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Escursione al Rifugio Tagliaferri E-mail
Rifugio Tagliaferri SCHEDA SINTETICA CARTINA
Data escursione: 9 Ottobre 2011
cartina
Zona: Ronco di Schilpario > Rifugio Tagliaferri
Sentiero: E (Escursionisti) 413 CAI
Altitudine max: 2328 metri
Tempi di percorrenza: 4 ore circa
Note:

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La storia del rifugio Tagliaferri è di quelle vere, che ti colpiscono nel profondo. Racconta di un sogno, quello di un alpinista, il vilminorese Nani Tagliaferri, e del suo ambizioso desiderio di realizzare un rifugio alpino. Un sogno, però, tragicamente interrotto, quando nel 1981 l'esperto alpinista perse la vita, insieme a Livio Piantoni e Italo Majad, ad un passo dalla conquista del Pukajirka Andino. Un sogno che comunque non svanisce nel nulla ma viene amorevolmente raccolto dal fratello di Nani, Francesco Tagliaferri, oggi attuale gestore, che, con l'aiuto di alcuni amici, magicamente lo realizza.

Tra i diversi i sentieri che permettono di raggiungere il più alto rifugio delle Orobie, primato che spetta appunto al Rifugio Tagliaferri ubicato appena sotto il Passo di Venano ad una altitudine di 2328 metri, scelgo quest'oggi quello che parte da località Ronco di Schilpario. Pertanto, parcheggiata l'autovettura nell'area di sosta ove sono presenti le indicazioni per il rifugio, imbocchiamo il segnavia 413 CAI. Inizialmente quasi pianeggiante, il sentiero si addentra poi nel fitto bosco dove alcuni studenti delle elementari hanno allestito diversi cartelloni che educano al comportamento e al rispetto negli ambienti naturali. Ultimo tra questi cartelli è quello simpatico di un'orsetto che narra la favola della valle che ci accingiamo a percorrere: la Valdelvò. Dopo circa due chilometri dall'inizio dell'escursione, il sentiero raggiunge un bivio importante, quello che a destra conduce in breve alle cascate del Vò e quello che, risalendo lievemente verso sinistra continua verso il Rifugio Tagliaferri. A voi la scelta se proseguire oppure ritagliarsi una breve puntatina (scelta che consiglio) alle vicine Cascate del Vò per poi far ritorno al bivio e quindi proseguire nuovamente verso il Tagliaferri.

Obice della prima guerra mondiale

Riprendiamo il cammino lungo il sentiero 413 CAI sino ad alzarci pian piano e sbucare in un ampio pianoro erboso al centro della quale scorre il torrente Vò. Continuiamo lungo il facile sentiero che si mantiene sulle sinistra del torrente e poi, raggiunto un successivo pianoro, lo oltrepassa attraverso un caratteristico ponticello in legno. Raggiunta in breve la particolare baita Venano di Mezzo, oltrepassiamola alle spalle e risaliamo ripidamente il sentiero che, appena dopo, torna pressochè pianeggiante passando un tratto scavato nella roccia protetto da alcuni paletti uniti da fil di ferro. Mantenendo a sinistra un'altra bella cascata del Vò, ci alziamo passando una zona ove sono presenti enormi massi. Poco oltre, raggiungiamo la Baita Venano di Sopra ed un altro verdissimo pianoro erboso. Alzando lo sguardo, possiamo già intravedere la bandiera italiana che segnala il luogo in cui è ubicato il rifugio Tagliaferri.


Escursione al Rifugio Tagliaferri
M40 sr di origine americana

Percorso a semicerchio l'ampio pianoro, iniziamo la risalita della costiera del Sòlega che, rimanendo esposta a nord, si presenta oggi con alcuni tratti ghiacciati. E' un lungo districarsi tra tornanti che risalgono questo fondo roccioso contornato da cespugli che, però, ci permette velocemente di guadagnare quota. Il sentiero prosegue ora su fondo roccioso, oltrepassando diversi rivoli d'acqua che scendono dal versante montano. Raggiungiamo un superiore pianoro roccioso attraversato da un rivolo d'acqua e continuiamo lungo l'evidente sentiero che perde un poco la sua pendenza mantenendosi ai piedi del Pizzo Tornello che ora si staglia imponente difronte a noi.

Man mano che proseguiamo, possiamo scorgere parte della struttura del Rifugio Tagliaferri mentre su alcune rocce troviamo anche le indicazioni dei chilomentri sinora percorsi. Superati i laghetti del Tornello, il sentiero diviene quasi pianeggiante e prosegue senza particolari difficoltà sino ad un breve tratto attrezzato che aiuta nel passaggio di una zona franata. In breve raggiungiamo il biavio con il sentiero naturalistico Curò (piegando a sinistra) ed il Rifugio Tagliaferrri. Proseguiamo diritti e, passato un brevissimo tratto roccioso nel quale occorre aiutarsi con le mani, raggiungiamo il Passo di Venano, a quota 2328 metri, ove è presente una grossa campana da suonare. Poco sotto, la nostra sudata meta: il Rifugio Tagliaferri.

Album Fotografico

 Partenza da Ronco di Schilpario
 Ponticello per le prime cascate del Vo'
 Uno sguardo alle spalle sul Pizzo Camino
 Cascate del Vo'
 Baita Venano di Mezzo
 In alto, a sinistra, il Pizzo Tornello
 Grossi massi
 Baita Venano di Sopra
 Pizzo Tornello
 La conca prativa
 Panorama
 Pizzo Tornello
 Laghi del Tornello
 Pizzo Tornello
 Sentiero militare
 Tratto attrezzato
 Verso il Rifugio Tagliaferri
 Ultimo tratto
 Passo di Vevano
 Verso il Monte Demignone
 Rifugio Tagliaferri
 Campana in ricordo dei Caduti
 Passo di Venano
 Torena
 Passo di Venano
 Aquila
 Pizzo Camino, Pizzo Tornello e Rifugio Tagliaferri
 Passo di Venano ed alte vette orobiche
 Pizzo Tornello e Rifugio Tagliaferri
 Verso il Gleno
 Rifugio Tagliaferri
 Rifugio Tagliaferri
 M40 sr di origine americana
 Particolare dell'M40 sr di origine americana
 M40 sr di origine americana
 M40 sr di origine americana
 Rifugio Tagliaferri
 Panorama
 M40 sr di origine americana
 Ingresso del locale invernale
 Rifugio Tagliaferri
 Rifugio Tagliaferri
 Monte Sossino e Pizzo Camino
 Pizzo Camino


Nota dell'autore:
I tempi di percorrenza sono indicativi e si riferiscono al solo percorso di ascesa.

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