Dai Piani dell'Avaro all'omonimo monte, dal Monte di Sopra alla prestigiosa cima del Valletto, sino al Monte Ponteranica ed oltre...
Inconfondibili nel loro profilo, le vette del Diavolo di Tenda e del minore Diavolino dominano la spettacolare Conca del Calvi
Nella zona del pizzo Zerna, subito oltre il bivacco Pedrinelli, è facile fare incontri con stambecchi
Salendo dalle Baite di Mezzeno, si giunge ad un caratteristico bivio con indicazione per i Laghi Gemelli ed i Tre Pizzi
Raggiunta la vetta del Corno Stella, oltre alla classica croce, troviamo sventolante la bandiera italiana
Favorevolmente ubicato nella conca della Val Camisolo, il rifugio è il punto di passaggio per l'ascensione al Pizzo Tre Signori
Piccolo di stambecco incontrato lungo il sentiero che conduce al Rifugio Benigni
Soprannominate sentinelle delle orobie, le marmotte emettono un forte fischio per avvisare il gruppo di qualche pericolo imminente
In una zona fortunatamente ancora selvaggia e non sempre frequentatissima sorgono i Tre Pizzi, facilmente raggiungibili dalle Baite di Mezzeno
| Ascensione invernale sul Grignone |
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La Grigna Settentrionale, più comunemente conosciuta con il nome di Grignone, è la più alta vetta del gruppo delle Grigne, facilmente individuabile anche dalla pianura padana. La sua ascesa nel periodo estivo, nonostante l'enorme dislivello, è considerata una normale escursione mentre nel periodo invernale, con neve spesso ghiacciata, acquista notevoli difficoltà tali da definirla una facile ascensione alpinistica. Proseguiamo lungo la mulattiera sino ad oltrepassare il piccolo e caratteristico alpeggio. La pendenza si fa ora maggiore e, dall'ampio pianoro alle spalle delle abitazioni, seguendo l'indicazione per la via invernale del Grignone, dirigiamoci verso le baite Comolli. L'ampia visuale introduce quello che ci aspetterà fra poco ovvero la ripida salita sul cosiddetto muro, un pendio con inclinazione dal 35 al 45 %. Giunti in cresta la fatica è ampiamente ripagata dallo spettacolare panorama circostante. Procediamo a sinistra verso la cima prestando sempre la massima attenzione poiché da un lato avremo lo strapiombo, con le scenografiche cornici di neve, mentre alla nostra sinistra il ripido pendio. Continuando lungo la panoramica cresta affrontiamo un secondo tratto in lieve pendenza supportato dalla presenza di un cavo metallico ad indicarne la via. In breve raggiungiamo la cima, a quota 2410 metri, sulla quale svetta la croce metallica e, poco più sotto, il Rifugio Brioschi, normalmente aperto in inverno il mercoledì ed i fine settimana ma che, straordinariamente, vista la presenza in vetta del rifugista, era aperto anche quest'oggi. Non male visto che ho potuto riscaldarmi con un ottimo brodo caldo in compagnia del simpatico rifugista. Il video: |