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Anello degli Agnelli e Pizzo Corzene

Anello degli Agnelli e Pizzo Corzene Anello degli Agnelli e Pizzo Corzene

La Montagna è viva, respira! Me ne accorgo soprattutto poco oltre il Colle della Presolana, quando la sterrata si trasforma in sentiero, ed il sentiero nel sottile serpeggiare della traccia panoramica che, a stento, aggrappata agli artigli della fitta abetaia, si sorregge alta sopra l’enorme voragine delle Terre Rosse. Lì, dove si voltano le spalle alla civiltà e s’inforca la selvaggia vallata dei ghiaioni, la Montagna si muove e respira e ad ogni sussulto fa seguire lo sdrucciolare di piccole pietre che, inevitabilmente, raggiungono in fretta il fondo dell’enorme voragine. Un respiro lento ma incessante, energico ed a tratti surreale.

Ne avrò riprova anche in seguito, nella faticosa discesa – fuor di sentiero – dal Pizzo Corzene. Sarò io, allora, a stuzzicarla nel ripidissimo e vivo ghiaione mentre Lei, la Montagna, cercherà di farmi cedere ad ogni passo, di affossare quel piccolo intruso sino a fargli misurare col sedere il suo polveroso e sdrucciolevole terreno.

Informazioni sintetiche

Data dell'escursione 4 Dicembre 2015
Località di partenza Castione della Presolana, località Hotel Spampatti
Sentieri utilizzati 315 CAI
Tempi di percorrenza 3 ore e mezza circa (sino al Pizzo Corzene)
Altitudine massima 2196 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà EE (Escursionisti Esperti)
Acqua sul percorso No
Note Eventuale appoggio al Rifugio Rino Olmo

 

Descrizione itinerario

Partenza dal parcheggio antistante l’Hotel Spampatti, in prossimità del Passo della Presolana, dove, lasciata l’autovettura, imbocchiamo (…sul lato dell’hotel) la comoda e pianeggiante sterrata contraddistinta dal segnavia 315 CAI.

Fiancheggiato un orrendo condominio alla nostra sinistra, proseguiamo alti sopra alcuni prati, sino a raggiungere il bivio per la Baita Cassinelli che tralasceremo per proseguire diritti con direzione del Rifugio Rino Olmo.

La sterrata prosegue sempre molto comodamente e dopo il lungo traversone quasi pianeggiante si alza con un paio di tornanti. Tralasciamo ogni deviazione e proseguiamo sulla stessa sino a raggiungere l’ampia zona pascoliva della Malga Corzenine, ubicata poco più sotto alla nostra sinistra, e la Malga Corzene, invece, posta poco più alta alla nostra destra.

Proseguiamo ancora diritti tralasciando la deviazione a destra per la Malga Corzene e, raggiunta una pozza d’acqua per abbeverare gli animali nei prati alla nostra sinistra, abbandoniamo la carrareccia per salire a destra lungo il classico sentiero montano che prosegue in direzione del Colle della Presolana.

Si sale senza troppi strappi e con qualche zig zag restando all’ombra del Monte Cornetto che si alza imponente difronte al nostro cammino. Dopo poco meno di un quarto d’ora dalla nostra ultima deviazione, ecco raggiunto il Colle della Presolana, a quota 1695 metri di altitudine.

La prosecuzione oltre il Colle della Presolana ci porterebbe all’omonima malga posta lungo quella che viene chiamata Via del Latte. Noi, invece, pieghiamo a destra e risaliamo il sentiero che, ora con maggiore pendenza, si alza dapprima tra verdi prati e quindi penetra nel fitto bosco.

Raggiunto il margine del bosco, il sentiero prosegue a destra seguendo il filo dell’ampia voragine delle Terre Rosse e prosegue fiancheggiandola per un breve tratto. Poco oltre, in concomitanza delle indicazioni poste su roccia che indicano a destra per il Pizzo Corzene (…sarà il punto in cui sbucheremo al ritorno, dopo la discesa dal Pizzo Corzene), tralasciamo quest’ultima deviazione e proseguiamo diritti penetrando così, dopo un breve tratto nell’erba, nel selvaggio vallone dei Ghiaioni, un’ampia distesa pietrosa che ricopre i versanti sud-est del Pizzo Corzene.

