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Pizzo Recastello

Pizzo Recastello Pizzo Recastello

Sempre difficile scegliere una meta in base alle previsioni meteo, a volte poco precise ed attendibili. Ci vuole anche quel pizzico di fortuna! Con Alberto snobbiamo da subito l'idea del Diavolone di Tenda per raggiungere la zona del Barbellino. Inutile negarlo: il primo timido pensiero è per il Coca che però già pare un poco imbronciato. Abbandonata l'idea di risalire il Re delle Orobie, imbocchiamo la lunga serpentina che risale verso il Rifugio Curò: la meta è il Pizzo Recastello. Breve sosta al rifugio e poi si riparte verso la verdeggiante Val Cerviera. Un po' di fatica lungo il ghiaione e, passato il simpatico canalino attrezzato, eccoci in vetta! Uno sguardo tutt'attorno verso i più alti colossi delle Orobie che già stanno coprendosi di scure nubi. Unica isola felice è proprio la cima del Pizzo Recastello: soleggiata e dal panorama mozzafiato!

Informazioni sintetiche

Data dell'escursione 22 Agosto 2012
Località di partenza Valbondione, località Grumetti
Sentieri utilizzati CAI 143
Tempi di percorrenza 4 ore e mezza
Altitudine massima 2896 metri
Attrezzatura Da escursionismo, cashetto
Difficoltà EE (escursionisti esperti) - I (Alpinistico)
Acqua sul percorso Si
Note Nessuna

Descrizione itinerario

La partenza avviene dalla località Grumetti in Valbondione dove, parcheggiata l'autovettura, imbocchiamo il sentiero che sale alle spalle della Santella votiva. Tralasciate le eventuali indicazioni a sinistra per l'Osservatorio di Maslana, eventualmente raggiungibile al ritorno passando dal sentiero invernale che scende parzialmente attrezzato innanzi al Rifugio Consoli, risaliamo il fitto bosco sino a raggiungere - dopo circa venti minuti - la mulattiera che proviene da Valbondione. Imboccata verso sinistra, percorriamo la comoda mulattiera sino a raggiungere lo storico Rifugio Curò. Eventualmente, per guadagnare una buona mezz'oretta di cammino, in corrispondenza di alcune indicazioni sulla roccia (a sinistra) appena oltrepassato uno dei primi tornanti che anticipano il tratto panoramico, possiamo abbandonare la mulattiera e piegare nettamente a sinistra per imboccare il ripido sentiero diretto che, parzialmente attrezzato con catene, ci porta sino ai piedi dell'Ostello (un tempo sede del Rifugio Curò) e quindi il Rifugio Curò.    

Dopo una meritata pausa presso l'accogliente rifugio, proseguiamo lungo la pianeggiante mulattiera che fiancheggia il bacino del Barbellino in direzione dell'omonimo rifugio. Superata la Santella alla nostra sinistra e percorse alcune decine di metri, abbandoniamo la mulattiera e, in corrispondenza di alcune indicazioni sentieristiche, pieghiamo a destra con direzione del Rifugio Tagliaferri. In questo primo tratto il sentiero risale ripido una zona detritica fiancheggiante le belle cascate della Val Cerviera per poi diventare nuovamente pianeggiante e quindi salire ancora sino al pianoro prativo dove non sarà difficile scorgere alcune marmotte.

Lasciato a destra l'ampio pianoro prativo, seguiamo il sentiero che si alza ora verso sinistra sino a guadagnare un ulteriore zona pianeggiante. Alla nostra sinistra è già ben visibile il versante sud del roccioso Pizzo Recastello. Tralasciamo ora le indicazioni per il Rifugio Tagliaferri e, mantenendoci sempre verso sinistra, seguiamo i radi bolli rossi ed alcuni omini in pietra che ci permettono di raggiungere l'ampia distesa ghiaiosa che discende dal versante del Recastello. Facendo attenzione ad eventuali scariche di sassi di altri escursionisti o di qualche gruppetto di stambecchi presenti sui contrafforti rocciosi sopra di noi, risaliamo il faticoso ghiaione sino a raggiungere la parete rocciosa. Indossato il caschetto protettivo ed abbandonate le racchette, pieghiamo a sinistra risalendo, anche con l'aiuto delle mani, un primo tratto di facili roccette che conduce in breve all'inizio del caminetto roccioso. Con l'aiuto di alcune catene, risaliamo quasi verticalmente questo stretto passaggio tra rocce sino a sbucare alla sua sommità. Proseguiamo su facile cengia rocciosa sino ad una piccola selletta in cresta dalla quale è già possibile ammirare lo spettacolo che riserva il versante opposto della montagna. Ora è possibile seguire il sentiero a tratti sdrucciolevole che prosegue inizialmente in falsopiano per poi risalire ancora alcune facili roccette oppure risalire direttamente la facile cresta sino alla vetta sommitale a quota 2896. Il panorama è davvero incantevole su tutte le più alte vette delle Orobie: il Pizzo Coca ed il Redorta, il vicino Monte Gleno ed il Pizzo Tre Confini, il Pizzo Strinato, il Monte Torena ed il Diavolo di Malgina, mentre sotto di noi, piccolo piccolo, il bacino del Barbellino, dall'inconfondibile color smeraldo, e, poco più a nord il Lago del Barbellino.

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Cristian Riva

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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1 comment

  • Comment Link Alberto Giovedì, 13 Dicembre 2012 11:59 posted by Alberto

    Ricordo con immenso piacere questa nostra prima escursione assieme, la fatica sul ghiaione, il bellissimo caminetto e anche le lunghe chiacchierate mangerecce! Alla prossima!

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