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Pizzo Bello

Pizzo Bello Pizzo Bello

Dalla vetta del Pizzo Bello, osservo il Pizzo Bello! Ne intravedo l'anima rocciosa ed imponente, a tratti inquietante, avvolta in quel “vedo-non vedo” di inebriante nebbia che, con un poco di fantasia, mi trasporta, intontito dal canto di una sirena, negli oscuri accadimenti della celebre leggenda del Monte Disgrazia.

E' un antico racconto che narra di un malvagio pastore che sfruttando i rigogliosi pascoli di Preda Rossa negò l'aiuto al bisognevole viandante, sotto le cui vesti si celava la Santa figura del Cristo. Duramente punito con l'esemplare incendio che incenerì i verdeggianti pascoli, e del quale portano testimonianza oggi gli infuocati Corni Bruciati, il pastore ebbe vita breve mentre il nome di Pizzo Bello incoronò di fatto la dirimpettaia cima, allora – come pure oggi accade su alcune cartine – ancor priva di nome. L'allora Pizzo Bello, quello che oggi dispettosamente si nega all'occhio del riverente ed intontito viandante, ha preso il nome di Monte Disgrazia non certo quale attestazione di pessimo auspicio ma, piuttosto, per ricordarne l'abbondanza di acqua che allora la sua vedretta lasciava cadere a valle, in forma dialettale “desgiascia ovvero “si scioglie”.

Informazioni sintetiche

Data dell'escursione 6 Agosto 2014
Località di partenza Berbenno in Valtellina, località Prato Maslino
Sentieri utilizzati Non classificato 
Tempi di percorrenza 3 ore circa 
Altitudine massima 2743 metri
Attrezzatura Da escursionismo 
Difficoltà EE (Escursionisti Esperti)
Acqua sul percorso Si
Note Eventuale appoggio al Rifugio Marinella

 

Descrizione itinerario

Il punto di partenza di questa lunga escursione ad anello è la bucolica distesa prativa di località Prato Maslino, raggiungibile percorrendo la strada che sale da Berbenno in Valtellina, oltrepassa la frazione Regoledo e, quindi, in prossimità della frazione Monastero, procede più stretta e con numerosi tornanti sino agli oltre 1600 metri di quota. Lasciata l’autovettura dove termina la strada, procediamo a piedi alle spalle del Rifugio Marinella e, mantenendoci alti verso sinistra, raggiungiamo in breve la caratteristica chiesetta di Prato Maslino. Proseguiamo attraversando l’ampia area pascoliva e, raggiunte le indicazioni sentieristiche, imbocchiamo all’inizio del fitto bosco la comoda mulattiera che prosegue pressochè pianeggiante con direzione del Pizzo Bello (…indicato a 2 ore e 50 minuti).

Successivamente, lasciato a sinistra il sentiero che scende ai prati del Gaggio di Monastero, risaliamo obliquamente verso destra lungo il sentiero che acquista maggiore pendenza. Proseguiamo con alcuni zig zag e, quindi, su terreno bitumato, risaliamo alcuni gradoni sino a sbucare presso le prime baite dell’Alpe Vignone, a circa 1900 metri di altitudine.

Alpe Vignone - Pizzo Bello

Lasciata alle spalle la prima baita, o – meglio – i resti di ciò che ne rimane, risaliamo con moderata pendenza gli spazi aperti della scoscesa alpe Vignone. Oltrepassate alcune baite e raggiunta una Santella votiva, proseguiamo al successivo bivio sentieristico verso destra in continua salita. A sinistra prosegue invece il Sentiero Italia che conduce all’Alpe Scermendone ed a San Quirico (...sentiero eventualmente percorribile per chiudere l’anello di ritorno).

Si sale ancora con buona pendenza, sino a quando il sentiero volge verso sinistra e, compiendo un ampio semicerchio, raggiunge l’ampia conca prativa a quota 2261 metri dove sorgono le poche baite dell’Alpe Baric. Procediamo lungo l’evidente traccia di sentiero e, lasciate alle spalle le baite raggiungiamo un successivo bivio sentieristico.