Proseguiamo nel lungo attraversamento, pressochè pianeggiante, sino al termine della distesa dei Ghiaioni. Giunti all’altezza di altre indicazioni sentieristiche, tralasciamo di proseguire diritti verso il vicino Rifugio Rino Olmo e pieghiamo nettamente a destra con direzione del Passo degli Agnelli, della Grotta dei Pagani e del Passo Pozzera.

La traccia sale molto ripida fiancheggiando a sinistra l’ampia distesa del Ghiaione. Poco oltre, raggiunto un altro bivio sentieristico con indicazioni poste su alcune rocce, tralasciamo (…ma lo utilizzeremo tra poco) il sentiero che prosegue a destra verso il Passo Pozzera. Pieghiamo, invece, a sinistra e, con breve scarpinata, raggiungiamo velocemente il crocefisso del Signore dei Ghiaioni, ottimo punto panoramico su tutta la sottostante vallata. Siamo intorno ai duemilametri di quota ma la fatica non è terminata: ora dovremo scendere per poi risalire.

Ripartiamo dalla breve sosta presso il Signore dei Ghiaioni e, percorrendo il sentiero a ritroso, scendiamo sino al precedente bivio sentieristico. Una volta raggiunto, proseguiamo diritti verso il Passo Pozzera. Il sentiero compie ancora un attraversamento in falsopiano della zona ghiaiosa e raggiunge uno stretto passaggio tra rocce molto ripido e sdrucciolevole. Occorre prestare attenzione a non scivolare.

Oltrepassato questo passaggio tra rocce, proseguiamo in leggera salita sino ad un successivo tratto molto ripido che anticipa di poco il nostro arrivo al Passo Pozzera, a quota 2126 metri di altitudine, dal quale possiamo ammirare lo splendore della Presolana che si erge impettita sulla sottostante valle dell’Ombra.

Riprendiamo il cammino e, dal Passo Pozzera, imbocchiamo la traccia sentieristica, classificata per escursionisti esperti (EE), che si alza alla nostra destra. Si tratta di un tratto di sentiero non troppo lungo ma sul quale dobbiamo prestare attenzione per via del terreno ripido e particolarmente sdrucciolevole con alcuni punti piuttosto aerei, soprattutto in prossimità della vetta e sulla vetta stessa. Pertanto, dopo aver preso fiato, imbocchiamo il sentiero di ascesa alla vetta che con frequenti zig zag prende quota velocemente rimanendo sul versante che volge verso la Valle dell’Ombra. Poco oltre, la traccia di sentiero scavalca la dorsale e si porta sul versante opposto sino a raggiungere brevemente la vetta del Pizzo Corzene, a quota 2196 metri di altitudine.

Ora non resta altro che goderci l’intero panorama che ci avvolge tutt’attorno: in primis la Regina delle Orobie, la Presolana, ai piedi della quale possiamo distintamente notare la Grotta dei Pagani, la Cappella Savina ed il rinnovato bivacco Clusone.

Il percorso ad anello prevede il ritorno scendendo dal versante sud del Pizzo Corzene e la ricongiunzione, più a valle, in prossimità delle Terre Rosse, con il sentiero 315 CAI utilizzato per la salita. Pertanto, lasciamo a malincuore la vetta del Pizzo Corzene e scendiamo pochi metri più sotto nel suo versante sud. Non sarà difficile scorgere, tra il manto erboso e le sottostanti lingue del ghiaione, una labile traccia che scende a valle e che sembra inserirsi in un ampio canalone. Individuata la traccia, seguiamola dapprima nella scivolosa erba e poi lungo il ripido ghiaione detritico ove sarà difficile reggersi in piedi. L’abbondante presenza di ghiaia saprà comunque attutire eventuali cadute col sedere!

Al termine del lungo tratto ripido, il sentiero prosegue verso destra e torna nuovamente nell’erba sino a raggiungere il bivio col segnavia 315 CAI (…che indicava la direzione del Pizzo Corzene) incontrato nella salita. Ora non resta altro che tornare al Passo della Presolana e quindi percorrere la sterrata sino al punto di partenza.

  • Cartina e tracciato GPS

    13.4 km, 05:21:04

  • Album fotografico

  • Note

    I tempi di percorrenza sono indicativi e si riferiscono al percorso di ascesa.

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Cristian Riva

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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