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Cimitero degli Alpini in Valmalenco

Cimitero degli Alpini, Valmalenco Cimitero degli Alpini, Valmalenco

La targa commemorativa posta nell’ampio vallone dello Scerscen, ove oggi a memoria sorge il Cimitero degli Alpini, ricorda così i ventiquattro Alpini che persero la tragicamente la vita sul finire del primo conflitto mondiale: "A questi prodi vigili sui monti non pare sorte dura precipitare a valle sotto la valanga immane se il verde delle fiamme e il rosso del sangue loro sul bianco della neve simboleggiarono al termine estremo del fronte di guerra la gloria del tricolore"

La storia

Era l’aprile 1917, sul finire della prima Guerra Mondiale. Nel giro di pochi giorni ben 24 giovani Alpini persero tragicamente la vita nell’alta Valmalenco: Il 1° aprile, dopo le abbondanti precipitazioni nevose dei precedenti giorni, una grossa valanga staccatasi dal Sasso Moro scese a valle e travolse l'albergo Musella, dove erano distaccati 28 Alpini. Nove di loro perirono sotto le macerie, vanamente soccorsi dai loro commilitoni; Il giorno successivo, il 2 aprile, una colonna di 42 Alpini, proveniente dal Rifugio Marinelli e diretta alla Musella, nel risalire il versante verso la bocchetta delle Forbici, veniva investita da un'altra enorme valanga staccatasi dalla cima occidentale di Musella. Quindici giovani di loro vennero sommersi e trascinati a valle e non furono trovati in tempo. I soccorritori lavorarono alacremente, ma vanamente per tutta la giornata e la notte. Un Tragico e sfortunato evento che scossero tutta la Valmalenco, la Valtellina ed ebbe forte eco in tutt'Italia.

Informazioni sintetiche 

Data escursione 10 Luglio 2012
Località partenza Campo Moro, Chiesa in Valmalenco
Sentieri utilizzati Non indicato
Tempi percorrenza 7 ore e mezza
Altitudine massima 2910 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà EE l'scesa al Monte delle Forbici - I (Alpinistico)
Acqua sul percorso
Note Nessuna

Descrizione itinerario

La partenza di questo lungo ma affascinante itinerario ad anello che si sviluppa nell’alta Valmalenco, che oltre a condurci sino al Cimitero degli Alpini permette di conquistare la panoramica vetta del Monte delle Forbici, è la località Campo Moro, a quota 1990 metri di altitudine, raggiungibile, dopo numerose curve e strette gallerie, superato l’abitato di Chiesa in Valmalenco. Parcheggiata l’autovettura in uno dei tanti spazi a disposizione, attraversiamo la diga Lago Moro sino a raggiungerne il versante opposto. Imbocchiamo quindi un breve tratto di mulattiera che scendendo leggermente di quota, ci porta sino all’imbocco del sentiero per la capanna Marinelli Bombardieri che seguiremo sino alla bocchette delle Forbici.

In questo primo tratto il sentiero procede ripido, ed in parte attrezzato con funi e paletti che assicurano i punti più esposti, fiancheggiando la bastionata sud del Sasso Moro.

Dopo circa mezz’ora di cammino, il sentiero perde leggermente la sua pendenza e ci immette in una più comoda zona boschiva al termine della quale ci troveremo difronte la mole della nostra prima meta: il Monte delle Forbici, ai cui piedi è già individuabile il Rifugio Carate Brianza.

Dopo un primo tratto quasi pianeggiante, il sentiero riprende una più sostenuta pendenza e, mantenendosi negli ampi spazi prativi ai piedi del Monte delle Forbici, risale i cosiddetti “sette sospiri”, ovvero la sequenza di sette dossi che, con non poca, fatica, ci conducono presto oltre i 2600 metri di quota dove sorge il delizioso Rifugio Carate Brianza (2 ore dalla partenza ).

