Mercoledì 20 Giugno 2018
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Sentiero Brigata Fiamme Verdi Schivardi - Tosetti

Sentiero partigiano Brigata Fiamme Verdi Schivardi - Tosetti Sentiero partigiano Brigata Fiamme Verdi Schivardi - Tosetti

I colori verde, bianco e rosso della bandiera italiana, quelli che amorevolmente inseguo nel percorrere un sentiero partigiano in ricordo della ricorrenza del 25 aprile, sono oggi sepolti dall’enorme quantità di neve generosamente caduta nell’inverno appena trascorso. Almeno trenta centimetri di coltre bianca che ammantano tutto quanto si trova sopra l’abitato di Monno: boschi, dirupi, mulattiere, baite e, appunto, le tante bandiere d’Italia che disegnano il sentiero partigiano in Memoria della Brigata Fiamme Verdi Antonio Schivardi e Luigi Tosetti.

Trenta centimetri di neve, gli stessi che avevano imbiancato tutta la valle del Mortirolo nel periodo tra il 9 aprile ed il 2 maggio 1945 (…fonte: “La montagna non dorme” di Dario Morelli) quando, nel corso di quasi un mese di feroce battaglia, trecento partigiani delle Fiamme Verdi riuscirono a fronteggiare e respingere tre battaglioni e due compagnie di camicie nere oltre ad un reparto delle SS tedesche in quella che oggi viene ricordata come la più grande battaglia campale sostenuta dalla Resistenza Italiana: la Seconda Battaglia del Mortirolo.

Trenta centimetri di neve cosparsi del sangue dei partigiani Luigi Calvi, Mario Gazzoli, Ersilio Manciana, Bortolo Fioletti, Giuseppe Algieri e del comandante Luigi Tosetti. Partigiani grazie ai quali, oggi, posso apprezzare, in quest’immensa distesa bianca, lo spuntare dei primi fiori di primavera.

Antonio Schivardi: nato a Corteno Golgi (Brescia) il 2 ottobre 1910, caduto in Alta Valcamonica (Brescia) il 15 agosto 1944, maestro elementare, Medaglia d'oro al valor militare alla memoria, alla proclamazione dell'armistizio si diede alla macchia aggregandosi ai primi partigiani operanti nella zona del Mortirolo e divenendo vice comandante di un distaccamento della Divisione Fiamme Verdi "Tito Speri".

Luigi Tosetti: nato a Lama di Mocogno (Modena) il 14 marzo 1900, sposato con quattro figli, dall’ottobre 1941 divenne comandante della stazione dei Carabinieri di Edolo. Dopo l’8 settembre, in contatto coi partigiani della zona, collaborò informando le formazioni di intenzioni, azioni e rastrellamenti dei fascisti, favorendo la fuga dei renitenti alla leva di Salò. Nominato comandante del gruppo C11 delle Fiamme Verdi, partecipò all’occupazione di Pontedilegno del settembre 1944 e alla prima battaglia del Mortirolo, infliggendo perdite ingenti alla legione repubblichina “Tagliamento”. Il 19 marzo 1945, mentre tornava da una delicata missione al passo dell’Aprica, saltò in aria a causa di una granata che teneva nello zaino.

NOTE

In condizioni di scarso innevamento oppure nella bella stagione, comunque sia quando la strada provinciale per il Passo Mortirolo è aperta al traffico veicolare, la partenza del lungo anello escursionistico avviene dalla chiesetta di San Giacomo, luogo presso il quale è stato sepolto il partigiano Luigi Tosetti in seguito alle mortali ferite riportate a causa dell’esplosione della granata che teneva nello zaino. In questo caso, aiutati dalle indicazioni presenti sui pannelli di legno dipinti col tricolore italiano disseminate lungo l’intero percorso, non dovremo far altro che seguire, prima su comoda sterrata e poi su classico sentiero montano, le indicazioni per il Lago Mortirolo, punto dove incroceremo il sentiero proveniente dal fondo valle che, invece, ho seguito a causa della chiusura della provinciale per il passo del Mortirolo e che ora andrò a descrivere.

DESCRIZIONE ITINERARIO

Partenza appena oltre l’abitato di Monno, all’altezza del tornante 12 della strada provinciale che sale verso il Passo Mortirolo dove, lasciata l’autovettura nei pressi della sbarra chiude e vieta il transito veicolare a causa dell’innevamento, imbocchiamo a sinistra del tornante stesso la vecchia strada per il Mortirolo.

Procediamo sin da subito con sostenuta pendenza allietati però dal clima primaverile e dalle graziose baite che cappeggiano presso le località di Pradalares (Prato del Lares) e Ruc (Ronchi). Raggiunto il bivio in corrispondenza della località Cornel, lasciamo a destra le indicazioni della Via del Lac (…utilizzeremo questa via per fare ritorno al punto di partenza) e pieghiamo a sinistra percorrendo il breve tratto pianeggiante che conduce sino ad un bellissimo ponte in pietra che oltrepassa lo scrosciante torrente.

Usciti dal bosco, il sentiero riprende a salire e raggiunge la località Pothzacher, a quota 1666 metri di altitudine. Proseguiamo alle spalle della baita più alta e procediamo lungo la mulattiera innevata che si alza con qualche tornante sino a passare alto sopra alcune baite e la valle del Mortirolo.

Ora il sentiero ha placato la sua pendenza e molto velocemente ci consente di raggiungere il Lago del Mortirolo, a quota 1779 metri di altitudine, presso il quale sorge il rifugio Antonioli. Proseguiamo alle spalle di quest’ultimo mantenendo come direzione nord ovest o, molto più semplicemente, tenendo come punto di riferimento gli enormi piloni dell’alta tensione.

Oltrepassato il lieve dosso nevoso, scendiamo dalla parte opposta sino a raggiungere il valico stradale del Passo Mortirolo, confine tra Valle Camonica e Valtellina.

Anche in questo caso, raggiunto il valico alpino, occorre fare una seconda variazione di programma oltre a quella che riguardava il punto di partenza: la prosecuzione del sentiero Brigate Fiamme Verdi avrebbe dovuto interessare la parte nord del Dosso Signeul ma l’abbondanza di neve in quota non consente di percorrere quel tratto in totale sicurezza. Pertanto, dal valico stradale del Mortirolo pieghiamo a destra lungo la strada provinciale che scende verso Monno; ai lati di questo tratto stradale possiamo notare le lapidi in Memoria dei partigiani della Brigata Fiamme Verdi caduti in nome della Libertà.

Proseguiamo lungo la strada provinciale completamente innevata sino alla sottostante Chiesa di San Giacomo, bellissimo punto panoramico che ci consente di osservare la maestosità delle montagne circostanti, come il Monte Pagano. Lasciata alle spalle la chiesetta scendiamo ancora lungo la provinciale sino a poco oltre il Ponte Palu dove, in corrispondenza della evidente deviazione, lasciamo a sinistra la strada provinciale per imboccare a destra la vecchia strada del Mortirolo che molto velocemente ci condurrà sino al punto di partenza.

  • Informazioni sintetiche

    Località di partenza: Monno, tornante 12
    Sentieri utilizzati: Sentiero Partigiano
    Tempi medi di percorrenza: 4 ore
    Altitudine raggiunta: 1800 metri
    Attrezzatura Da escursionismo + ciaspole
    Difficoltà: EAI (Escursionismo in Ambiente Innevato)
    Note Tempi di percorrenza per il percorso ad anello
  • Cartina e tracciato GPS

    11.1 km, 02:38:32

  • Album fotografico

Read 405 times
Cristian Riva

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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