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Sui monti con uno zaino

Anello Val Boione e contrade di San Pellegrino

Val Boione e contrade di San Pellegrino Val Boione e contrade di San Pellegrino

Stuzzicato dal bel reportage fotografico di Ivan Gualtieri e da qualche info rubata agli amici del sito vallebrembanaweb.com, m’incammino lungo un primo tratto di strada asfaltata che si alza lasciando alle spalle l’antico borgo di Alino, frazione di San Pellegrino Terme, un piccolo grumo di vecchie case ancor oggi abitate sulle quali padroneggia, dall’alto, la medioevale chiesetta dedicata a San Bernardino.

Il passo è breve, bastano infatti poche decine di metri per lasciare alle spalle la civiltà con le sue vecchie e nuove abitazioni ed il sottostante abitato di San Giovanni Bianco per immergersi nella selvaggia natura della Val Boione dove ad aprire le danze sul quieto camminare sono le festose cascatelle che si formano dall’omonimo torrente ed un antico ponticello in pietra, ora in parte ricoperto dall’umido muschio verdeggiante, che conduce indietro nel tempo, almeno sin quando quelle rurali mulattiere, che si allungano dopo il suo attraversamento, erano percorse da solitari viandanti che si spostavano fra le alte borgate di San Pellegrino Terme.

Accecato da tanta bellezza non potevo far altro che sbagliar sentiero! L’attraversamento del ponticello spingerà pure me lungo quelle antiche mulattiere e quelle isolate frazioni. Sarà l’appagante occasione per scoprire il borgo di Vetta, raffinato quartiere in stile Liberty collegato a San Pellegrino Terme dalla suggestiva funicolare, ed il grazioso e panoramico borgo di Sussia impreziosito non solo dall’isolata chiesetta di San Michele ma anche dalla casa in cui visse e morì la guida alpina Antonio Baroni. A seguire si succederanno le bucoliche frazioni di Cà Noa, Vettarola e Cà Boffelli che, adagiate tra verdi pascoli e folte macchie boschive, già da sole valgono l’intera escursione.

Informazioni sintetiche

Data dell'escursione 1 Novembre 2014
Località di partenza San Pellegrino Terme, località Alino
Sentieri utilizzati Non classificato
Tempi di percorrenza 4 ore circa (giro ad anello)
Altitudine massima 1013 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà E (Escursionistico)
Acqua sul percorso No
Note Nulla

 

Descrizione itinerario

Lasciata l’autovettura nella piccola piazza di Alino, seguiamo le indicazioni sentieristiche ed imbocchiamo la strada in salita che volge verso Cà BoffelliVettarola e Molinasco. Poco oltre, in corrispondenza di altre indicazioni, abbandoniamo la strada asfaltata per piegare a sinistra in direzione della Val Boione.

Proseguiamo ora su facile sentiero che, inizialmente pianeggiante, discende poi dolcemente sino a raggiungere il fondovalle dove, sotto il caratteristico ponticello in pietra che un tempo serviva quale via di comunicazione tra Alino e Aplecchio, scorre tra simpatiche cascatelle il fragoroso torrente Boione.

Lasciamoci pure coinvolgere dal fiabesco angolo di verde, luogo ricco di vegetazione e quasi selvaggio, dove spumeggianti e candidi saltelli d’acqua contrastano coi colori accesi dell’autunno, foglie e rami secchi, mentre l’intenso verde dell’umido muschio intacca pietre e tronchi d’albero. Ripartiti dopo la sosta, attraversiamo il caratteristico ponticello e proseguiamo il cammino sino alla sterrata che proviene da San Pellegrino Terme. Sul lato opposto della stessa troviamo alcuni bolli gialli che indicano la via da seguire.

Pertanto, attraversata la sterrata, imbocchiamo il sentiero con direzione della località Vetta. Dopo un primo ripido tratto il sentiero prosegue lungamente in falsopiano sino a sbucare in un area di sosta con tanto di pannello informativo e le indicazioni per le Grotte del Sogno.

Proseguiamo diritti seguendo la staccionata in legno, sino a sbucare presso la panoramica, ed un tempo anche turistica, località Vetta di San Pellegrino Terme. Continuiamo ora lungo la strada asfaltata sulla quale si possono ancora scorgere i bolli gialli sin qui seguiti e, raggiunta la vecchia funicolare, risaliamo alle sue spalle percorrendo in salita una larga gradinata all’inizio della quale troviamo le indicazioni per la frazione di Sussia.

Al termine della gradinata pieghiamo a destra e proseguiamo sino al termine della strada asfaltata dove, in corrispondenza delle indicazioni sentieristiche per Sussia e Pizzo Cerro, abbandonata la strada proseguiamo a sinistra imboccando nuovamente un classico sentiero montano.

Proseguiamo brevemente sino a raggiungere l’altura panoramica che precede la Tribulina di Madrera dalla quale possiamo godere dell’esteso panorama sulla sottostante vallata del Boione mentre in lontananza sin verso la mole del Pizzo Arera.

Raggiunta la Tribulina di Madrera, pieghiamo a destra risalendo la tortuosa sterrata che si alza verso gli alti borghi del comune di San Pellegrino Terme. Lasciata a destra la deviazione (…chiusa con sbarra) per la Cà del Tòcio, proseguiamo ancora per un bel tratto sulla faticosa sterrata e, giunti in corrispondenza di una curva verso destra, la abbandoniamo seguendo a sinistra i bolli gialli che si susseguono nella fitta boscaglia. Poco oltre, in corrispondenza delle indicazioni sentieristiche, pieghiamo nettamente verso destra e, percorso l’acciottolato di una nascosta mulattiera che si alza fiancheggiando prima un muro a secco e poi un roccolo ristrutturato, ecco raggiunta la caratteristica chiesetta San Michele di Sussia, a quota 1013 metri.

Seguiamo la traccia di sentiero sino al soprastante caseggiato in cui visse e morì Antonio Baroni, guida alpina della sezione Cai di Bergamo. Proseguiamo alle spalle della rurale abitazione e, percorse poche decine di metri, abbandoniamo la sterrata per proseguire diritti nel bel mezzo del prato che si estende verso un fitto bosco.

Lasciamo a destra una isolata baita ed inoltriamoci nel fitto bosco di sempreverdi. Il sentiero prosegue ora facilmente con qualche deviazione, sempre intuibile, a causa di qualche albero caduto per il forte vento delle settimane scorse.

All’uscita dal bosco il panorama riprende il suo vigore sulla sottostante vallata. Alcune isolate baite punteggiano i verdi prati circostanti mentre il sentiero si inserisce in una più larga mulattiera che discende sinuosa sino alla frazione di Vettarola e poi a quella di Cà Boffelli, preziosi borghi rurali. Da quest’ultima non resta altro che svendere il viottolo sino a sbucare sulla strada asfaltata che brevemente condurrà sino al punto di partenza, l’abitato di Alino.

  • Cartina e tracciato GPS

    7.1 km, n/a

  • Album fotografico

  • Note

    I tempi di percorrenza sono indicativi e si riferiscono al percorso ad anello.

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Cristian Riva

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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