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Cornone Blumone tra i due conflitti mondiali

  • Martedì, 09 Agosto 2011 22:00
  • Written by  Cristian
Cornone di Blumone, in ricordo di Tita Secchi Cornone di Blumone, in ricordo di Tita Secchi

L'escursione al Cornone di Blumone, e quindi a tutta l'area circostante con l'omonimo passo, le vette del Frerone, la Cima delle Terre Fredde ed il Monte Laione, ci trasporta con un sol passo a scavalco dei due grandi conflitti mondiali. Ancora oggi, infatti, troviamo i resti di trincee, camminamenti e della caserme che nel periodo del 1915 e 1918 vennero costruite da nostri Alpini per far fronte al nemico austriaco. Poco più sotto del passo Blumone troviamo invece un importante punto d'appoggio intitolato alla memoria di Tita Secchi, grande appassionato di alpinismo che dopo l'8 settembre 1943 organizzò nell'area di Bagolino, sulle montagne bresciane, il gruppo partigiano S2 facente parte della Brigata Perlasca.

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Data dell'escursione 10 Agosto 2011
Località di partenza Breno, località Bazena
Sentieri utilizzati Non classificato
Tempi di percorrenza 4 ore e mezza circa
Altitudine massima 2843 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà EE (Escursionisti esperti) - I (Alpinistico)
Acqua sul percorso Si
Note Eventuale appoggio al Rifugio Tita Secchi

La storia

Tita Secchi nacque a Bologna da genitori originari di Gottolengo. Cresciuto a Brescia, uomo sportivo e grande appassionato di alpinismo, dopo l'8 settembre, organizzò nella zona di Bagolino, sulle montagne bresciane, il gruppo partigiano S2, facente parte della Brigata Perlasca. Catturato il 26 agosto 1944 a seguito del rastrellamento operato dalle forze nazi-fasciste, venne fucilato a Brescia il 16 settembre con altri cinque compagni. Dopo aver subito un pesante interrogatorio, ebbe la possibilità di essere rilasciato dietro versamento di un'ingente somma da parte dei famigliari, ma si rifiutò ponendo la condizione che venissero rilasciati anche i compagni e subendo per questo la fucilazione nel cortile della caserma Ottaviani. A lui è dedicato il Rifugio Tita Secchi nelle alpi bresciane.

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Descrizione itinerario

Passo della Vacca

Percorrere quei sentieri, anzi quelle vie militari che faticosamente sono state posate, pietra su pietra, attorno al Cornone di Blumone non può che farci riflettere e trasportarci, passo dopo passo, indietro nel tempo. Non molto a dir la verità, ma tanto da giungere sino al triste periodo della Grande Guerra. Queste zone, infatti, sono state il teatro bellico del fronte italo – austriaco ed a testimonianza di ciò, oltre a quelle citate vie militari, troviamo ancora alcuni resti. Come al Passo di Blumone, dove i ruderi di una caserma ed i camminamenti di una postazione italiana resistono al lento ed inesorabile trascorrere del tempo; resisteranno ancor più di quanto la nostra memoria sia in grado di ricordare quegli stessi eventi. 

Si parte! Raggiunta la località di Bazena, appena pochi kilometri prima del passo di Crocedomini provenendo da Breno/Bienno, parcheggiata l'autovettura nell'ampio piazzale imbocchiamo il segnavia nr. 1, ovvero l'Alta Via dell'Adamello. In questa prima parte il sentiero risale dolcemente i declivi erbosi inserendosi nell'itinerario botanico naturale di Val Fredda. Dopo circa mezz'oretta giungiamo in prossimità della malga di Valfredda che lasceremo sulla sinistra per risalire verso destra lungo il segnavia nr. 1, ora su comoda mulattiera. Con un largo semicerchio pressochè pianeggiante, passiamo sotto le cime del Monte Mattoni e del Monte Cadino sino a raggiungere il passo di Val Fredda.

Dopo la breve sosta, ripartiamo lungo il versante opposto; una breve e lieve discesa ci immette lungo il sentiero a mezza costa che ora si snoda nella verdeggiante Val Cadino. Proseguiamo in questo facile cammino sino al Passo della Vacca, a quota 2359 metri, dove non potremo non notare l'enorme masso con le sembianze di una mucca; difronte è già ben visibile l'enorme bastionata scura del Cornone di Blumone. Seguendo qualche omino di sassi ed i segnali rossobianchi su alcune rocce, raggiungiamo in breve la diga presso il Lago della Vacca e, quindi, il Rifugio Tita Secchi, a quota 2367 metri. All'ingresso del rifugio una targa commemorativa riporta:

 

titasecchi

 

Ripartiamo alle spalle del rifugio Tita Secchi e, mantenendoci lungo la via militare ancora in ottimo stato, risaliamo senza troppa fatica sino al passo di Blumone, a quota 2633 metri.

Il percorso, che sino a questo punto potrebbe essere considerato alla portata di tutti, diviene ora maggiormente impegnativo e richiede attenzione e piede sicuro. Seguendo le tracce di sentiero e qualche indicazione su roccia, piaghiamo a destra risalendo il ripido sperone roccioso che discende dall'anticima nord. Qualche facile roccetta da superare con l'aiuto della mani e quindi raggiungiamo un ampia cresta sommitale. Proseguiamo ora lungo il traversone che tra sfasciumi rocciosi ed ancora qualche traccia di neve ci porta sino ad un salto roccioso e quindi alla base del Cornone. Ora non resta altro che radunare le ultime forze e divertirsi in questa non difficile ma ripida arrampicata tra roccette (max. I+), facendo attenzione a non far cadere i sassi a valle. Verso la cima manteniamoci a destra e, risaliti in cresta, piaghiamo a sinistra sino a giungere alla croce di vetta, a quota 2843 metri. Panorama davvero mozzafiato sul Bernina, l'Adamello ed il Carè Alto ma anche sulle mia amate Orobie.

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Cornone di Blumone

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Note

I tempi di percorrenza sono indicativi e si riferiscono al percorso di ascesa.

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