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Sui monti con uno zaino

Ciaspolata - Grem, Matto di Golla e Monte Golla

Ciaspolata su Grem, Matto di Golla e Golla Ciaspolata su Grem, Matto di Golla e Golla

Buio e silenzio mi accolgono alle pozze di Albare, sopra Gorno, mentre i primi raggi di sole che fan breccia dietro il Pizzo Formico scaldano e colorano la severa parete nord dell’Alben. Solo pochi istanti, tanto poco è il divario che separa la tenebra dal nuovo giorno. Mentre ancor più breve è il tempo di cui godrà la mia solitudine: una moltitudine di scialpinisti, giunti alle spalle, mi travolge verso il Grem facendomi perdere di vista la deviazione per il bivacco Telini ed il Monte Golla.

Non c’è via di scampo, tra una ciaspolata e l’altra raggiungo con loro la lunga e caratteristica cornice di cresta e quindi la cima del gruppo M.A.G.A.

La tentazione è forte e troppa la ressa sulla croce di Grem. L’immenso ribollire delle sottostanti dune nevose sono un invito a scendere: in picchiata sulla neve vergine, raggiungo la stretta bocchetta di Grem dalla quale, ormai fuori controllo, comincio un divertente saliscendi scorrazzando tra le dolci ed immacolate dune che si alternano sopra cupe voragini naturali.

Lontano dalla cima di Grem, immerso tra quelle inventate collinette bianche, l’irreale silenzio dell’inverno diviene ancor più consistente, quasi palpabile. Mentre sul fondo padroneggiano e si lasciano infine conquistare le panoramiche cime del Matto di Golla e del Monte Golla, addolcite nelle loro cima tondeggiante.

Informazioni sintetiche

Data dell'escursione 24 Gennaio 2015
Località di partenza Gorno, frazione Cavagnoli, località Pozze di Albare
Sentieri utilizzati 239 - 262 - 263 CAI (solo per brevi tratti)
Tempi di percorrenza 7 ore circa
Altitudine massima 2049 metri (monte Grem)
Attrezzatura Da escursionismo + ciaspole (Ev. picca e ramponi)
Difficoltà EAI (Escursionismo in Ambiente Innevato)
Acqua sul percorso No
Note Eventuale appoggio al Bivacco Mistri oppure al Bivacco Telini

 

Descrizione itinerario

Lasciata l’autovettura nel parcheggio delle Pozze di Albare, raggiungibile seguendo le indicazioni dei “rifugi alpini” ubicate presso la frazione Cavagnoli nel comune di Gorno, indossiamo le ciaspole e proseguiamo a piedi, oltre il divieto di transito, lungo la strada innevata che, molto dolcemente e quasi sempre in leggero falsopiano, raggiunge infine la Baita Bassa di Grem.

Abbandonata la carrareccia poco prima della baita, pieghiamo verso destra (…segnavia 239 CAI) seguendo le numerose tracce lasciate da altri scialpinisti e ciaspolatori. Con ampi zig zag prendiamo velocemente quota sino a raggiungere la Baita di Mezzo e quindi la Baita Alta di Grem.

Lasciata a destra l’eventuale traccia che prosegue verso il bivacco Mistri, proseguiamo alle spalle della Baita Alta di Grem e, con ampio semicerchio, pieghiamo obliquamente verso sinistra sino a raggiungere la spalla del Monte Grem. Ancora qualche serie di zig zag, ora più stretti e faticosi, ed ecco raggiunta la panoramica cresta sommitale.

Mantenendoci a debita distanza dalle fragili e coreografiche cornici, proseguiamo con cautela lungo la panoramica cresta che ci consente nel frattempo di ammirare l’imponente mole del Monte Arera, proprio dinnanzi a noi anticipato dalla croce posta sulla Cima di Grem, e, più a destra, la sottostante conca che ribolle di dune nevose circondata a nord-est dalla Cima Foppazzi e ad est dai monti Golla e Matto di Golla, quest’ultimo distinguibile dalla piccola croce in legno posta sulla vetta. In breve ecco raggiunto il pulpito sul quale svetta la croce del Monte Grem, a quota 2049 metri di altitudine.

La lunga ciaspolata potrebbe già concludersi qui, sulla vetta del Monte Grem, ed il ritorno potrebbe avvenire sempre per lo stesso itinerario di salita. Altrimenti, certi della buona stabilità del manto nevoso e valutata la necessità o meno di utilizzare picca e ramponi, possiamo scendere sino alla sottostante e visibile bocchetta di Grem che divide la nostra cima dal Monte Foppazzi.

