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Monte Secco - Anticima

Monte Secco - Anticima Monte Secco - Anticima

Ho con la cima del Monte Secco un rapporto di amore – odio che perdura ormai da qualche anno. Severa, dolomitica, compone quella lunga bastionata rocciosa che, imponente e bellissima, è possibile ammirare da Valcanale, e non puoi non innamorartene. Odiosa, almeno personalmente, perché per ben tre volte nel corso degli anni si è negata e mai si è fatta raggiungere: una volta per colpa di un gruppo di caprette assassine che nella nebbia lanciavano sassi dall’alto e ben due volte per improvvisi temporali. Una cima non facile dal punto di vista meteo poiché spesso si ricopre della pomeridiana nuvoletta.

Oggi, però, son felice di averne raggiunto la cima, anzi l’anticima, quella dove è posta l’alta croce metallica visibile da valle. La vera cima del Monte Secco è poco oltre, dopo una forte depressione che fa perdere diverse decine di metri di dislivello per poi risalire energicamente. Ma come in un vero rapporto di amore – odio, per dispetto mi accontento dell’anticima, altamente panoramica, rendendola regina di questa mia escursione a dispetto della vera cima che mi osserva da poco distante. Mi rilasso quindi dopo la faticosa e non certo banale salita attraverso il segnavia 264 CAI e, da quassù, ammiro la lunghissima cresta aerea che mi aspetta per la discesa, anche questa da non sottovalutare.

Informazioni sintetiche

Data dell'escursione 2 Agosto 2013
Località di partenza Ardesio, località Cerete
Sentieri utilizzati 264 CAI 
Tempi di percorrenza 3 ore circa 
Altitudine massima 2207 metri
Attrezzatura Da escursionismo 
Difficoltà EE (Escursionisti esperti)
Acqua sul percorso Alla Fonte San Carlo
Note Nulla

Descrizione itinerario

Partenza da Cerete di Adesio, dove, lasciata l’autovettura nell’ampio piazzale a nord del piccolo borgo di case, imbocchiamo la comoda mulattiera che in circa mezz’ora porta sino alla caratteristica contrada seriana di Cacciamali, a quota 1032 metri di altitudine, con le sue accoglienti case in legno e pietra, i verdissimi pascoli tutt’attorno e la cinquecentesca chiesetta che già da sola vale l’intera escursione.

Lasciamo alle spalle la chiesetta e risaliamo il breve e malagevole sentiero pietroso che lambisce a destra i verdi pascoli, sino ad inoltrarsi nel fitto del bosco. Quello che seguiamo è il segnavia 264 CAI che, alternando tratti più ripidi a brevi passaggi pianeggianti, risulta sempre ben segnato sino alla baita Superiore di Monte Secco, raggiungibile in un’oretta da Cacciamali.

Dalla baita Superiore di Monte Secco, seguiamo ora i radi bolli rossi che si alzano pian piano sopra la baita e volgono verso sinistra. La zona, ora chiazzata da ampie estensioni rocciose, è particolarmente ricca di stelle alpine.

Man mano si prosegue il sentiero diviene di difficile individuazione; non dobbiamo perdere d’occhio i bolli rossi che saltuariamente troviamo su alcune rocce. Il sentiero si alza quasi costantemente volgendo sempre piuttosto verso sinistra, sino ad aderire alle pareti rocciose del Monte Secco dove, attraverso un evidente canalone, acquista velocemente quota con qualche passaggio che richiede l’aiuto di entrambe le mani.

Più si sale e più il canalone, in parte detritico ed in parte erboso, si restringe sempre più, sino alla parte sommitale che guadagna l’aerea cresta. Proseguiamo quindi a sinistra e, mantenendoci sempre lungo la facile ma non banale cresta, raggiungiamo la panoramica croce di vetta, a quota 2207 metri. Questa è però solo l’anticima, la vera cima del Monte Secco è dirimpetto e per raggiungerla dobbiamo discendere l’enorme depressione sottostante per poi risalire il versante opposto, sino alla vetta a quota 2267 metri.

  • Cartina e tracciato GPS

    16.8 km, 04:19:55

  • Album fotografico

  • Note

    I tempi di percorrenza sono indicativi e si riferiscono al percorso di ascesa.

Read 5163 times
Cristian Riva

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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