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Anello dell'Acquafraggia: Savogno e Dasile

Anello dell'Acquafraggia: Savogno e Dasile Anello dell'Acquafraggia: Savogno e Dasile

Savogno e Dasile, due antichi borghi aggrappati alle pendici del monte che, dopo gl’innumerevoli gradini che impennano il ripido sentiero che parte dove gli spruzzi della spettacolare Acquafraggia si vaporizzano e rinfrescano, regalano quello spettacolare balcone panoramico sulla Bregaglia italiana che fin da subito mette a tacere ogni fatica.

Divisi solo da pochi minuti di cammino uno dall’altro, ed inevitabilmente uniti in quella fratellanza che avvicina le persone in quei luoghi aspri e severi dove la vita era tutt’altro che facile, questi due borghi si salutano ai lati della Valle dell’Acquafraggia che discente in picchiata dall’alto dell’omonimo lago seguendo la traccia solcata del fragoroso torrente.

Eppur la leggenda racconta tutt’altro! Narra piuttosto di una feroce rivalità tra gli abitanti dei due borghi, soprattutto nel triste periodo seicentesco quando l’esplosione della peste seminò morte e terrore in tutta la Valchiavenna. Fu allora che due giovani di Dasile lasciarono le loro abitazioni per salire più in alto, presso Corbia dove, vivendo isolati dagli altri, nell’eventualità che tutti soccombessero si sarebbero salvati. Scesi periodicamente, mantenendosi a debita distanza dall’abitato, constatarono col passare dei giorni che le persone che si muovevano tra le vie erano sempre meno, sino a quando non videro più alcuno. Scesi quindi verso Savogno trovarono il ponte che congiunge i due versanti completamente distrutto e compresero che gli abitanti di quel paese non avevano prestato soccorso a quelli di Dasile. Bastò poco, animati da spirito di vendetta afferrarono la carcassa di un gatto morto e la gettarono sul versante opposto segnando irrimediabilmente il terribile destino di quegli abitanti. (tratta da: “C’era una volta – Vecchie storie e leggende di Valtellina e Valchiavenna", AAVV 1992).

Informazioni sintetiche

Data dell'escursione 7 Ottobre 2015
Località di partenza Piuro, località Borgonuovo
Sentieri utilizzati Sentiero panoramico dell'Acquafraggia > Savogno > Dasile
Tempi di percorrenza 2 ore circa sino a Dasile
Altitudine massima 1024 metri (bordo di Dasile)
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà E (Escursionistico)
Acqua sul percorso Si
Note Eventuale appoggio al Rifugio Savogno

 

Descrizione itinerario

Partenza dalla località Borgonuovo di Piuro dove, lasciata l’autovettura in uno degli appositi spazi per la sosta, imbocchiamo il breve camminamento in terra battuta che attraversa il verdeggiante prato e raggiunge brevemente la base, vaporosa e spumeggiante, delle spettacolari cascate dell’Acquafraggia. Questi pochi passi, mossi lentamente sul sottofondo fragoroso dello scrosciare dell’acqua che cade impetuosa dall’alto di questo monumento nazionale, compensano i tanti chilometri percorsi in auto per raggiungere quest’angolo di paradiso, porta sulla Val Bregaglia.

Dopo la meritata sosta, dalla quale è persino difficile staccarsi, pieghiamo verso destra e raggiungiamo, magari percorrendo la strada asfaltata che sale oltre il bar antistante le cascate, il piccolo borgo di Sarlone. In corrispondenza delle prime case, presso il bivio sentieristico indicato dalla segnaletica, pieghiamo a sinistra ed imbocchiamo il bel sentiero che s’infila tra secolari castagni e che prenderà il nome di Sentiero panoramico delle Cascate.

Successivamente il sentiero s’inerpica ripidamente e, fiancheggiato da alcuni tratti con funi metalliche che in sicurezza fungono da corrimano, risale tratti gradinati e scalette metalliche conducendo su due ampi balconi panoramici dai quali sarà possibile ammirare da vicino lo spettacolare salto delle cascate dell’Acquafraggia.

Lasciamo alle spalle la ripida scaletta ed il secondo balcone panoramico: proseguiamo lungo il sentiero che, dopo il breve tratto pianeggiante a filo d’acqua, oltrepassata la passarella in legno, sale ora con ripidi zig zag che superano un piccolo salto roccioso. Poco oltre si ritorna sull’erba e nel fitto del bosco.

