Martedì 22 Agosto 2017
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Parco dei Colli - Valmarina

Valle di Astino - Monastero Benedettino Valle di Astino - Monastero Benedettino

Proseguo il giro primaverile attraverso il parco dei Colli e riparto, lo avevo già fatto due anni fa in occasione del percorso che attraversa l'area del sentiero dei Vasi, dal bellissimo monastero benedettino di Valmarina, sede del Parco dei Colli, per un lunghissimo giro ad anello che – in barba a tante lunghe escursioni montane – si sviluppa lungo un sentiero di ben 18 kilometri!

Certamente un po' meno panoramico dall'anello della Valle di Astino percorso la scorsa settimana, il sentiero che prende il via da Valmarina è però particolarmente interessante dal punto di vista naturale. Esso infatti si sviluppa, almeno nella prima parte, in quel fitto bosco irrigato da piccoli corsi d'acqua che scendono a valle e che oggi sono oggetto di interesse da parte del ProgettoLife+ CRAINat per quanto riguarda il ripopolamento del gambero di fiume. La direzione scelta Consorzio per la tutela del Parco è sicuramente quella giusta: preservare il territorio partendo proprio dalle piccole cose come il fragile e delicato habitat del sottobosco che rispecchia un po' la principale motivazione di istituzione del Parco stesso, ovvero la salvaguardia di quel delicato equilibrio tra natura e presenza umana.

Il lungo giro ad anello non manca poi di testimoniare, con la presenza di Santuari, Santelle ed Edicole votive, la radicata appartenenza cristiana dei bergamaschi alla fede cattolica. Lungo il percorso troviamo infatti il Santuario della Madonna della Castagna la cui visita vale già l'intera escursione. Poco distante, sovrastante alcuni vecchi cascinali e rurali corti dal sapore contadino, il Santuario di Sombreno col suo bel balcone su Paladina e Villa d'Almè.

Non manca neppure, sarebbe difficile crederlo visto che tutta la provincia bergamasca è stata fertile terreno non solo di civiltà contadina ma anche di lotta ed orgoglio resistenziale, il monumento che ricorda l'eccidio di Petosino ed il triste epilogo che seguì all'assalto alla villa Masnada. Proprio sul crinale del Parco dei Colli trovarono un primo rifugio i partigiani inseguiti, ed ormai circondati, dai fascisti del famigerato Resmini.

Il lungo percorso ad anello si chiude passeggiando serenamente sulla ciclabile della Quisa, con l'omonimo torrente che, quasi fosse un budello contorto, scorre quieto al suo fianco.

Informazioni sintetiche

Data dell'escursione 22 Aprile 2014
Località di partenza Bergamo, via Castagneta
Sentieri utilizzati 910 CAI e Sentiero Ilaria, per brevi tratti
Tempi di percorrenza 5 ore circa 
Altitudine massima 485 metri della via Orsarola
Attrezzatura Da escursionismo 
Difficoltà T (Turistico)
Acqua sul percorso Si
Note Periodo consigliato primavera, autunno e inverno

Descrizione itinerario

Partenza quindi da via Castagneta in Bergamo, lungo la quale imbocchiamo la ciclo-pedonale che, pianeggiante, volge verso il vicino Monastero Benedettino di Valmarina. Poco prima di raggiungerlo, in corrispondenza di alcuni pannelli turistici che illustrano il delicato lavoro di ripopolamento del gambero di fiume nell'ambito del ProgettoLife+ CRAINat, abbandoniamo la ciclo-pedonale per piegare a sinistra ed imboccare il sentiero che, oltrepassato il torrentello, si inoltra nel fitto e fresco bosco ricoperto inizialmente da distese di profumato aglio orsino.

Seguendo le indicazioni poste su alcuni tronchi d'albero, seguiamo quello che in realtà è il segnavia 910 CAI. Si prosegue sempre facilmente sino a quando il percorso acquista maggiore pendenza e sbuca sulla via Ramera in coincidenza dell'incrocio con la ciclo-pedonale che proviene dal Monastero di Valmarina.

