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La via del formaggio: il Grande Est di Devero

Il Grande Est del Devero Il Grande Est del Devero

" Il “GRANDE EST” di DEVERO è un altipiano lungo circa sette chilometri in falsopiano sui duemila metri di quota: prateria alpina, pascoli alti, alpeggi abbandonati ed altri ancora caricati, mandrie al pascolo, laghetti nivali, marmotte. "

Abbasso il finestrino destro al simpatico omino di guardia che in cambio di cinque miseri euro alza la sbarra che a quota 1600 metri lascia alle spalle ben oltre duecento chilometri e l’infinita autostrada dei laghi percorsa nel buio di una notte autunnale spezzata solo dalla musica di erretiellecentoduecinque, very normal people.

Una leggera pressione sull’accelleratore e due buie gallerie, poi la musica cambia e l’Alpe Devero mi accoglie col primo chiarore d’alba che tinge di rosa le poche nuvole, mentre pian piano i brividi del fresco mattino svaniscono al dolce camminare.

Una semplice chiesetta, baite e casette ristrutturate ma non stravolte nel loro fascino alpino, nessun grattacielo o villetta pollaio. Tutto sembra modellato ad hoc per l’escursionista che cerca proprio questo: pascoli ed immense praterie, infiniti panorami da far mancare il fiato ed un sentiero che molto dolcemente s’insinua con lieve dislivello tra fragorosi torrenti e splendidi laghetti alpini, fiammeggianti larici e cespugli di rododendri, spingendosi sempre più lontano sin quando s’inoltra nel Grande Est, quell’immenso e selvaggio altipiano pascolivo a duemila metri di quota che d’estate è regno di marmotte e mandrie al pascolo e dove oggi sono forse l’unico essere umano ad attraversarlo sulla storica “via del formaggio”.

Nel lunghissimo giro ad anello lascio al centro il simbolo del Parco Naturale, il Lago Devero o Codelago mentre tutt’attorno, già innevate e severe più che mai, spiccano in un girotondo alpino le più alte cime della Valdossola: il Pizzo Cervandone, la Punta della Rossa, il Pizzo Crampiolo ed il Pizzo Fizzo, il Monte Figascian e la Punta d’Arbola.

E come se tutto ciò non bastasse, scorgo la ciliegina sulla torta quando, dall’alto del sentiero, tra l’aprirsi dei fitti larici, appare il grazioso borgo di Crampiolo, un grumo di caratteristiche baite che attorniano la misera ma deliziosa chiesetta, quasi a proteggerla amorevolmente dal vicino e misterioso laghetto delle streghe. Luoghi d’altri tempi nel paradiso d'oggi!

Informazioni sintetiche

Data dell'escursione 25 Ottobre 2014
Località di partenza Baceno, località Alpe Devero
Sentieri utilizzati H16 - H12 - H98
Tempi di percorrenza 7 ore circa (...escursione ad anello)
Altitudine massima 2222 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà E (Escursionistico)
Acqua sul percorso Si
Note Eventuale appoggio al bivacco Forno

 

Descrizione itinerario

Partenza dall’Alpe Devero dove, lasciata l’autovettura nell’ampio parcheggio, imbocchiamo la strada in salita che si addentra tra le prime case. Poco oltre la chiesetta, in corrispondenza delle indicazioni sentieristiche, pieghiamo a destra lungo la facile mulattiera che, attraversato il torrente, volge verso Corte d’Ardui e l’Alpe Sangiatto.

Il sentiero è interamente colorato dal manto degli aghi di larice che fiancheggiano il percorso mentre le ultime sporadiche baite man mano vengono lasciate alle spalle. Proseguiamo quasi sempre in falsopiano fiancheggiando il fragoroso torrente, sino a raggiungere la piccola Corte d’Ardui, a quota 1748 metri. Lasciata a sinistra la deviazione per Crampiolo, pieghiamo verso destra su segnavia H16 che continua in direzione dell’Alpe Sangiatto.

Il sentiero acquista ora maggiore pendenza e risalendo il prato alle spalle dell’alpe raggiunge un ampio pianoro erboso. Continuiamo nuovamente su tratto pianeggiante per poi piegare verso destra una volta oltrepassato un piccolo ponticello sul Rio Sangiatto.

Mentre alle spalle si alza severa la mole del Pizzo Fizzo, proseguiamo lungo la larga mulattiera che con qualche tornante raggiunge il Lago Sangiatto Inferiore. Proseguiamo alti verso sinistra sino a raggiungere brevemente le caratteristiche baite dell'Alpe Sangiatto, a quota 2010 metri.

