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Pizzo Coca - Tetto delle Orobie

Pizzo Coca, il tetto delle Orobie Pizzo Coca, il tetto delle Orobie

Raggiungere la vetta del Pizzo Coca con un’unica tirata che parte da Valbondione è veramente un impresa che richiede molte energie e una certa perseveranza: non bisogna mai mollare! Oltre 2000 metri di dislivello e ben 16 kilometri di sviluppo. Il Pizzo Coca non regala proprio nulla, è tutto in salita il sentiero che conduce al tetto delle Orobie; solo in ultimo, il Pizzo Coca, si svela e regala una porzione di croce che sbuca tra le roccette. Solo allora, non prima, quando ormai mancano pochi metri, tiri un sospiro di sollievo perchè sei sicuro di aver raggiunto la vetta, a quota 3052 metri. E’ solo in quel momento che, in men che non si dica, la stanchezza svanisce per far spazio ad una soddisfazione che ben poche altre volte si prova così intensamente: vien quasi voglia di piangere, di gioia naturalmente! 

{mooblock=Informazioni sintetiche }

Data dell'escursione 7 Settembre 2012
Località di partenza Valbondione, località Sambughera
Sentieri utilizzati CAI 301 - 325
Tempi di percorrenza 5 ore e mezza
Altitudine massima 3052 metri
Attrezzatura Da escursionismo, cashetto
Difficoltà EE sino alla Bocchetta del Camoscio, poi II (Alpinistico) PD- (Poco Difficile)
Acqua sul percorso Sino al Lago di Coca
Note Nessuna

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Descrizione itinerario

L’escursione prende il via dalla località Sambughera di Valbondione dove, lasciata l’autovettura in una piccola area di parcheggio, imbocchiamo il segnavia 301 CAI. Dopo una leggera discesa e l’attraversamento del fiume Serio, risaliamo con ripidi tornanti un vasta pietraia e quindi ci immergiamo nel fitto bosco. Il sentiero prosegue, senza mai cedere nella sua pendenza, sino a raggiungere una zona più aperta dalla quale si inizia a scorgere il rifugio Coca, ora Rifugio Mario Merelli al Coca, arroccato sopra di noi su un enorme costone roccioso. Superata la zona recentemente attrezzata con catene e sistemata con facili gradoni di cemento, raggiungiamo la superiore area prativa e, quindi, superato il torrente Coca su piccolo ponticello in cemento, ecco raggiunta la nostra prima meta: il Rifugio Mario Merelli al Coca, a quota 1892 metri.

Dopo la breve pausa, si riparte seguendo le indicazioni del segnavia 325 CAI con direzione del Lago di Coca. Il sentiero, mai troppo impegnativo, si alza leggermente attraversando un’ampia conca prativa ove non sarà difficile scorgere alcune delle numerose marmotte presenti. Dopo poco meno di mezz’ora, ecco raggiunta la spettacolare Conca dei Giganti ove magicamente è incastonata la perla orobica del Lago di Coca. Seguendo le indicazioni poste su un’enorme masso in corrispondenza dell’inizio del lago, pieghiamo nettamente a destra risalendo la ripida pietraia che con brevi zig- zag porta a guadagnare quota sino all’imbocco di un brevissimo canaletto roccioso da superare con l’aiuto delle mani. Appena sopra, il sentiero riparte su aperta zona prativa mantenendo comunque una pendenza sempre costante.

L’attraversamento di questa zona permette in genere di scorgere i numerosi stambecchi che, più o meno adagiati sull’erba, osservano incuriositi il passaggio di qualche escursionista. Successivamente il sentiero prosegue fiancheggiando un piccolo nevaio perenne e quindi attraversa una zona pietrosa sino a raggiungere la Bocchetta del Camoscio, a quota 2770 metri. Sino a questo punto il sentiero può essere classificato EE (escursionisti esperti) almeno per quanto riguarda lo sviluppo ed il dislivello affrontati sinora.

Tengo a precisare che il tratto dalla Bocchetta del Camoscio sino alla vetta del Pizzo Coca è un percorso alpinistico con passaggi di I° e II° grado e, pertanto, da affrontare con  capacità e preparazione sia fisica che psicologica adeguate.

Pertanto, lasciati i bastoncini e valutata la possibilità di indossare un caschetto protettivo a protezione di eventuali scariche di sassi causate dalla presenza di possibili altri soggetti impegnati sopra di noi nell’ascesa al pizzo, imbocchiamo - dalla Bocchetta del Camoscio - il ripido ma breve canalino roccioso che sbuca superiormente su una zona di sfasciumi. Seguendo ora i radi ometti di pietre ed i segni di bolli bianchi o bianco – rossi posti sulle rocce, proseguiamo la nostra salita sino a raggiungere il bivio tra percorso facile e difficile. Lasciata a destra la possibilità di percorrere la via difficile, pieghiamo a sinistra proseguendo sul ripido sentiero sino ad un secondo tratto impegnativo ed esposto su roccia gradinata che porta ad una più facile cresta che viene percorsa su entrambi i versanti. Ancora un poco di fatica ed ecco scorgere tra le roccette una porzione della croce di vetta; pochi passi ancora ed ecco raggiunto il tetto delle Orobie : il Pizzo Coca, a quota 3052 metri. Tutte le cime delle Orobie sono ora sotto di noi e lo spettacolo è davvero unico e meraviglioso tanto da ripagare ampiamente l’enorme fatica ed il notevole dislivello superato (2100 metri circa).

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Pizzo Coca

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Note

I tempi di percorrenza sono indicativi e si riferiscono al percorso di ascesa.

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Cristian Riva

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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