Lunedì 18 Dicembre 2017
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Sui monti con uno zaino

Anello di Punta Ercavallo

Anello di Punta Ercavallo Anello di Punta Ercavallo

Guerra medievale, combattuta su severi speroni rocciosi a picco sul nulla, collegati fra loro da lunghe e fosche trincee, quasi a disegnare torri e fortezze ai confini del cielo dove uomini valorosi chiamati a difendere la Madrepatria han saputo fronteggiare non solo il nemico ma anche le inumane rigidità dell’inverno d’alta quota.

Raggiungere oggi uno degli speroni rocciosi di Punta Ercavallo è come varcare quella soglia che, lasciata alle spalle la bucolica verdeggiante vallata che nulla fa presagire su ciò che ci attende, ci consente di fare un viaggio a ritroso nel tempo, sin nel pieno della Grande Guerra: speroni rocciosi come altane di caserme, sinuose trincee come immaginaria linea del Fronte, baraccamenti freddi e fatiscenti come rifugio di uomini e muli. Tutto è ancora in discreto stato, pare quasi sia stato abbandonato solo poche ore prima, appena in tempo per regalarci la Pace e lo splendore di quei luoghi montani ma anche per invitarci ad un sereno ricordo verso tutti i Caduti della Prima Guerra Mondiale.

DESCRIZIONE ITINERARIO

Partenza dal parcheggio posto a monte delle Case di Viso, borgo alpino raggiungibile salendo oltre la località Pezzo di Ponte di Legno, al quale si perviene percorrendo in auto la comoda strada sterrata che sale alle spalle delle ultime abitazioni. In corrispondenza delle indicazioni sentieristiche, tralasciata a destra la prosecuzione della sterrata verso il Rifugio Bozzi che utilizzeremo per il ritorno, imbocchiamo a sinistra il segnavia contrassegnato dal nr. 59.

Inizialmente su comoda mulattiera, il percorso abbandona quest’ultima in corrispondenza delle indicazioni per i Laghi di Ercavallo dove, quindi, prosegue verso destra e con flebile traccia attraversa l’ampio pianoro pascolivo. Proseguiamo molto comodamente, sin quando il sentiero, ora più evidente, guadato lo scrosciante torrente che scende a valle, inforca una serie di stretti zig zag che gli consentono di guadagnare velocemente quota mentre tutt’attorno la visuale si apre sulla sottostante Valle di Viso.

Dopo quasi due ore di cammino, raggiunti i soprastanti laghi di Baitello, proseguiamo lungo il segnavia 59 che ora ricalca il nr. 2 dell’Alta Via Camuna. Il sentiero ha ormai lasciato alle spalle l’ambiente bucolico che lo aveva sinora contraddistinto e, tra macereti e ampie zone pietrose che pian piano ricoprono il poco verde restante, si addentra in un ambiente più severo, classico dell’alta quota.

Lasciata a sinistra la deviazione per i vicini laghi di Ercavallo, eventualmente raggiungibili con una breve deviazione, proseguiamo brevemente lungo l’Alta Via Camuna che con ampio semicerchio si allunga con direzione del Rifugio Bozzi. Non per molto però! Infatti, raggiunta la successiva deviazione per il segnavia nr. 17, abbandoniamo l’Alta Via Camuna ed imbocchiamo a sinistra la stretta mulattiera militare che sale sino ai primi baraccamenti soprastanti.

Continuiamo la salita lungo il segnavia nr. 17 che solca l’ampia distesa rocciosa che contraddistingue le cime di Punta Ercavallo, ora entrambi ben visibili sopra di noi. Giunti a circa tremila metri di quota, all’altezza della panoramica trincea d’alta quota, incontriamo un enorme masso sul quale sono riportate le quote delle principali cime di Punta Ercavallo: a sinistra quella più bassa di 3011 metri di altitudine e a destra la nostra meta, la vetta più alta di Ercavallo, quotata 3068 metri di altitudine.

Pertanto, imboccata a destra la traccia che si allunga tra macereti e resti di baraccamenti militari, risaliamo con attenzione il ripido versante roccioso sino a raggiungere la piccola croce di vetta che contrassegna la cima più alta di Punta di Ercavallo. Immenso e spettacolare il panorama che si presenta ai nostri occhi una volta raggiunta la vetta: il versante opposto a quello di salita è riservato all’immensa Valle di Montozzo che attraverseremo nel raggiungere il Rifugio Bozzi; tutt’attorno sono riconoscibili le note vette della Presanella, dell’Adamello e del massiccio del Corno dei Tre Signori, la Punta d’Albiolo, la Punta San Matteo ed il Monte Vioz.

A malincuore riprendiamo il cammino percorrendo a ritroso un breve tratto del sentiero di salita (…sino a circa 3025 metri di altitudine): raggiunti i sottostanti baraccamenti, infatti, si alluna verso sinistra (…sud) una traccia appena visibile che conduce sulla morbida dorsale che sovrasta la Valle di Montozzo. Pertanto, abbandonato a destra il sentiero utilizzato nella salita e percorsa brevemente a sinistra la dolce dorsale, scendiamo zigzagando la scoscesa pietraia sino a raggiungere l’ampio pianoro erboso dove sono adagiati i Laghi di Montozzo.

Individuata a vista la Forcellina di Montozzo, attraversiamo l’ampio pianoro costellato da innumerevoli laghetti alpini e, una volta raggiunta, scendiamo lungo il segnavia 111 che molto brevemente conduce sino al Rifugio Angelino Bozzi, a quota 2478 metri di altitudine.

Infine, lasciato alle spalle il Rifugio Bozzi, punto di appoggio per altre eventuali mete come quella per il Passo dei Contrabbandieri, imbocchiamo la sterrata che, molto panoramica, ci condurrà in circa 1 ora e mezza sino alle Case di Viso, punto di partenza di questo lungo ma appagante anello escursionistico.

  • Informazioni sintetiche

    Località di partenza: Ponte di Legno, località Case di Viso
    Sentieri utilizzati: 59 – 2 – 17 - 111 CAI
    Tempi medi di percorrenza: 3 ore e mezza circa (sino a Punta Ercavallo)
    Altitudine raggiunta: 3068 metri
    Attrezzatura Da escursionismo
    Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
    Note Tempi di percorrenza del percorso di ascesa
  • Cartina e tracciato GPS

    15.8 km, 06:20:21

  • Album fotografico

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Cristian Riva

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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