolo, il rifugio è il punto di passaggio per l'ascensione al Pizzo Tre Signori
Piccolo di stambecco incontrato lungo il sentiero che conduce al Rifugio Benigni
Soprannominate sentinelle delle orobie, le marmotte emettono un forte fischio per avvisare il gruppo di qualche pericolo imminente
In una zona fortunatamente ancora selvaggia e non sempre frequentatissima sorgono i Tre Pizzi, facilmente raggiungibili dalle Baite di Mezzeno
| Escursione al Rifugio Grassi |
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A quasi un secolo dalla sua costruzione, realizzata dalla Società Escursionistica Lecchese (S.E.L.), al fine di onorare i soci caduti nella Prima Guerra Mondiale, il Rifugio Grassi ancor’oggi mantiene, almeno strutturalmente, le medesime impostazioni iniziali. Saliamo i prati alla nostra destra sino alla cabina d’arrivo della seggiovia ove raggiungiamo la strada sterrata, con indicazioni per il Rifugio Buzzoni, che in breve ci porterà ad incrociare il sentiero 101 delle Orobie Occidentali. Il panorama si apre ora sui massicci della Grigne. In breve, seguendo il sentiero 101, raggiungiamo il passo del Gandazzo, a quota 1651 metri (**). Il sentiero, sino a questo punto poco impegnativo, inizia ora ad acquistare maggiore pendenza e difficoltà. Attraverso alcuni zig zag ci porta infatti sino alla quota 1935 metri del Passo del Toro. Scesi leggermente di quota, percorriamo ora un tratto attrezzato con catene che presenta anche un punto con precipizio da entrambe le parti (il sentiero è comunque sufficientemente largo da essere percorso senza particolari difficoltà). La meta è ora visibile in lontananza. Continuiamo lungo il comodo sentiero che, attraverso alcuni saliscendi, immersi nei verdi pascoli punteggati solo dal lilla delle immense distese di rododendri, accompagnati unicamente dal rumore dei nostri passi e dal fischiettare delle marmotte, ci conduce in poco meno di un’oretta sino alla nostra meta: il Rifugio Grassi. Al ritorno utilizzeremo lo stesso percorso effettuato per la salita. (**) Per chi volesse bypassare i Piani di Bobbio, e guadagnare circa mezz’ora di tempo, può raggiungere il Passo del Gandazzo partendo sempre da Ceresole di Valtorta ma seguendo la strada asfaltata, vietata al transito veicolare, solo per poche centinaia di metri e poi prendere a destra la prima strada sterrata, in corrisponedenza di un cartello con l’indicazione “MTB Valtorta”. Percorrere quindi il tratto sterrato sino all’indicazione a sinistra per il Rifugio Grassi che immetterà sul sentiero, scarsamente segnalato da paline rosse, che, salendo inizialmente lungo il bordo della pista da sci, poi si inoltrerà nel bosco sino a giungere al Passo del Gandazzo. |