Domenica 21 Luglio 2019
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Sentieri sulle Orobie

Le Alpi Orobie, dette anche Prealpi Orobiche o, piu' comunemente, Orobie, sono collocate principalmente in provincia di Bergamo e sono comprese tra la Valsassina (Lecco) ad ovest, la Valcamonica (Brescia) ad Est e la Valtellina (Sondrio) a nord mentre a sud sono separate dalla Prealpi Bergamasche. E' in questi ambienti, orobici ma anche quelli delle catene montuose circostanti, caratterizzati da rilievi tra i 2000 e i 3000 metri di altitudine, da profonde incisioni vallive che alimentano i principali fiumi bergamaschi, da boschi di faggete, abete rosso e bianco, di lariceti, e dalla caratteristica fauna alpina, come il camoscio e lo stambecco ed anche con specie di particolare pregio, come la pernice bianca e l'aquila reale, che si ambientano le escursioni raccolte in questa categoria.

Sentiero partigiano Tormenta (Mario Zeduri)

Un ottimo camminatore, amante della montagna. Così lo descrive Giovanni Berta (nome di battaglia: Leo) nel suo libro “Per non dimenticare. Diario di un partigiano” e così lo immagino adesso mentre percorro quello stesso sentiero che oggi porta il suo nome di battaglia, sentieroTormenta”; quello stesso sentiero che con tutta probabilità percorse quel 16 novembre 1944, desideroso di riprendere il suo posto all’interno della formazione partigiana di Giorgio Paglia di stanza alla Malga Lunga, lì dove il giorno seguente troverà la morte per mano della divisione fascistaTagliamento”.

Anello delle Cime di Lemma

Il cielo è grigio e tutt’attorno non c’è anima viva. Nel silenzio assoluto, il soffiare del vento è l’unico rumore che sento; muove i seggiolini della seggiovia ferma per mancanza di neve che, ciondolando a destra e manca, provocano sinistri cigolii che rendono San Simone una località turistica quasi spettrale. Persino la baita del Camoscio, punto di ritrovo per sciatori e scialpinisti che sbanchettavano festanti davanti ad un piatto di carne grigliata con polenta, ha chiuso i battenti e giace in uno stato di totale abbandono.

La lingua di neve che porta al Vaccaro

Seguo con gli occhi la lingua di neve che ricopre la dorsale sud est del monte Vaccaro; sale sinuosa e disegna la via di salita ma al tempo stesso rivela quanto avaro sia stato l’inverno che volge al termine. Attorno ad essa, infatti, la compatta distesa di ciuffi d’erba, incolore e ancor privi di vita, ricopre tutto il versante esposto al sole e discende sino al sottostante Rifugio Vaccaro, e poi ancor più giù sino al monte Alino dove, infine, le prime primule punteggiano i bordi della mulattiera che conduce all’abitato di Parre.

Bergamo, my city

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