La breve sosta per la colazione, magari consumata beatamente sul panoramico balcone del Rifugio Carate Brianza, ci consente di godere del panorama sulla valle appena percorsa, sul vicinissimo Sasso Moro e sul più lontano ma ben visibile Pizzo Scalino. Alla nostra destra, invece, si innalza tra sfasciumi di roccia la mole del Monte delle Forbici. Ripartiamo con maggior vigore imboccando il segnavia segnato da bolli bianco-rossi e dal cartello sentieristico che parte appena fuori dal rifugio. Dopo un primo tratto su faticoso ghiaione il sentiero, mai troppo impegnativo, prosegue, salendo velocemente di quota, su zone rocciose ed a tratti di sfasciumi mentre alle nostre spalle il panorama si allarga ampiamente sui colossi dell’alta Valmalenco. Impossibile non fermarsi continuamente ad ammirare tali giganti che spesso sono visibili anche dalle nostre Orobie: la Cresta Guzza, i Pizzi Roseg, Scerscen e Bernina, ad ovest il Monte Disgrazia.

In poco meno di un’ora dal Rifugio Carate Brianza, eccoci sulla cima del Monte delle Forbici, a quota 2910 metri di altitudine, abbracciati alla consueta croce di vetta. Il panorama spazia infinito in ogni direzione e non resta altro da fare che fermarsi e godere di tutta la bellezza circostante.

Tornati al Carate Brianza dal medesimo percorso utilizzato per la salita, risaliamo alla vicinissima bocchetta delle Forbici, posta poco sopra il rifugio, a quota 2660 metri. Il giro ad anello prosegue ora scendendo verso l’ampio vallone dello Scerscen, sino al Cimitero degli Alpini.

Tralasciati i sentieri che portano alla capanna Marinelli Bombardieri ed alla cappelletta degli Alpini, scendiamo diritti verso il primo di due laghetti alpini posti appena sotto la bocchetta delle Forbici. Difficile non fermarsi per qualche fotografia giocando con i riflessi delle acque ove si specchiano le cime che compongono la testata montuosa della Valmalenco; proseguiamo poi al secondo laghetto, poco più sotto, per poi continuare seguendo i radi bolli bianco – rossi posti sulle rocce. Il sentiero diviene ora più impegnativo a causa di una maggiore ripidità e della scarsità i segnavia bianco - rossi. Per evitare di portarci fuori sentiero, dobbiamo individuare, e tenere come punto di riferimento, il ponticello verde che, ora piccolo piccolo per via della distanza che ci divide dallo stesso, molto più a valle ci consentirà di attraversare l’impetuoso torrente formatosi a valle del ghiacciaio dello Scerscen.

Mentre scendiamo velocemente, il panorama diviene sempre più grandioso; difficile non sentirsi piccoli difronte a tanta immensità: non solo quella delle alte cime della Valmalenco che ci osservano imponenti tutt’attorno ma anche quella che trasmessa dalla vastità del vallone dello Scerscen nel quale, pian piano, ci immergiamo durante la nostra discesa.

Raggiunto ed oltrepassato il ponte verde, meglio indicato come “ponte degli Alpini”, che scavalca il torrente dello Scerscen, proseguiamo in breve sino alle prossime indicazioni sentieristiche ove, con breve deviazione di qualche minuto, potremo raggiungere il Cimitero degli Alpini.

Dopo qualche minuto di pausa, riprendiamo il cammino - ancora lungo - verso Campo Moro e, ritornati alle ultime indicazioni sentieristiche, proseguiamo la discesa lungo il vallone dello Scerscen, verso l’Alpe Musella. L’ampia area detritica a valle del ghiacciaio lascia pian piano il posto a distese sempre più verdi, sino al raggiungimento di un secondo ponticello che ci permette di guadare nuovamente il torrente e di raggiungere alcuni ruderi di abitazioni utilizzate dei minatori durante il periodo in cui in questi luoghi si estraeva l’amianto.

Superata una passerella attrezzata con catene corrimano, proseguiamo nel rado bosco sino a raggiungere la bucolica Alpe Musella, un vero paradiso terrestre. Ancora poco meno di un’ora, adesso su facile sentiero che successivamente diviene comoda mulattiera, e, seguendo le indicazioni, raggiungiamo il punto di partenza della nostra lunga ma appagante escursione.

Cartina

Cimitero degli Alpini

Album fotografico

Note

I tempi di percorrenza sono indicativi e si riferiscono al percorso ad anello.

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Cristian Riva

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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Website: www.cristianriva.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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