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Anello del Pizzo Corno e della Malga Lunga

Anello del Pizzo Corno e della Malga Lunga Anello del Pizzo Corno e della Malga Lunga

L’idea di salire al Pizzo Corno, elevazione quasi sconosciuta che spicca sui cieli della bellissima Val Gandino, fuoriesce dal bouquet di mete che suggerisce l’incerta giornata estiva dal punto di vista meteorologo.

Direzione Val Seriana e poi Val Gandino, sin quando, raggiunti i Fontanei, imbocco il sentiero che subito ripido si alza solcando il selvaggio e scosceso versante dove alcune falesie disegnano vie di ascesa dai nomi stravaganti: Lui ti odia 6A!

Mentre lui, il sentiero per escursionisti esperti, non molla il suo incedere verso la vetta e s’infila tra le lisce placche rocciose, quasi invidioso della fredda falesia, facendosi forza solo grazie a divertenti tratti attrezzati con funi e catene per poi mollare ogni ostilità con l’arrivo in vetta, nella totale nuvolaglia estiva che copre ogni panorama ma che mi regalerà comunque la soddisfazione della divertentissima salita.

Campo d’Avene, Baita Monte Alto ed infine l’accogliente Malga Lunga dove la sosta pare come una ciliegina sulla torta.

Informazioni sintetiche

Data dell'escursione 18 Agosto 2016
Località di partenza Gandino, località Fontanei
Sentieri utilizzati 544A - 545 - 545A - 544 CAI
Tempi di percorrenza 2 ore circa
Altitudine massima 1370 metri (Pizzo Corno)
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà E (Escursionistico) - EE (Escursionisti Esperti) l'ascesa al Pizzo Corno
Acqua sul percorso No
Note Eventuale appoggio presso la Malga Lunga

 

Descrizione itinerario

Partenza dalla località Fontanei di Gandino, raggiungibile seguendo la strada asfaltata che conduce a Valpiana ed alla Malga Lunga, dove lasciata l’autovettura nell’ampio spazio che precede la curva (…presenza a sinistra di indicazioni sentieristiche per la Falesia Fontanei e la Croce di CornoSentiero per Escursionisti Esperti), imbocchiamo il sentiero contraddistinto dal segnavia 544A che si infila nella fitta vegetazione superando il fragoroso torrentello.

Sin da subito il sentiero si sia alza ripido sulle pendici del Monte Corno e prende quota velocemente aiutato dai numerosi e stretti zig zag.

Giunti presso la prima falesia di arrampicata, proseguiamo verso destra raggirando la parete rocciosa. Poco oltre, ecco raggiunta una seconda falesia ben più articolata al centro della quale si sviluppa uno stretto canalino allestito con tratti di catene ci consentono di risalire la strettura delle fiancheggianti pareti rocciose, su terreno ripido e scivoloso.

Raggiunta la parte soprastante del canale roccioso, il sentiero raggiunge una bella placca verticale di circa 5 metri che risaliamo facilmente attraverso i numerosi appigli e la sempre presente catena di sicurezza. Pochi metri ancora in ripida salita e quindi, superati alcuni massi rocciosi, il sentiero smorza la sua pendenza e ci consente di riprendere fiato.

Lasciata a sinistra la traccia di sentiero proveniente da valle, proseguiamo verso destra nella fitta e umida boscaglia. Raggiunto un successivo bivio sentieristico, quest’ultimo contrassegnato da chiare indicazioni sentieristiche, proseguiamo verso sinistra sino a raggiungere brevemente la croce di vetta posta sul panoramico Pizzo Corno, a quota 1370 metri di altitudine.

Il percorso ad anello prosegue ora verso la piana di Campo d’Avene. Pertanto, percorriamo a ritroso il sentiero di salita sino all’ultimo bivio sentieristico incontrato; lasciata a destra la deviazione che scende verso il tratto attrezzato appena percorso, proseguiamo diritti nel lungo traversone in falsopiano che nella sua parte terminale scende sin quasi a raggiungere una caratteristica baita alpina. Appena prima di raggiungerla, in corrispondenza di alcune indicazioni poste su una roccia, risaliamo a sinistra il sentiero che scavalca l’altura boschiva e discende il versante opposto fino a raggiungere Campo d’Avene.

Raggiunto l’ampio pianoro pascolivo, seguiamo verso destra la sterrata (segnavia 545 CAI) che volge verso la Malga Lunga. Raggiunto il successivo bivio per la Baita Monte Alto, pieghiamo a sinistra risalendo il ripido sentiero (segnavia 545A CAI) che, inizialmente al limitare del prato, si alza poi penetrando la fitta boscaglia. Nella parte culminante della salita, usciti dal bosco, proseguiamo brevemente sino alla Baita Monte Alto, a quota 1380 metri di altitudine.

Ripartiti dopo la meritata sosta, imbocchiamo la strada sterrata che scende addolcita da qualche tornante. Poco più sotto, all’incrocio con un’altra sterrata proveniente da destra, pieghiamo a sinistra e percorriamo il lungo tratto con leggeri saliscendi che si conclude al termine della strada asfaltata presso Valpiana che sale da Gandino.

Proseguiamo diritti per pochi metri, sino al bivio sentieristico per Gandino (…segnavia 544 CAI che utilizzeremo tra poco, al ritorno dalla Malga Lunga) che lasciamo sulla destra. Ancora poche decine di metri lungo la sterrata pianeggiante ed ecco finalmente raggiunta la storica Malga Lunga, museo e rifugio della Resistenza.

L’ultimo tratto dell’anello escursionistico è quello che ci condurrà quindi al punto di partenza. Pertanto, riprendiamo il cammino percorrendo a ritroso il tratto di sterrata che ci divide dalle ultime indicazioni sentieristiche per Gandino. Raggiunto quest’ultime, scendiamo a sinistra il breve tratto di sentiero che poi si immette sulla strada asfaltata ed attraversa la località di Valpiana.

Proseguiamo lungo la strada sin quando, oltrepassata la chiesa di Valpiana (…alla nostra sinistra), incontriamo a destra le indicazioni del segnavia 544 CAI. Imboccato quest’ultimo, scendiamo ripidamente sino a raggiungere il fondovalle dal quale il sentiero prosegue pianeggiante e, dopo aver attraversato alcuni facili e ponticelli e fiancheggiato un'isolata Cappella, raggiunge infine il punto di partenza.

  • Cartina e tracciato GPS

    NAN km, 03:09:46

  • Album fotografico

  • Note

    I tempi di percorrenza sono indicativi e si riferiscono al percorso di ascesa.

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Cristian Riva

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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