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Tra i larici di Monte Colle

Tra i larici di Monte Colle Tra i larici di Monte Colle

Raccolgo l’invito della redazione di Orobie e, quasi fosse una caccia al tesoro che mi riporta indietro negli anni in cui – giovanissimo – mi divertivo in quel gioco di squadra che mi faceva correre a perdifiato tra vicoli, prati e campagne alla ricerca di indizi ed oggetti, vado alla ricerca dell’autunno perduto.

Ora, come allora, gioco facile! Non voglio rimanere deluso e, nella mite arietta mattutina che ancor non raffredda questo finire d’ottobre, m’incammino lungo il ripido sentiero che, prima di regalarmi la pausa di un falsopiano erboso, risale faticosamente la stretta piega valliva fiancheggiata da guglie e pinnacoli che scende dai ripidi versanti del Monte Secco Brembano sino alla località Il Piazzo di Piazzatorre.

Nell’ombroso sottobosco quel rosso tappeto di foglie cadute dalla ricca faggeta disegna un sentiero che con ampi zig zag guadagna quota velocemente lasciando poco spazio agli infiniti panorami. Le poche aperture, però, regalano i primi indizi colorati che, con sfumature accese di rosso e giallo, punteggiano abeti e vegetazione verde scuro.

Il lungo falsopiano erboso e poi la Baita Monte Secco aprono il sipario sul Badile Brembano ed il passo di Monte Colle che, una volta raggiunto, regala l’ampio panorama di cime che coronano l’Alta Valle Brembana. Appena oltre questo modesto valico, incrocio di sentieri che volgono verso il Monte Secco Brembano oppure le Torcole, ecco l’autunno tanto cercato: larici infiammati nell’esplosione dei colori più caldi ricoprono gran parte del versante erboso del Pizzo Badile Brembano e, come un mantello, ammantano e si mescolano nella fitta abetaia sottostante. Ma è solo discendendo questo facile sentierino, che ora s’innesta con quello diretto al Forcolino, che il larice, simbolo indiscusso dell’autunno, mostra il meglio di sé con esemplari secolari che sono vere e proprie opere d’arte immerse in quest’angolo di paradiso che quasi neppur compare sulle cartine escursionistiche: un paradiso chiamato Monte Colle.

Informazioni sintetiche

Data dell'escursione 26 Ottobre 2015
Località di partenza Piazzatorre, località Il Piazzo
Sentieri utilizzati 118 - 117 - 121 CAI
Tempi di percorrenza 5 ore circa
Altitudine massima 1941 metri (Passo Monte Colle)
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà E (Escursionistico)
Acqua sul percorso No
Note Eventuale appoggio alla Baita di Monte Colle

 

Descrizione itinerario

L’escursione ricalca il medesimo itinerario, svolto però in senso contrario, che avevo effettuato l’autunno dello scorso anno (Tra i larici del Pizzo Badile Brembano), con l’esclusione – questa volta – dell’ascesa al Pizzo Badile Brembano. Pertanto, partenza dalla località Il Piazzo di Piazzatorre dove, imboccata l’omonima via, risaliamo il breve tratto asfaltato che si immette sul segnavia 118 CAI.

Dopo un primo tratto che sale diritto su terreno sdrucciolevole, il sentiero s’infila nel fitto bosco ed inizia a rifilare una serie infinita di ripidi e tortuosi zig zag che in poco meno di un’ora dall’inizio della camminata conducono al primo bivio sentieristico: una traccia prosegue a sinistra ma l’unica direzione da seguire è quella indicata dalla segnaletica sentieristica, ovvero verso destra. Dopo ancora una buona mezz’ora di camminata, lungo un sentiero che quasi in falsopiano volge verso, fiancheggiamo, restando bassi sulla sua destra, un panoramico capanno da caccia. Poco oltre, il sentiero, ora uscito dal fitto bosco, risale e fiancheggia un affioramento roccioso e prosegue comodamente sino alla vicina Baita Monte Secco, a quota 1837 metri di altitudine.

L’attenzione ora è tutta per il Pizzo Badile Brembano che, col suo versante più severo, si staglia proprio difronte al nostro cammino. Un ultimo strappo lungo il sentiero che risale obliquamente nell’erba, prima a destra e poi a sinistra, ed ecco guadagnato il Passo di Monte Colle, incrocio di sentieri che volgono (…eventualmente) verso il Monte Secco Brembano (…a sinistra) e verso il Pizzo Badile Brembano (…a destra).

Dall’alto dei suoi 1941 metri di altitudine, questo modesta sella alpina regala un panorama davvero strepitoso: difronte, le innevate cime dell’Alta Valle Brembana tra le quali spiccano il Diavolo di Tenda ed il Diavolino, mentre alle nostre spalle fa capolino l’ineguagliabile Monte Valletto e tutte le cime della zona dei Piani dell’Avaro che anticipano il gruppo delle Grigne.

Terminata la breve sosta, riprendiamo il cammino scendendo lungo il versante opposto del Passo di Monte Colle. Il facile sentiero, ancora classificato col segnavia 118 CAI, s’insinua tra i tantissimi larici che l’autunno ha pennellato coi caldissimi colori giallo, arancione o rosso.

Dopo neppur mezz’ora di facile discesa, in concomitanza di alcuni esemplari secolari di larice che svettano nel cielo come monumenti nazionali, il sentiero incrocia il segnavia 117 CAI e quindi raggiunge la Casera e le dolci alture erbose del Monte Colle sul quale svetta la bellissima croce in legno.

Il percorso ad anello prosegue seguendo le indicazioni sentieristiche, poste in prossimità della Casera Monte Colle, del Forcolino di Torcola Vaga. Pertanto, imboccato il segnavia 117 CAI e fiancheggiata una fonte con abbeveratoio per animali, risaliamo il dolce sentiero che brevemente raggiunge i Baitelli e, poco più in alto, un’altra baita in posizione panoramica. Proseguiamo ancora in salita e, raggiunto il Forcolino di Torcola Vaga, posto a quota 1856 metri di altitudine, discendiamo il lungo traverso sino all’incrocio, posto molto prima della zona del Rifugio Gremei, col segnavia 121 CAI che scende nei sottostanti prati alla nostra destra.

Dopo aver piegato nettamente a destra, scendiamo lungo il segnavia 121 CAI che in questo primo tratto presenta una traccia non sempre evidente. Fiancheggiato a sinistra un capanno da caccia, pieghiamo leggermente verso sinistra sino alla sottostante stalla per animali e, quindi, lasciata alle spalle quest’ultima, scendiamo ulteriormente, attraverso la traccia che si sviluppa nei prati, sino ad una rurale baita.

Pieghiamo ora nettamente a sinistra e, dopo il breve tratto in falsopiano, raggiunto un ricovero animali, lasciamo a sinistra quest’ultimo per discendere i prati alla nostra destra. Il sentiero è pressochè sparito seppur avremo modo di ritrovarlo poco più sotto.

In vista della strada sterrata che sale da Piazzatorre, proseguiamo attraverso i prati sino alla sottostante Casera Torcola Vaga dalla quale non resterà altro che proseguire in discesa lungo la facile sterrata che sul finale, dopo l’attraversamento del torrente che discende la Valle Torcola, riserverà ben quattordici stretti tornanti che ci riporteranno al punto di partenza.

  • Cartina e tracciato GPS

    11.6 km, 17:21:32

  • Album fotografico

  • Note

    I tempi di percorrenza sono indicativi e si riferiscono al percorso di ascesa.

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Cristian Riva

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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