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Pizzo del Becco

Pizzo del Becco: stambecco Pizzo del Becco: stambecco

Ritorno sul Pizzo del Becco dopo ben cinque anni. Quanto tempo! Un lustro nel quale ho macinato chilometri e chilometri di dislivello su e giù pei monti delle Orobie, e non solo. Anni di intense camminate più o meno facili, più o meno interessanti, che mi hanno consentito di raggiungere mete più o meno rinomate e che, inevitabilmente segnate da qualche difficoltà ed a volte qualche rinuncia, hanno comunque giovato positivamente alla mia vita. Ritorno sul Pizzo del Becco anagraficamente invecchiato di cinque anni ma questo è solo un piccolo particolare al quale preferisco non dar troppo peso! Grazie agli amici Claudio La Rosa e Andrea Passera per la felice ed appagante giornata trascorsa insieme!

Informazioni sintetiche

Data dell'escursione 5 Luglio 2013
Località di partenza Roncobello, Baite di Mezzeno
Sentieri utilizzati 215 CAI 
Tempi di percorrenza 4 ore circa 
Altitudine massima 2507 metri
Attrezzatura Da escursionismo + caschetto e set ferrata
Difficoltà (note) EEA (Escursionisti esperti attrezzati) - F+ (Alpinistico) - II°
Acqua sul percorso Si
Note Nulla

Descrizione itinerario

Saliti in automobile sino alla verdeggiante zona delle baite di Mezzeno in Roncobello, dopo aver pagato il ticket di parcheggio (2,00 euro) acquistabile presso la colonnina automatica che si incontra salendo dopo la frazione Capovalle di Roncobello, imbocchiamo il facile segnavia 215 CAI che, con grandiosi panorami sul Pizzo Arera, conduce sino al Passo di Mezzeno e, quindi, poi con facile discesa, sino all’ottimo Rifugio Laghi Gemelli.

Questo tratto di percorso necessita di circa due ore di facile ed appagante camminata, adatta a tutte le gambe e che possiamo tranquillamente classificare di tipo escursionistico (E).

Dal Rifugio Laghi Gemelli, attraversata l’omonima diga, pieghiamo verso sinistra ed, passando attraverso alcuni ruderi, imbocchiamo la comoda mulattiera che con lieve pendenza ci permette di raggiungere velocemente la diga del Lago Colombo. Da qui in avanti comincia il pezzo forte dell’escursione!

Attraversata la diga del Lago Colombo, pieghiamo a sinistra e, percorse poche decine di metri, in corrispondenza delle indicazioni poste su una roccia, pieghiamo a destra risalendo il sentiero che con lunghe diagonali conduce, seguendo in seguito i numerosi omini di pietra, sino alla zona dei macigni e quindi all’attacco del tratto di ferrata. Indossato il caschetto e set da ferrata, risaliamo la prima trentina di metri che sale verticalmente all’interno di un enorme diedro roccioso attrezzato con catene. Al termine di questo tratto, si piega leggermente a sinistra e si risalgono le facili ed appigliate roccette sempre munite di una comoda catena metallica.

Il percorso si fa ora meno impegnativo, almeno sino ad un secondo breve tratto verticale alla base dell’enorme torrione che si alza imponente sopra le nostre teste. In breve raggiungiamo una selletta rocciosa che ci permette di prendere fiato e di affacciarci sul versante opposto del pizzo del Becco con ampi panorami sui Corni di Sardegnana e, più in lontananza, sui piramidali Diavoli. Volgendo lo sguardo alle spalle sul versante di salita, ci sorprendiamo invece nell'ammirare l’impagabile panorama: quasi in miniatura riconosciamo i laghi della conca dei Gemelli attorniati dalle cime del Monte Corte, dello Spondone, del Pizzo Orobie e del Pizzo dell’Orto.

Dalla selletta rocciosa pieghiamo a sinistra: un breve spezzone di catena ci aiuta a risalire le facili, a tratti esposte roccette che ci indirizzano nel tratto di cresta che precede la vetta. Percorriamo il sentiero abbastanza ripido sino ad alcuni grossi massi che, superati con l’aiuto delle mani, ci permettono di raggiungere i 2507 metri di altitudine del Pizzo del Becco.

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Cristian Riva

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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Website: www.cristianriva.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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