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Punti di vista sul Monte Cabianca

Monte Cabianca Monte Cabianca

Il monte Cabianca, a seconda dei punti di vista! Quello degli uccelli ad esempio, ed in particolare il punto di vista della Regina dei volatili, l’aquila, che con “voli imprevedibili ed ascese velocissime, traiettorie impercettibili, codici di geometria esistenziale” come recita Franco Battiato, volteggia sulle Orobie obbligandoci ad alzare il capo per renderle omaggio. Il suo è certamente un punto di vista invidiabile ma purtroppo inarrivabile.

Oppure il punto di vista raso-terra, quello dei miei scarponi che, all’inizio frettolosi nel traverso del fragoroso torrente, risalgono poi tra folti ciuffi d’erba che abbelliscono una prima baita e sino al vallone dei Frati quando, superata l’omonima perla orobica, s’impuntano con fatica, a volte inciampandosi e spesso sfregando il suolo, sul faticoso pendio detritico che porta al Passo d’Aviasco. Solo lì, a cavallo dell’ampio valico, confine tra valle Brembana e Seriana, gli scarponi si concedono la meritata sosta prima di proseguire sulla ripida dorsale che li condurrà, di pulpito in pulpito, sulle panoramiche cime del monte Dei Frati e del Valrossa dove, infine, ormai quasi per inerzia, discenderanno lievemente per poi risalire sino all’estremo confine tra cielo e terra, la vetta del Monte Cabianca, dove soddisfatti saranno un po’ più prossimi e vicini all’aquila, sgualciti ed impolverati ma sovrani dello spettacolare palcoscenico della conca del Calvi e delle più alte cime brembane.

Informazioni sintetiche

Data dell'escursione 2 Ottobre 2014
Località di partenza Carona
Sentieri utilizzati 210 - 213 - 236 CAI
Tempi di percorrenza 3 ore circa
Altitudine massima 2601 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà EE (Escursionisti Esperti)
Acqua sul percorso No
Note Eventuale appoggio ai rifugi Calvi e Laghi Gemelli

 

Descrizione itinerario

Come di consueto in quest’angolo delle Orobie, iniziamo il cammino dalla capitale brembana delle escursioni, Carona, dalla quale imbocchiamo il segnavia 210 CAI che, attraverso la classica “strada dell’Enel”, risale verso i Rifugi Longo e Calvi. La larga carrareccia fiancheggia luoghi ed angoli naturali visti migliaia di volte ma il rivederli è sempre uno spettacolo che sorprende: il silenzioso borgo di Pagliari che si contrappone alla fragorosa cascata di Val Sambuzza, la Baita Birone ed il fitto bosco che man mano lascia intravedere le alte vette della conca dei Gemelli. Proseguiamo con modesta pendenza sino a quando, lasciato alle spalle il bivio per il Rifugio Fratelli Longo, la carrareccia si appiana e giunge al bivio per il Passo di Aviasco.

Abbandoniamo la strada e scendiamo a destra lungo il facile sentiero che, attraversato un ponticello sul torrente, prosegue con brevi saliscendi nel silenzioso bosco di sempreverdi. La traccia è abbastanza evidente e qualche sporadico bollo colorato su rocce e piante indica la via da seguire.

Giunti nei pressi di una baita adagiata nel verde pianoro erboso, proseguiamo alle spalle della stessa su sentiero che a tratti diviene meno visibile. Poco più sopra, incrociato il classico sentiero estivo 213 CAI che collega il Rifugio Laghi Gemelli al Rifugio Calvi, pieghiamo a sinistra per poche decine di metri e, giunti al prossimo bivio sentieristico, lasciamo il sentiero estivo per risalire a destra sul ripido ma breve tratto che ci porta sino alla Diga della Valle dei Frati.

Continuiamo in falsopiano sulla sponda destra del lago (segnavia 236 CAI) e, ora armati di pazienza e di tanta energia, affrontiamo il vallone dei Frati che si apre con ammassi rocciosi prima di alzarsi ripido - ripido sino al Passo di Aviasco, dove, una volta giunti, approfitteremo dell’ampio panorama per godere della meritata sosta.

Lasciato il Passo di Aviasco, pieghiamo a sinistra risalendo la facile dorsale del Monte dei Frati ed una volta raggiunto, a quota 2502 metri, proseguiamo verso destra lungo l’ampia e facile cresta che prosegue in leggera discesa. Raggiunto ed oltrepassato con l’aiuto delle mani un saltino roccioso, continuiamo verso destra nell’ampio versante pietroso del Monte Valrossa. Il sentiero prosegue a mezza costa e la cima andrà raggiunta risalendo brevemente a sinistra sino alla facile estremità.

Lasciata la cima del Monte Valrossa, a quota 2550 metri, e ritornati sul sentiero principale, proseguiamo scendendo con attenzione sino al punto in cui perviene anche il canalino del Cabianca che d’inverno viene risalito con picca e ramponi dalla diga di Fregabolgia. Ora non resta altro che proseguire verso la dorsale pietrosa del Monte Cabianca e risalire l’ultimo tratto, tra sporadici ometti di pietre, sino alla vetta posta a quota 2601 metri di altitudine.

A confine tra Val Brembana e Val Seriana spiccano tutte le più belle cime delle Orobie: il Pizzo Stella ed il Chierico, il Monte Masoni, il Pizzo Cigola, l’Aga ed i Diavoli. Più a destra Poris, Grabiasca e Madonnino mentre dal versante seriano le vicine vette del Pradella e del Salina.

  • Cartina e tracciato GPS

    9.9 km, 04:34:38

  • Album fotografico

  • Note

    I tempi di percorrenza sono indicativi e si riferiscono al percorso di ascesa.

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Cristian Riva

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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