Il panorama è già superlativo da questo modesto pulpito naturale ed uno sguardo alle spalle consente di contemplare, oltre al bel lago sottostante, la cima innevata del Pizzo Cervandone e le vicinissime vette svizzere.

Dopo la meritata pausa, riprendiamo il cammino verso destra, lungo il segnavia H12, seguendo quindi le indicazioni per la prossima meta: la Corte Corbernas.

Il sentiero prosegue restando alto sopra il Laghetto Sangiatto Superiore ed attraversa, quasi pianeggiante, gli ampi spazi prativi che anticipano il pianoro della Corte Corbernas, brevemente raggiunta dopo la leggera discesa tra radi arbusti e sporadici larici colorati.

Dalle poche baite della Corte Corbernas, che seppur non più utilizzate come alpeggi vengono tuttora mantenute in ottimo stato, proseguiamo lungo il facile sentiero che ora fiancheggia un ampia torbiera. Il comodo sentiero si allunga con lievi saliscendi attraversando poi immensi cespugli di rododendri e, mentre compare sul fondo la mole della Punta d’Arbola, si abbassa quindi sino all’Alpe della Valle, a quota 2040 metri, raggiungibile dopo aver attraversato il fresco torrente.

Lasciamo a destra la deviazione per il Lago di Poiala e continuiamo in falsopiano lungo il segnavia H12 con direzione dell’Alpe Satta.

Si continua molto facilmente apprezzando ora l’ampio panorama sul sottostante Lago Devero dal quale si alza imponente il Pizzo Fizzo. Attraversato il corso d’acqua del torrente che scende a valle in uno stretta piega rocciosa, unico punto in cui prestare attenzione a causa della presenza di ghiaccio, proseguiamo sino ad un ampio canaletto che superato ci permette di raggiungere la panoramica Alpe Satta, a quota 2200 metri.

Lasciamo alle spalle l’edificio d’alpeggio ottimamente mantenuto per proseguire verso sinistra ancora in leggera ma breve salita. Poco oltre ecco raggiunto l’altipiano più elevato dal quale lo sguardo spazia all’infinito su tutto l’arco montano circostante.

Seguendo i vari paletti colorati all’estremità di rosso e bianco, fiancheggiamo numerosi splendidi laghetti alpini che si adagiano quieti tra l’estesa prateria. In breve, dopo un leggero saliscendi, ecco raggiunto la meta dell’escursione: l’Alpe Forno Inferiore, a quota 2222 metri.

Il giro ad anello prosegue percorrendo a ritroso poche decine di metri del sentiero appena percorso, sino alle indicazioni sentieristiche dove imbocchiamo ora il segnavia H98 con direzione della Diga del Lago Devero.

Proseguiamo in discesa attraverso la comoda sterrata che con qualche tornante scende, senza raggiungerlo, verso il Lago di Pianboglio dal quale si alzano verticali le pareti del Monte Figascian. Raggiunta la sottostante vallata, continuiamo verso sinistra lungo il facile percorso che, oltrepassata l’Alpe Canaleccio, raggiunge quindi il Lago Devero (…o Codelago) e la piccola Alpe Spygher, a quota 1901 metri.

Il percorso prosegue ora alto fiancheggiando la sponda sinistra del Lago Devero e, tralasciata la deviazione a destra per il “Giro del Lago”, raggiunge infine l’omonima diga.

Manteniamoci lungo il segnavia H98 e, percorse poche centinaia di metri, ecco che tra il susseguirsi di larici spunta, poco più sotto, il caratteristico borgo di Crampiolo fatto di piccole baite in pietra tutte ristrutturate ma che non han perso l’animo alpino originario. Proseguiamo alle spalle della chiesetta ed attraversato il piccolo ponticello seguiamo le indicazioni per il Laghetto delle Streghe.

In breve ecco raggiunta l’area di torbiera che anticipa il singolare laghetto alpino delle Streghe che si contraddistingue per la particolare colorazione azzurra.

Dopo le foto di rito, lasciamo il laghetto delle Streghe e, in corrispondenza del ponticello in legno che precede la passerella, pieghiamo a sinistra risalendo nel fitto bosco soprastante. Passando alti sopra il laghetto notiamo la particolare trasparenza delle acque che ne fan risaltare il fondale.

Scesi oltre il laghetto, proseguiamo in discesa verso valle sino ad oltrepassare le sporadiche baite che precedono la località Canton e quindi brevemente torniamo al punto di partenza: l’Alpe Devero.

  • Cartina e tracciato GPS

    19.6 km, 06:08:24

  • Album fotografico

  • Note

    I tempi di percorrenza sono indicativi e si riferiscono al percorso ad anello.

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Cristian Riva

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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