Lunedì 26 Giugno 2017
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Sentiero Partigiano Tranquillo Bianchi - tronco A

Sentiero partigiano Tranquillo Bianchi - Tronco A Sentiero partigiano Tranquillo Bianchi - Tronco A

Immaginate un comodo sentiero di media montagna che si alza e s’abbassa avvolto nel turbinio di profumi primaverili, immerso nel verde dei campi punteggiati solo dal giallo dei fiori di tarassaco.

Immaginate che quel comodo sentiero s’insinui dentro e fuori dal bosco, fiancheggiando sporadiche baite al limitare della folta vegetazione, in una giornata mite e appena ventosa, dove si ascolta solo il cinguettare degli uccelli.

Immaginate poi, se ci riuscite, che quel paradiso terrestre, lungo il quale si sviluppa quel comodo sentiero, venga d’improvviso squarciato dal cruento scontro a fuoco fra un gruppo di partigiani e una squadra di fascisti intenti a rastrellare quel tratto della Val Sabbia alla ricerca dei ribelli della montagna: due morti e due feriti tra i fascisti, un ferito tra i partigiani, fu il triste epilogo di quel 13 Maggio 1944.

Immaginate quindi che nelle concitate ore che seguirono lo scontro a fuoco un partigiano, ignaro di quanto accaduto, venga catturato dai fascisti e costretto a portare in spalla i corpi dei due militi rimasti uccisi, sino a Binzago.

Il seguito è ora facile immaginarselo: sottoposto a crudeli sevizie, quel partigiano di nome Tranquillo Bianchi fu trucidato il giorno seguente, lì a Binzago dove oggi una lapide lo commemora e ricorda a tutti noi, anche a quelli con poca immaginazione, cosa fu la Resistenza partigiana e quanto sia importante, oggi, conservarne la Memoria.

DESCRIZIONE ITINERARIO

Il tronco A del sentiero partigiano Tranquillo Bianchi è un percorso ad anello lungo ben ventun chilometri che si incrocia con il tronco B del medesimo sentiero partigiano, quest’ultimo già percorso il 25 Aprile dello scorso anno, all’altezza della località Gabbiole. Rispetto all’anello dello scorso anno, il tronco A si sviluppa in un ambiente meno selvaggio e per certi versi anche meno montuoso e percorre in gran parte le pendici del Monte Cler, attraversando quattro frazioni del comune di Agnosine: Binzago, Trebbio, Sant’Andrea e Casale, luoghi più volte percorsi dal partigiano Tranquillo Bianchi al quale era stato assegnato il compito di collegamento e rifornimento con gruppi partigiani nascosti sui monti.

Come per il tronco B, il punto di partenza dell’escursione è presso il Passo del Cavallo di Lumezzane, a quota 742 metri di altitudine, all’altezza della chiesa dedicata al Cristo dei Monti, luogo presso il quale dipartono sentieri per molte altre escursioni tra la val Sabbia e la val Gobbia.

Lasciata l’autovettura nell’ampio spazio antistante la chiesa del Cristo dei Monti, attraversiamo la ex statale 79 e, in corrispondenza del pannello sul quale è riportata la cartina dell’intero percorso partigiano, percorriamo in salita la strada asfaltata che, poco oltre, abbandoniamo per imboccare a destra il percorso del tronco B che seguiremo sino al bivio per la località Gabbiole.

Il sentiero, ben conosciuto per chi ha già percorso il tronco B, raggiunge la località Campi Buoni e poi prosegue, quasi pianeggiante, prima di scendere e poi risalire un ampio vallone boschivo. Raggiunte le indicazioni tricolori per il Monte Prealba, che lasciamo a sinistra, proseguiamo lungo la sterrata/bitumata che scende con direzione della località Gabbiole, quest’ultima eventualmente visitabile con una breve deviazione a destra.

Raggiunto l’ampio piazzale in pietra che precede la cancellata di una bella abitazione circondata da un enorme giardino, luogo presso il quale faremo ritorno chiudendo il giro ad anello, proseguiamo a destra (…a sinistra saliremo nel percorso di ritorno) percorrendo una esile traccia che prima pianeggiante scende poi ripidamente sino ad addentrarsi nella fresca boscaglia.

Seguendo sempre le indicazioni tricolori che contraddistinguono il sentiero partigiano dedicato a Tranquillo Bianchi, raggiungiamo il piccolo borgo di Binzago e, fiancheggiata la chiesa parrocchiale di Santa Maria Annunciata, risaliamo a sinistra sino al luogo in cui una croce ed una lapide commemorano la triste sorte del partigiano.

