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Pizzocolo - Anello cresta sud

Pizzocolo: anello cresta sud Pizzocolo: anello cresta sud

Il monte Pizzocolo, una montagna a tutto campo! Non troppo alta e perciò adatta a tutte le stagioni, una montagna che offre numerosi sentieri di salita da quello semplice del segnavia 11 a quello più lungo che con un largo semicerchio tocca il Dos delle Prade, per finire con quello più impegnativo, ma altamente panoramico, che invece risale la sua – a tratti aerea – cresta sud. Una montagna dai mille nomi: Pisocol, Gu o Serà ma anche “Naso di Napoleone” per via della sua particolare forma. Un cima che ispirò persino Giosuè Carducci nella sua ode a “Sirmione”. Una montagna per tutti che, con tocco vanitoso, si specchia nell’immenso blu del Lago di Garda.

Informazioni sintetiche 

Data escursione 24 Aprile 2013
Località partenza Toscolano Maderno, Ortello di Sotto
Sentieri utilizzati 27 - 5 - 6 CAI
Tempi percorrenza 4 ore e mezza circa (giro ad anello)
Altitudine massima 1581 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà EE (Escursionisti Esperti) - F (Alpinistico) - I°
Acqua sul percorso No
Note Punto di appoggio al Bivacco Due Aceri

Descrizione itinerario

Mi sposto dalle Orobie bergamasche ai sentieri dell’alto Garda bresciano e, raggiunto Toscolano Maderno, splendida località in riva al lago famosa per le sue cartiere, imbocco la strada per Maclino e Monte Maderno. Successivamente, raggiunto e superato l’abitato di Sanico, proseguo su stretta sterrata, a tratti malagevole, sino a Ortello di Sotto, ove, in corrispondenza di un largo spiazzo - ove sono presenti le indicazioni sentieristiche per il Pizzocolo - parcheggio l’autovettura e imbocco il segnavia CAI 27.

Il sentiero, inizialmente largo e facile, dopo una prima salita che supera una casa, si spiana e prosegue quasi in falsopiano con splendidi panorami sul lago di Garda. Successivamente la larga mulattiera si riduce e diviene un classico sentiero montano che raggiunge un breve ponticello ove alla sinistra si alzano le verticali pareti di una palestra di roccia. Proseguiamo sino al bivio per la Cresta Sud.

Lasciata a destra la prosecuzione del sentiero in falsopiano, pieghiamo a sinistra iniziando la ripida salita della cresta. Il percorso prosegue con stretti zig zag nel rado del bosco. Superiamo con l’aiuto delle mani qualche tratto di facili roccette mentre i pochi spazi di sosta che la cresta offre sono spunti per una breve pausa difronte all’eccezionale panorama sul lago.

Oltrepassato il bivio per il segnavia 27/A, eventualmente utilizzabile come via di emergenza per far rientro velocemente al punto di partenza, proseguiamo lungo la faticosa cresta sud sino a raggiungere un breve tratto esposto, ma attrezzato con catena, che ci immette nel fitto bosco. Mantenendoci sempre a fil di cresta, seguendo gli sporadici bolli bianco rossi superiamo ancora in ripida salita alcuni massi, sino a spazi più aperti che precedono l’arrivo in vettaPassato il faro eolico eccoci sul breve tratto panoramico che ci divide dalla vicinissima cima del Monte Pizzocolo, a quota 1581 metri.

Per il rientro scendiamo sino al sottostante bivacco Due Aceri e proseguiamo mantenendoci sempre lungo il segnavia 5 CAI. Tralasciato il bivio per il segnavia 11 CAI che scende a sinistra, proseguiamo con largo semicerchio quasi sempre in falsopiano sino alla Casa Matta (edificio risalente alla Grande Guerra). Successivamente, raggiunta la bocchetta o Dos della Prade, abbandoniamo il segnavia 5 CAI per piegare a sinistra e proseguire sul segnavia 23 che, trasformatosi in mulattiera, scende sino al bivacco Cà Prada, poi a Sant’Urbano e quindi ad Ortello di Sotto dove avevamo lasciato l’autovettura.

Cartina 

Pizzocolo Cresta Sud

Album fotografico 

Note

I tempi di percorrenza sono indicativi e si riferiscono al percorso ad anello.

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Cristian Riva

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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