Attraversata la via Ramera pieghiamo a sinistra con direzione del Colle dei Roccoli che raggiungiamo in breve dopo il bel percorso nel bosco. Sbucati sul piazzale antistante la Trattoria dell'Alpino, una breve deviazione a sinistra ci permette di proseguire sulla via Orsarola e quindi giungere al culmine collinare antistante il monte Bastia dove il panorama si estende sulla verdeggiante Val d'Astino.

Ritornati al piazzale della Trattoria dell'Alpino, proseguiamo ora lungo la via Colle dei Roccoli dove troviamo le prime indicazioni bianco-verdi che contraddistinguono il lungo sentiero Ilaria. Seguiamo quest'ultimo che inizialmente ricalca pure il segnavia 711 CAI verso il Colle Roccolone e, percorso un primo tratto cementato in leggera discesa, raggiungiamo brevemente l'imbocco del classico sentiero montano che si stacca a destra. Tralasciamo le varie deviazioni sentieristiche per mantenerci sempre lungo il segnavia 711 con direzione del Colle Roccolone che viene raggiunto dopo un tortuoso percorso nel bosco che oltrepassa un bel roccolo ristrutturato ed infine un capanno da caccia.

Ripartiti dal Colle Roccolone (traliccio alta tensione) seguiamo ora le indicazioni per il Santuario Madonna della Castagna che viene raggiunto in una decina di minuti attraverso un bel percorso in discesa che fiancheggia da subito una bella fonte d'acqua fresca. La visita al Santuario è doverosa anche solo per la particolare atmosfera che racchiude in sé l'interno della caratteristica chiesetta.

Il lungo giro ad anello prosegue all'uscita del Santuario Madonna della Castagna ove, piegando a destra, imbocchiamo la ciclo-pedonale che, a tratti nel bosco e a tratti fiancheggiando campi coltivati e ben tenuti, si snoda verso Sombreno. Fiancheggiata la villa Agliardi abbandoniamo la ciclo-pedonale per risalire a destra l'altura panoramica sulla quale sorge il Santuario di Sombreno, anche quest'ultimo meritevole di una pausa con annessa visita.

Lasciato alla spalle il Santuario di Sombreno, imbocchiamo in discesa la via Breno al cui termine pieghiamo a destra per imboccare la piacevolissima ciclo-pedonale del torrente Quisa. Il percorso prosegue sempre molto comodamente e nella frescura del bosco.

Raggiunte le indicazioni per il Laghetto del Gres possiamo brevemente piegare a sinistra e lasciare temporaneamente la ciclo-pedonale per raggiungere quest'incantevole e tranquilla oasi naturale. Ritornati sulla ciclo-pedonale del Quisa, in corrispondenza di un successivo pannello con l'indicazione dei fatti che riguardarono l'eccidio di Petosino, possiamo abbandonare ancora brevemente la ciclabile per piegare a destra e raggiungere il vicino monumento un Memoria dei Partigiani caduti.

Ritornati ancora una volta sulla ciclo-pedonale del Quisa proseguiamo per l'ultimo tratto che volge verso la exSP470 ma, prima di arrivare sulla ex statale, in corrispondenza di due curve a gomito e di alcuni tavoli con panche in legno, abbandoniamo la ciclo-pedonale per salire a destra e poi subito a sinistra lungo la stradetta asfaltata che molto tortuosa risale sino ad incrociare via Ramera dalla quale, attraversatola, ridiscendiamo verso il Monastero di Valmarina e quindi il punto di partenza dell'escursione.

  • Cartina e tracciato GPS

    14.8 km, 05:12:26

  • Album fotografico

  • Note

    I tempi di percorrenza sono indicativi e si riferiscono al percorso ad anello.

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Cristian Riva

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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