Emozionante ciaspolata ai piedi della parete nord del Pizzo di Petto, con meta sulla cima del Monte Barbarossa
Incontaminata valle ai piedi della Regina delle Orobie: la Presolana
Classificata tra le prime 10 della categoria 'Le Orobie e le montagne di Lombardia' nell'ambito della manifestazione Orobie Film Festival 2010
Nella cornice di un suggestivo panorama illuminato solo dal chiarore della luna piena
La cappella, edificata nel 1949 in suffragio del passaggio della Madonna Pellegrina in transito verso Lizzola, presenta al suo interno non uno ma ben due altari, identici e speculari, uno rivolto verso Lizzola e l'altro verso Vilminore
Facilmente distinguibile tra le vette dello Zuccone Campelli e l'Aralalta per la sua particolare forma piramidale, il Monte Sodadura è una classica meta invernale
Una ciaspolata immersi nella natura incontaminata della Val di Scalve che si snoda ai piedi di quelle che ancor’oggi qualcuno chiama le dolomiti bergamasche
Un itinerario turistico ad anello che in circa due ore ci permette di godere di panorami orobici incantevoli
Il Monte Linzone: la cima più alta della dorsale dell’Albenza, il gruppo montuoso che costituisce la prima propaggine delle Prealpi ed Alpi Orobiche sulla pianura padana.
Una ciaspolata a bassa quota su una delle principali cime che sovrasta la Media Valle Seriana: Il Pizzo Formico
Una vetta non particolarmente elevata ma che per la sua peculiare posizione geografica è un invidiabile balcone sulle più importanti vette orobiche e non solo.
...e giunti in vetta, la maestosità del Pizzo Tre Signori, del Sodadura, dell’Arera, del Disgrazia ed oltre.
Un itinerario non troppo impegnativo ma di rilevante importanza storica che ripercorre la strada voluta dalla Serenissima nel XVI secolo: La Via Priula
Il comprensorio di Oltre il Colle offre numerosi itinerari invernali da effettuare con le ciaspole.
Dalla conca del Calvi, già imbiancata dalla prima neve, possiamo godere delle principali vette orobiche: il Diavolo di Tenda, il Diavolino, il Madonnino, il Grabiasca, ecc.
Con le prime nevicate Carona appare come un presepe imbiancato
La cd. strada dell'Enel che nella stagione invernale è utilizzata per raggiungere il Rifugio Calvi è un'ottimo percorso da effettuare con le ciaspole
| Anello Corna Trentapassi |
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Appena partito mi son detto: “Trentapassi... ...bene, con così poco camminare raggiungerò la vetta!” Nooooo, purtroppo la Corna Trentapassi non ha nulla a che vedere col numero dei passi necessari per conquistarla. E di vetta ce n'è più di una!!! Quel nome così singolare, invece, deriva dalle parole “trè tapàs” che tradotte dal dialetto bresciano significano “tre punzoni” ovvero le tre punte che ne caratterizzano il suo aspetto. Pur non essendo una cima altissima, il panorama dall'alto di uno dei suoi “punzoni” è davvero strepitoso. Qui si spazia dalle amate vette orobie alle alte cime camune con preziosi scorci sul lago d'Iseo. La partenza avviene da Cusato, frazione di Zone, e precisamente dal quartiere Sant'Antonio dove, parcheggiata l'autovettura, ci inoltriamo tra le case che compongono questa caratteristica frazione. Non appena percorsi pochi metri, incontriamo un cartello segnaletico che indica la via. Seguendo tali indicazioni, proseguiamo diritti ancora qualche metro su asfalto per poi immetterci su facile mulattiera acciottolata.
Proseguiamo sempre con dolce pendenza fiancheggiando cascine poco distanti che, tranquille, si adagiano nei verdi prati circostanti. Oltrepassata la piccola fontanella in corrispondenza dell'acquedotto, proseguiamo ancora sino a raggiungere le indicazioni del segnavia 229. Pieghiamo verso sinistra risalendo con maggiore pendenza ma senza mai faticar troppo. Anello Corna Trentapassi
I Penta Usej incontrati sulla vetta orientale
Raggiunta la Cascina Coloreto, a quota 900 metri di altitudine, pieghiamo a sinistra risalendo ora il ripido sentiero che poco oltre fiancheggia un capanno da caccia (!!!) ed un incrocio sentieristico. Pieghiamo a sinistra passando alti sopra il capanno e, con maggior fatica, risaliamo il ripido sentiero che si mantiene verso il dorso della montagna. Appena oltre, uscisti dalla fitta vegetazione che sino a prima ci aveva accompagnato in quest'ultimo tratto, si possono già scorgere particolari della costa nord del lago Sebino. Ancora qualche sforzo lungo il ripido sentiero erboso, sino a guadagnare un tratto più pianeggiante e quindi la forcella di Zuf con ampi panorami anche sulla parte sud del lago e su Montisola. Dopo la breve sosta di contemplazione, ripartiamo percorrendo l'ultimo ripido tratto che in breve ci porta a raggiungere la prima croce di vetta sul “punzone” orientale della Corna Trentapassi. Ripartiamo lungo l'evidente sentiero che, dopo aver perso leggermente quota, risale per raggiungere la cima più alta, quella occidentale, a quota 1248 metri, ove svetta la seconda croce, con ampia vista sulle orobie ed in particolare sul massiccio della Presolana. Appena più sotto, sul terzo “punzone” raggiungibile dalla ferrata che parte da Toline, svetta l'ultima croce, molto particolare rispetto alle precedenti perchè completamente in legno. Il percorso ad anello prosegue facendo ritorno al Forcellino di Zuf dal quale, su evidente sentiero, pieghiamo a destra seguendo le indicazioni per il Monte Vignole. Un breve tratto di facile cresta rocciosa ci consente di raggiungere la dolce mole erbosa del Monte Dosso Tondo. Mantenendoci sul facile crinale anziché proseguire lungo il sentiero che passa appena più basso sul versante orientale della montagna ma che è infestato dalla fitta vegetazione, raggiungiamo la facile cima del Monte Vignole, anch'esso ottimo punto panoramico. Da quest'ultima cima, proseguiamo ancora un breve tratto lungo la facile dorsale per poi discendere su sentiero ripidissimo, con tratti nei quale occorre prestare attenzione a non scivolare, sino a raggiungere la selletta che divide il Monte Vignole dal roccioso Monte Cunicolo. Raggiunta quest'ultima, pieghiamo a sinistra su sentiero inizialmente difficile da scorgere a causa della folta vegetazione ma che man mano lo si percorre diviene poi più evidente. Passando sotto i declivi del monte Vignole, il sentiero volge verso sinistra sino a raggiungere il percorso di salita proprio in prossimità dell'abitato di Sant'Antonio di Cusato. Album Fotografico
Nota dell'autore: |