Il sentiero prosegue in leggera salita e raggiunge una sbarra metallica sulla nostra destra che delimita i sottostanti campi. Abbandoniamo la sterrata che prosegue a sinistra e, oltrepassata la sbarra, scendiamo verso i verdeggianti prati; raggiunta un’isolata abitazione in pietra dalla forma poligonale, pieghiamo verso destra e scendiamo lungo il classico sentiero che, attraversato il bosco, ci consente di raggiungere la chiesetta della Madonna delle Calchere, a quota 540 metri di altitudine.

Proseguiamo percorrendo in leggera discesa la sterrata che segue di pari passo la bella via Crucis; raggiunta la strada asfaltata pieghiamo nettamente a sinistra e poi subito a destra, continuando quindi nel fresco boschetto di bassa quota.

Dopo un attimo di tregua, il sentiero riprende a salire con costante pendenza e, dopo la deviazione per il rifugio alpino, che lasciamo alla nostra sinistra, prosegue prima pianeggiante e poi in leggera discesa.

Raggiunto il sottostante alveo del Rio Bondaglio, dopo averlo guadato saltellando di pietra in pietra, pieghiamo a destra e scendiamo verso il paese di Agnosine. Senza però addentrarci tra le abitazioni, usciti sulla via Bolpete, svoltiamo verso sinistra e seguiamo la strada in leggera salita; i bolli tricolore ci indicheranno la giusta via da seguire.

Sbucati sulla provinciale via Val Sabbia, pieghiamo a sinistra e seguiamo quest’ultima per un breve tratto in salita. Poco oltre, in corrispondenza delle indicazioni per Sant’Andrea, abbandoniamo la via Val Sabbia e pieghiamo a destra imbocchiamo la larga mulattiera che prosegue nel bosco.

Poco agevole ed in bella pendenza, almeno in questo primo tratto, la mulattiera raggiunge velocemente la Santella Mora, ottimo punto di sosta e luogo presso il quale possiamo, svoltando a sinistra, percorrere la scorciatoia che bypassa l’abitato di Sant’Andrea.

Tralasciata la scorciatoia, proseguiamo sino al vicino bivio e prendiamo il sentiero di destra, chiaramente indicato dai bolli tricolori, che, ora su comoda discesa, conduce sino al caratteristico borgo di Sant’Andrea.

Il percorso prosegue tra le storiche abitazioni e successivamente, in moderata salita, si inserisce sulla mulattiera che penetra ancora una volta nel bosco; seguiamo le indicazioni e, passati davanti ad una bella abitazione ristrutturata, proseguiamo ora in leggera e panoramica salita.

Finalmente il sentiero ha assunto un carattere montanaro: sinuosamente risale il versante erboso della montagna ed in costante salita, lasciando spazio a panorami aperti sulla vallata, raggiunge una zona di caccia. Da questo arioso culmine montano, scendiamo a valle sul versante opposto, sino a raggiungere il santuario di San Giorgio.

Seguendo la sottostante sterrata e sbucati nuovamente sulla SP79, pieghiamo a destra seguendola in leggera salita. Raggiunto il pannello turistico della “MTB Conca D'oro”, abbandoniamo la provinciale ed imbocchiamo la via San Giorgio. Fiancheggiate le poche abitazioni, con lieve salita, ci immettiamo nuovamente nel bosco. Continuiamo a salire sin quando la mulattiera incrocia il bivio per Gabbiole; pieghiamo a destra e, percorrendo il malagevole e pietroso sentiero, sbuchiamo sull’ampio piazzale in pietra incontrato all’andata. Ora non resta altro che seguire la sterrata che fiancheggia la deviazione per Gabbiole e proseguire lungo il tratto del tronco B percorso all’andata che ci riporterà al punto di partenza.

  • Informazioni sintetiche

    Località di partenza: Lumezzane, Passo del Cavallo
    Sentieri utilizzati: Tronco B (per circa 3 chilometri) poi tronco A
    Tempi medi di percorrenza: 6 ore circa
    Altitudine raggiunta: 830 metri
    Attrezzatura Da escursionismo
    Difficoltà: E (Escursionistico)
    Note I tempi si riferiscono al percorso ad anello
  • Cartina e tracciato GPS

    NAN km, 04:36:22

  • Album fotografico

Read 567 times
Cristian Riva

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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