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Sui monti con uno zaino

Ciaspolata sulla Motta o Monte Olano

Motta o Monte Olano Motta o Monte Olano

Il foglio di carta sul quale trascrivo l'elenco di cime e di luoghi che mi piacerebbe raggiungere si allunga sempre più. Interminabile già quando lo limitavo alle mie amate Orobie, l'elenco di cime e di luoghi volge ora all'infinito comprendendo escursioni nel variegato, e a me sconosciuto, territorio valtellinese.

L'intento non è quello di “far cassa” come numero di cime o dislivello raggiunti. La voglia è sempre solo quella di lasciarsi affascinare e coinvolgere, oggi come il primo giorno in cui indossai gli scarponcini da montagna, dall'incontaminata e pur sempre fragile Natura che ricerco, un po' come tutti gli escursionisti, in quei monti, in quelle valli solcate da torrenti, in quei fitti boschi che lambiscono pianori erbosi punteggiati, non certo da squallide seconde case, ma da isolati e graziosi alpeggi e caratteristiche baite. Solo per ritrovare il paesaggio, la tranquillità e la serenità, l'armonia, e certamente l'aria buona, come pure la bellezza. Tutto ciò che la città oggi non offre e forse non ha mai offerto. Un'ovvietà?

Un tratto di penna rossa, netto sull'ultima voce di questo lungo elenco, segna la conclusione di questa prima ciaspolata d'inizio anno sul placido Monte Olano, o meglio sulla placida Motta Olano, che già nel nome racchiude la dolcezza e l'animo gentile di questa cima abbondantemente innevata seppur non raggiunga il fatidico, e forse poco interessante, target dei duemilametri.

Informazioni sintetiche

Data dell'escursione 8 Gennaio 2014
Località di partenza Rasura, località La Corte
Sentieri utilizzati Nr. 114  
Tempi di percorrenza 2 ore circa (sino all'alpe Olano)
Altitudine massima 1702 metri
Attrezzatura Da escursionismo + ciaspole
Difficoltà EAI (Escursionismo in Ambiente Innevato)
Acqua sul percorso No
Note Eventuale appoggio al Rifugio della Corte

Descrizione itinerario

Il punto di partenza di questa facile ciaspolata potremmo fissarlo presso il Rifugio della Corte, antico riparo alpino con annessa cappelletta che sovrasta l'omonima località della Valgerola, proprio dirimpetto alla spettacolare mole del Monte Disgrazia e delle severe cime della Valmasimo e della Valmalenco. Per raggiungerlo dobbiamo risalire in auto oltre l'abitato di Rasura (...sopra Morbegno) e proseguire seguendo le indicazioni stradali per il rifugio. In genere, però, a causa della strada innevata o in pessime condizioni a causa del ghiaccio, conviene parcheggiare l'autovettura poco prima del bivio tra il Bar Bianco (...eventuale punto di partenza per raggiungere la cima della Rosetta) ed il Rifugio della Corte e proseguire a piedi verso destra, lungo la comoda carrareccia che, dopo una leggera discesa ed il superamento del torrente Fiume, risale con modesta pendenza sino alle prime baite che anticipano i prati della Corte. Appena prima, in concomitanza delle indicazioni per il monte Olano, pieghiamo a sinistra risalendo brevemente sino al Rifugio della Corte, a quota 1250 metri.

Pertanto, giunti al rifugio ed indossate le ciaspole, proseguiamo a monte di quest'ultimo lasciando a destra la strada forestale. Il largo sentiero innevato e certamente già tracciato da altri ciaspolatori e scialpinisti, si addentra nel bel bosco e ne esce poco dopo presso le baite della località Tagliata di Mezzo. Lasciata a sinistra la deviazione per le Zocche di Olano, proseguiamo leggermente verso destra sino alla poco distante località Tagliata di Sopra, a quota 1452 metri.

Passando alti sopra le baite, imbocchiamo la mulattiera innevata che si addentra nel fitto degli abeti. L'atmosfera in questo tratto di sentiero è a dir poco magica. Il palpabile silenzio vien rotto solamente da qualche ramo che di tanto in tanto scrolla di dosso il dolce peso delle abbondanti nevicate dei giorni scorsi, poi tutto torna nuovamente a tacere.

Dopo il breve tratto pianeggiante, pieghiamo a destra risalendo alle spalle di una baita isolata sul cui spigolo troviamo le indicazioni del segnavia nr. 114. Si sale con ampi zig zag per poi proseguire obliquamente verso sinistra, sino a superare gli ultimi sporadici larici e quindi fino ad una successiva baita che lasceremo a destra per raggiungere in breve, qui dove la dolce pendenza diminuisce ancora e la vista si spalanca su nuovi orizzonti, sul pianoro innevato della Motta o Monte Olano, a quota 1702 metri.

Sì, fin dove la vista spalanca i propri orizzonti sull'appetibile e vicinissima Cima della Rosetta, il Monte Combana, il Pizzo di Olano ed il Pizzo dei Galli. Mentre un mezzo giro su se stessi permette di gustare appieno il panorama delle Alpi, il possente Disgrazia, e più sotto l'ampia e verdeggiante Valtellina. Un'isolata baita segna un po' il nostro punto d'arrivo ma volendo possiamo proseguire oltre superando brevemente le dolci alture che si alzano pian piano in direzione del Pizzo di Olano, almeno sino all'Alpe di Olano (...10 minuti di ciaspolata ancora) dalla quale, volgendo la vista alla Motta di Olano, ne possiamo comprendere appieno l'etimologia.

  • Cartina e tracciato GPS

    4.7 km, 02:45:08

  • Album fotografico

  • Note

    I tempi di percorrenza sono indicativi e si riferiscono al percorso di ascesa.

Read 4183 times
Cristian Riva

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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