Il versante di discesa sino alla bocchetta, seppur breve, è comunque molto ripido. In condizioni ottimali l’utilizzo delle ciaspole è più che sufficiente per effettuare una bella e divertente discesa; ogni passo viene ammortizzato dal leggero sprofondare nella neve.

Raggiunta infine la bocchetta di Grem scendiamo pochi metri in obliquo verso destra e, tralasciata l’eventuale traccia che prosegue più bassa verso il Bivacco Mistri (…sentiero eventualmente utilizzabile per un rientro immediato che ci riporta alla Baita Alta di Grem), proseguiamo restando piuttosto alti in direzione della nostra prossima meta, il Matto di Golla, quell’enorme mottone più a destra sul quale spicca una piccola croce di vetta. Occorre in questo caso scegliere il percorso più idoneo a preservarci da eventuali sorprese. Infatti la zona attraversata si compone di infinite dune nevose che, alternandosi con divertenti e dolci saliscendi, nascondono ai margini profonde voragini nelle quali è meglio non incappare.

Nonostante l’utilizzo delle ciaspole, il percorso nella neve vergine, ammorbidita oggi dalla temperatura non troppo severa, risulta parecchio faticoso: ogni passo tracciato è pesante e solleva un’enorme quantità di neve. Superato l’ennesimo saliscendi e raggiunte le pendici del Matto di Golla, iniziamo la salita dell’ampio versante sino a raggiungere la croce posta sulla tondeggiante e panoramica cima.

Ripartiamo dopo la breve sosta lasciando alle spalle la particolare croce di vetta e scendiamo a valle sino alla sottostante e visibile bocchetta di Golla, a quota 1903 metri di altitudine, dove un pannello stima in mezz’ora la salita al Monte Golla. Radunate le ultime forze, riprendiamo la ciaspolata salendo quest’ultimo immenso panettone bianco. Anche in questa circostanza qualche ampio zig zag ci facilita l’ascesa e ci permette di osservare l’immenso panorama circostante.

L’arrivo in vetta al monte Golla, a quota 1983 metri di altitudine, è l’ennesima gioia che ci consente di ammirare tutto il panorama circostante: le cime del Monte Grem ed il Matto di Golla, poco prima raggiunte, la cima Foppazzi e le più rinomate vette del Pizzo Arera, del Monte Menna e del Monte Alben. Mentre nella sottostante conca che ribolle di dune nevose è facilmente individuabile la lunga traccia che ci ha portato sino alla vetta del Monte Golla.

Riprendiamo la ciaspolata facendo ritorno alla sottostante bocchetta di Golla. Una volta raggiunta, pieghiamo nettamente a sinistra, con direzione della Baita Golla, ed imbocchiamo il segnavia 262 CAI che abbastanza repentinamente scende attraverso la vallata che si apre tra il Monte Golla (…a sinistra) ed il Matto di Golla (…a destra). Senza scendere eccessivamente, teniamoci piuttosto a destra, verso le pendici del Matto di Golla, sino a raggiungere la sottostante baita Golla del Cai di Leffe, a quota 1756 metri di altitudine.

Ciaspolata su Monte Grem e Monte Golla

Fotografia 1:

 

 

 

 

 

 

    

 

 

Il giro ad anello prosegue lasciando alle spalle la Baita Golla. Tralasciate le indicazioni che scendono a valle verso Premolo e quelle che si alzano verso il bivacco Mistri, proseguiamo in falsopiano e con largo semicerchio (Fotografia 1) raggiungiamo la dorsale della Quota che si alza difronte al nostro cammino. Una volta giunti sull’ampia spalla innevata non resta altro che raggirarla verso destra (…condizioni del manto nevoso permettendo, poiché il passaggio sul versante sud di questa Quota potrebbe essere a rischio di scarichi di neve pericolosi). Infine, incrociato il sentiero proveniente dal Bivacco Mistri, proseguiamo piegando a sinistra sino al vicino Bivacco Telini (...segnavia 263 CAI).

La lunga ciaspolata ad anello si conclude scendendo a valle lungo il segnavia 263 CAI che, passato attraverso un bel bosco di abeti, scende infine sino all’Alpe Grina e quindi alle Pozze di Albare.

  • Cartina e tracciato GPS

    13.1 km, 07:13:05

  • Album fotografico

  • Note

    I tempi di percorrenza sono indicativi e si riferiscono al percorso ad anello.

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Cristian Riva

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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