Raggiunta la radura erbosa, in corrispondenza delle successive indicazioni sentieristiche, pieghiamo a sinistra ed imbocchiamo il ponticello sospeso che attraversa il torrente Acquafraggia. Dalla destra orografica del torrente, proseguiamo in leggera salita e, raggiunta una rurale abitazione, pieghiamo a destra seguendo le indicazioni per il Sentiero Panoramico.

Il sentiero continua su bella mulattiera sino a raggiungere un secondo ponticello, molto più stabile del precedente. Oltrepassiamo quest’ultimo e torniamo sulla sinistra orografica del torrente Acquafraggia, mentre sarà impossibile non venir travolti dalla bellezza di quest’angolo di selvaggio paradiso dove la bella cascata cade impetuosa nel bacino azzurrognolo dal quale, poi, le sue acque, ora chete e silenziose, riprendono il cammino tra le rocce che disegnano l’alveo del torrente.

Proseguiamo seguendo la traccia che si insinua nel colorato bosco e, successivamente, con deviazione verso sinistra risale sino ad un grumo di ruderi di baite. Risaliamo poco oltre sino ad intercettare la mulattiera principale per Savogno.

Il percorso è ormai intuitivo, le abitazioni di Savogno, con il cimitero in primafila, si alzano proprio sopra di noi: pertanto, pieghiamo a sinistra sino al ponticello che, successivamente, ci condurrà verso Dasile, e poi a destra lungo la traccia di sentiero che si alza sopra il cimitero. Non rimane altro che immergerci nel tempo che fu e dedicarci, molto comodamente, alla visita di questo antico borgo alpino con la sua chiesetta dedicata a San Bartolomeo, il sagrato sul quale è posto il busto che ricorda il Beato Luigi Guanella ma che, certamente, è anche un ottimo balcone panoramico sulla Val Bregaglia. Interessantissime sono le ordinate abitazioni con balconi e porte in legno lavorato. Per chi desiderasse fermarsi più a lungo c’è persino la possibilità di appoggio presso il Rifugio Savogno.

Riprendiamo l’escursione facendo ritorno all’ultimo ponticello, quello posto all’ingresso di Savogno, che, una volta attraversato, ci immette sulla bellissima mulattiera che pian piano si alza sul versante opposto della vallata regalandoci scorci sull’abitato di Savogno.

Basta poco meno di mezz’ora per raggiungere il verde balcone panoramico, e la croce in ferro, che anticipano il piccolo borgo di Dasile. Un ampio semicerchio a destra permette di raggiungere le modeste abitazioni e la chiesetta di San Giovanni Battista.

L’escursione ad anello prosegue ripartendo dai prati sottostanti le prime case. Pertanto, facciamo ritorno alla croce in ferro e, seguendo le indicazioni sentieristiche poste poco lontano, imbocchiamo la traccia, in questa prima parte non sempre evidente e ben marcata, che scende verso i Crotti della Canoa e Sant’Abbondio. Seguiamo il limitare del bosco sino a quando, poco dopo, il sentiero vi si immerge al suo interno.

Proseguiamo, facendo attenzione alle sporadiche indicazioni bianco rosse, lungo la ripida discesa che spesso alterna qualche zig zag. Successivamente il percorso diviene più evidente e marcato ed infine, dopo alcuni tratti fiancheggiati da fune metallica,  raggiunge una piccola Santella e l’incrocio con il sentiero che a sinistra prosegue in falsopiano verso Savogno. Tralasciamo quest’ultima possibilità e scendiamo verso destra sino a raggiungere i Crotti di Canoa, ottimo punto di sosta soprattutto nelle afose serate estive.

Non resta altro che proseguire sino alla sottostante località di Sant’Abbondio dalla quale sarà poi possibile, percorrendo l’argine destro del torrente Acquafraggia, far ritorno alle omonime Cascate e, quindi, al punto di partenza.

  • Cartina e tracciato GPS

    6.5 km, 05:45:44

  • Album fotografico

  • Note

    I tempi di percorrenza sono indicativi e si riferiscono al percorso di ascesa.

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Cristian Riva

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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