Mercoledì 8 Aprile 2020
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Anello invernale sul monte Ferrantino

Monte Ferrantino Monte Ferrantino

Ci sono sentieri che stupiscono per la loro bellezza naturale e per il panorama mozzafiato che offrono, altre volte per il profumo che emanano mentre attraversano il fitto bosco oppure perché si perdono nell’infinita distesa nevosa.

Il sentiero invernale che porta al monte Ferrantino stupisce per tutto questo ma anche per la sua capacità di destreggiarsi in quell’intricato serpeggiare delle piste da sci del comprensorio di Colere mantenendole sempre a quella debita distanza, non troppo vicino e neppure troppo lontano, che consente all’escursionista di percorrerlo, stupendosi, in totale silenzio e solitudine.

Raggiunta la frazione di Carbonera di Colere e parcheggiata l’autovettura nel piazzale sottostante la stazione di partenza della seggiovia per Polzone, imbocchiamo il segnavia 403 CAI che con moderata pendenza sale lungo la strada forestale.

Poco oltre, raggiunta l’indicazione del percorso scialpinistico (piccolo cartello giallo con la figura di uno scialpinista), abbandoniamo la strada forestale e proseguiamo sul classico sentiero montano che con qualche zig-zag si alza di quota sino a raggiungere il bivio per la malga Polzone (…circa 40 minuti dalla partenza).

Lasciamo a sinistra il sentiero che prosegue per il rifugio Albani (…sarà lo stesso sentiero che utilizzeremo per il ritorno) e pieghiamo a destra, verso Polzone, seguendo sempre le indicazioni del percorso scialpinistico.

Il sentiero si alza pian piano sino a quando, con ampio semicerchio, piega verso destra e, finalmente uscito dal bosco, raggiunge malga Polzone e la stazione di arrivo della seggiovia.

Ripartiamo lasciando alle spalle lo Chalet Plan del Sole e risaliamo, standone all’esterno, un breve tratto della pista da sci; poco sopra, dove la pista da sci a monte si divide in due, pieghiamo a destra e abbandoniamo le piste per proseguire verso malga Conchetta: il sentiero si immerge nel rado bosco e serpeggia tra fantastiche dune nevose mentre pian piano aumenta la sua pendenza.

In prossimità della malga Conchetta, risaliamo a sinistra alcune dune di neve che anticipano i contrafforti rocciosi del monte Ferrante. La salita è fronte sole e la fatica si fa sentire ma ben presto, oltre l’ennesimo panettone nevoso, inizia una breve e ripida discesa che ci avvicina ancor più alle pareti del monte Ferrante.

Proseguiamo ora verso la stazione di arrivo della seggiovia di Cima Bianca; alla nostra sinistra si apre il panorama montano sulla Valle di Scalve.

Raggiunta la stazione di arrivo della seggiovia, pieghiamo nettamente a destra e risaliamo il ripido versante che ci consente di guadagnare quota; proseguiamo ora risalendo l’evidente dorsale che diviene ripida e a tratti piuttosto stretta, sino al suo culmine, l’ampia cresta del monte Ferrantino, la nostra meta, a quota 2325 metri di altitudine.

Su questa piccola grande vetta siamo attorniati da tutto l’anfiteatro orobico: prima su tutte spicca la vicinissima Presolana, con la sua severa parete nord, il fratello maggiore della nostra meta, il monte Ferrante, e poi il pizzo Camino, i monti Redorta, Coca, Gleno, Benfit e tantissime altre cime delle nostre Orobie.

Il percorso ad anello prosegue scendendo nuovamente sino alla stazione di arrivo di Cima Bianca. Da quest’ultima pieghiamo verso destra sino al vicino Chalet dell’Aquila. Ora non resta altro che imboccare il sentiero 401 CAI verso il passo Scagnello ed il rifugio Albani e da quest’ultimo, attraverso il segnavia 403 CAI, sino a Carbonera di Colere.

  • Informazioni sintetiche

    Località di partenza: Colere, frazione Carbonera
    Sentieri utilizzati: CAI 403 - 401
    Tempi medi di percorrenza: 7 ore circa
    Altitudine raggiunta: 2325 metri
    Attrezzatura Da escursionismo
    Difficoltà: EAI (Escursionismo in Ambiente Innevato)
    Note Tempi di percorrenza per il percorso ad anello
  • Cartina e tracciato GPS

    12.7 km, 06:12:15

  • Album fotografico

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Cristian Riva

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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Website: www.cristianriva.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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