Lasciamo a sinistra l’indicazione per il Lago Scermendone, che utilizzeremo quale sentiero di ritorno scendendo dai versanti del Monte Vignone, e proseguiamo verso destra (…indicazioni per il Pizzo Bello) su ampi prati territorio indiscusso di fischiettanti marmotte.

Il sentiero fiancheggia dapprima una vasca per abbeverare gli animali e quindi, aumentando leggermente la sua pendenza, si addentra nell’ampia conca che man mano diviene piuttosto rocciosa e detritica sino a diminuire nuovamente la pendenza allorquando alla sinistra notiamo l’ampia sella, sulla quale è distinguibile in paletto con indicazioni sentieristiche, che divide una cima quotata 2643 metri a sinistra ed il Pizzo Bello a destra, quest’ultimo individuabile dal visibile ometto in pietre e dalla croce di vetta.

Probabilmente distratto dalla bellezza della lunga cresta che chiude difronte a me l’ampia vallata, sulla cui cima di una quota noto una piccola croce di vetta, mi sfugge la sella a sinistra e, sbagliando, proseguo diritto su sfasciumi e quelle che paiono le tracce di un sentiero. In breve, dopo la ripida salita tra sfasciumi rocciosi, raggiungo la dorsale e, risalita a destra l’affilata cresta, raggiungo la piccola croce notata dalla vallata. Solo allora mi rendo conto di aver sbagliato percorso. Ridisceso brevemente dall’affilata cresta proseguo a mezza costa che taglia il versante sud di quello che, poco prima, non avevo compreso fosse il vero Pizzo Bello. Poco male, in meno di mezz’ora ecco raggiunta la sella sulla quale trovo le indicazioni sentieristiche del giusto percorso e il paletto con le indicazioni per il Pizzo Bello che vien dato raggiungibile in 20 minuti.

Dalla sella si sale a destra su facile ed ampia cresta che, dapprima erbosa, diviene quindi rocciosa ma mai troppo difficile. In circa 20 minuti ecco raggiunta la vetta del Pizzo Bello, a quota 2743 metri di altitudine, dalla quale il grandioso panorama lascia a bocca aperta. Proprio difronte i Corni Bruciati mentre più a destra l'imponente Monte Disgrazia avvolto dalla coltre di nuvole.

Pizzo Bello

Il percorso ad anello prosegue percorrendo a ritroso il sentiero di salita alla vetta del Pizzo Bello. Raggiunta la sottostante sella, anzichè piegare a sinistra verso la vallata di salita, scendiamo pochi metri a destra e, seguendo i bolli bianco rossi posti su numerose rocce, proseguiamo in quota sino a raggiungere il visibile Passo Scermendone, a quota 2595 metri. Da quest'ultimo scendiamo a sinistra percorrendo l'ampia vallata ai piadi dei Corni Bruciati, sino a raggiungere il lago Scermendone.

Dopo la breve sosta che ci consente di godere del bel panorama sull'intera vallata, riprendiamo il cammino scendendo pochi metri oltre il lago Scermendone e, quindi, su tracce di sentiero, risaliamo a sinistra gli ampi pascoli ai piedi del versante del Monte Vignone, sino a raggiungere la dorsale robosa sulla quale troviamo le indicazioni sentieristiche per Prato Maslino. Non resta altro che discendere verso sinistra, sino all'alpe Baric, poi all'alpe Vignone e quindi al punto di partenza. Un altrernativa potrebbe essere quella di scendere oltre il Lago Scermendone, sino a raggiungere le visibili baite sottostanti e proseguire quindi sul sentiero Italia che poi, con largo semicerchio, riconduce all'alpe Vignone, in corrispondenza della Santella votiva notata durante la salita.

  • Cartina e tracciato GPS

    17.7 km, 08:35:13

  • Album fotografico

  • Note

    I tempi di percorrenza sono indicativi e si riferiscono al percorso di ascesa.

Read 2451 times
Cristian Riva

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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