Dai Piani dell'Avaro all'omonimo monte, dal Monte di Sopra alla prestigiosa cima del Valletto, sino al Monte Ponteranica ed oltre...
Inconfondibili nel loro profilo, le vette del Diavolo di Tenda e del minore Diavolino dominano la spettacolare Conca del Calvi
Nella zona del pizzo Zerna, subito oltre il bivacco Pedrinelli, è facile fare incontri con stambecchi
Salendo dalle Baite di Mezzeno, si giunge ad un caratteristico bivio con indicazione per i Laghi Gemelli ed i Tre Pizzi
Raggiunta la vetta del Corno Stella, oltre alla classica croce, troviamo sventolante la bandiera italiana
Favorevolmente ubicato nella conca della Val Camisolo, il rifugio è il punto di passaggio per l'ascensione al Pizzo Tre Signori
Piccolo di stambecco incontrato lungo il sentiero che conduce al Rifugio Benigni
Soprannominate sentinelle delle orobie, le marmotte emettono un forte fischio per avvisare il gruppo di qualche pericolo imminente
In una zona fortunatamente ancora selvaggia e non sempre frequentatissima sorgono i Tre Pizzi, facilmente raggiungibili dalle Baite di Mezzeno
| Escursione al Pizzo Arera (Agosto 2008) |
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Il massiccio del Pizzo Arera, con i suoi 2512 mt. di altitudine, ben visibile anche dalla pianura Bergamasca, meta turistica molto frequentata, è una delle più importanti cime delle prealpi ed in passato era famosa per le sue innumerevoli miniere di calamina. Un’altra possibilità, ed è quella che di seguito andrò a descrivere, è quella partendo da Zambla Alta di Oltre il Colle, dove, parcheggiata l’autovettura in prossimità del piazzale in località Plassa, si imbocca il sentiero 221 CAI, in verità una comoda mulattiera, che, salendo con alcuni tornanti, ci porta sino ad una prima struttura dal caratteristico colore rosso: il Rifugio SABA (1.550 mt.). Da qui si prosegue verso Nord, passando per ampi pascoli, sino a raggiungere prima l’imbocco per il Sentiero dei Fiori, contraddistinto dal segnavia 222 CAI, ed immediatamente dopo il Rifugio Capanna 2000. Alle spalle del Rifugio Capanna 2000, si prosegue quindi lungo la cresta erbosa ed abbastanza ripida del massiccio dell’Arera. Con attenzione si prosegue verso destra tra zolle erbose e zone rocciose sino a toccare il fondo di un canale roccioso, in corrispondenza di un’ampia crepatura nella roccia, dove poi si continua, salendo un canaletto attrezzato con scaletta ed alcune catene, sino ad uscire sui ghiaioni della parte terminale e, zizzagando, si giunge sino alla croce posta in vetta (2512 mt.). Vista ampia e bellissima, peccato per le nebbie che ne abbiamo immediatamente oscurato la spettacolarità. |