Sabato 21 Ottobre 2017
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Bivacco La Plana e monte Segredont

Bivacco La Plana Bivacco La Plana

C’era una volta… …una cascina posta sulle pendici sud orientali del Monte Alben. Piccola, essenziale ed agreste custodiva in quei pochi metri quadri tutto ciò di cui l’alpeggiatore aveva estremamente bisogno: i pochi arnesi da lavoro, un vivace camino presso il quale scaldarsi, un tavolo e due sedie, lo stretto necessario che rendesse accogliente quello spartano rifugio nel quale riparare la sera dopo la lunga e faticosa giornata passata ad accudire le bestie.

Poco distante, l’enorme ricovero animali che, in quel tempo in cui una vacca era l’unica fonte di ricchezza, vantava più confort della cascina. Tutt’attorno, silenzio e solitudine accarezzavano i verdeggianti pascoli affacciati sulla Valle del Riso.

Gli anni passarono ed i sacrifici di quella vita divennero non più sopportabili. Invitabile fu il suo abbandono. Nel medesimo silenzio e solitudine di allora, quella cascina pian piano si spense mentre la fitta boscaglia, quasi con accanimento, ne approfittò soffocando i rigogliosi pascoli che la circondavano.

Ma come ogni favola che si rispetti, anche quella rurale abitazione trovò il suo lieto fine: ristrutturata grazie all’instancabile lavoro del gruppo Amici della Plana, oggi ci attende in quello stesso luogo col nome di Bivacco La Plana. Migliorata e munita di servizi, ma non stravolta nel suo fascino alpestre, quella vecchia cascina di alpeggiatori adesso è meta o luogo di transito di viandanti, magari diretti sul monte Segredont. L’enorme ricovero animali che sorgeva al suo fianco è diventato un ampio porticato in grado di accogliere, seduti attorno al gigantesco tavolo in legno, folti gruppi di escursionisti. Con qualche accortezza, non sarà difficile neppure riscoprire quel silenzio e quella solitudine di tempo.

DESCRIZIONE ITINERARIO

Lasciata l’autovettura nei pochi posti disponibili alle spalle della chiesa di Chignolo d’Oneta, imbocchiamo la via per Chignolo con direzione del bivacco La Plana (…le indicazioni sentieristiche riportano sulla segnaletica un tempo di salita, sin troppo generoso, stimato in 1 ora e mezza). Dopo pochi metri, la strada asfaltata incalza una ripida salita e raggiunge il soprastante Colle di Chignolo punteggiato da poche cascine ed avvolto dai verdissimi pascoli che anticipano il panorama sulla frastagliata bastionata rocciosa dell’Alben.

Aggirato il colle di Chignolo, la strada, ora sterrata, prosegue in falsopiano sino ad immettersi nella frescura della fitta boscaglia. Rimanendo lungo il segnavia 526 CAI, tralasciamo le varie deviazioni, tra cui quella per la Madonna del Frassino, e proseguiamo lungo la sterrata sino ad una Santella che troviamo dopo una buona mezz’ora di facile camminata. Poco oltre, attraversato l’alveo roccioso di un torrente in secca, il sentiero, che ora ha sostituito la comoda sterrata, comincia la sua ripida salita: un tornante dopo l’altro, risaliamo la Val Noseda che discende il versante sud orientale del monte Alben.

Alternando tratti pianeggianti alla ripida salita, raggiungiamo infine un maestoso faggio che aggiriamo sulla destra; ancora qualche stretto zig zag ed ecco raggiunto il bivacco La Plana, a quota 1235 metri di altitudine.

L’escursione potrebbe anche terminare qui, comodamente seduti con le spalle rivolte all’Alben e la vista che corre a rimirare la bellissima Valle del Riso ed il sottostante abitato di Chignolo d’Oneta. Ma il richiamo della vetta per un escursionista è sempre qualcosa al quale è difficile rinunciare. Pertanto, dopo l’immancabile sosta, riprendiamo il cammino con direzione del bivacco Testa.

Il sentiero, sempre contraddistinto dal segnavia 526 CAI, prosegue oltre il ricovero animali e s’infila nuovamente nella frescura della fitta boscaglia. Con un ultimo sforzo superiamo quel poco di dislivello che ci consente di raggiungere il sentiero 530 CAI proveniente da Vertova e diretto al Monte Alben. In corrispondenza dell’incrocio sentieristico tralasciamo a destra la prosecuzione verso il bivacco Testa (…eventualmente raggiungibile in pochi minuti) e pieghiamo a sinistra con direzione del Monte Segredont (Monte Secretondo).

Percorso il breve tratto che volge sul versante della val Vertova, il sentiero raggiunge un culmine roccioso oltre il quale ci attende l’appendice del Segredont. Discendiamo lungo il sentiero, sino alle indicazioni poste su un cartello in legno che indicano la via di salita alla nostra meta; lasciamo la prosecuzione del sentiero verso il Passo Bliben e, con breve ma ripido strappo, risaliamo i pratoni alla nostra sinistra. Aggirato lo sperone roccioso e raggiunta l’ampia spaccatura, un ultimo strappo ripido ci consente di abbracciare la croce di vetta del monte Segredont, a quota 1549 metri di altitudine.

  • Informazioni sintetiche

    Località di partenza: Oneta, frazione di Chignolo d’Oneta
    Sentieri utilizzati: 526 - 530 CAI
    Tempi medi di percorrenza: 2 ore circa
    Altitudine raggiunta: 1549 metri
    Attrezzatura Da escursionismo
    Difficoltà: E (Escursionistico)
    Note Tempi di percorrenza del percorso di ascesa
  • Cartina e tracciato GPS

    4.6 km, 01:23:46

  • Album fotografico

Read 426 times
Cristian Riva

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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