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Rifugio Benigni: nel regno degli stambecchi

Rifugio Benigni: nel regno degli stambecchi Rifugio Benigni: nel regno degli stambecchi

Raccolgo l’invito dell’amico stambecco che mi accoglie nel suo habitat già prima della Fonte San Carlo. Entro nel suo regno in punta di piedi mentre lui mi anticipa lungo sentieri a cavallo tra Orobie bergamasche e valtellinesi.

Pochi escursionisti, in parte stranieri, mi seguono lungo il canalino roccioso tipico dell’escursione al Benigni, che oggi ancora non ha aperto i battenti alla bella stagione. Infatti, è sempre lui, lo stambecco, a fare gli onori di casa presso il rifugio d’alta quota; lo vedo aggirarsi tra i laghetti ed invitarmi a contemplare il panorama sul Monte Disgrazia. In ultimo, come solo un buon padrone di casa sa fare, mi accompagna alla porta e, discesa la cima Piazzotti, mi avvia verso il sentiero dei Vitelli.

Informazioni sintetiche

Data dell'escursione 19 Giugno 2015
Località di partenza Cusio, località Curva degli Sciocc
Sentieri utilizzati 108 - 108A CAI
Tempi di percorrenza 5 ore circa
Altitudine massima 2340 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà E (Escursionistico)
Acqua sul percorso Si
Note Eventuale appoggio al Rifugio Benigni

 

Descrizione itinerario

Classica, superclassica ma sempre bella ed appagante escursione nell’alta Valle Salmurano che prende il via dalla Curva degli Sciocc, in Cusio. Una sola raccomandazione: la salita in auto dopo la località Colle della Maddalena è ora a pagamento. Due euro per il transito giornaliero da pagare presso una gettoniera automatica posta appena sopra l’abitato di Cusio.

Imboccato il sentiero 108 CAI, proseguiamo molto comodamente sino alla Casera Valletto, dopodichè, con ampio semicerchio ancora quasi pianeggiante, raggiungiamo il primo ripido, ma breve, tratto che raggiunge la Fonte San Carlo.

Proseguiamo sul largo sentiero che alterna pochi tornanti mentre pian piano prendiamo quota quel tanto che basta per il traversone che conduce sino all’attacco del mitico canalino roccioso. Basta solo poca attenzione e, divertiti, si sale sino all’ampia conca posta a pochi minuti dal rifugio Benigni.

Seguendo le chiare indicazioni, continuiamo lungo il sentiero che si alza alla nostra destra e, dopo qualche passaggio che necessita l’aiuto delle mani, ecco raggiunto il pianoro roccioso presso il quale troviamo il Rifugio Benigni, a quota 2222 metri di altitudine.

Il giro ad anello prosegue salendo a sinistra sino alla vicina Cima Piazzotti: poche decine di minuti su comodo sentiero mai troppo impegnativo ci permettono di raggiungere i 2340 metri di altitudine della facile vetta sulla quale è posta una bellissima croce.

Dopo aver contemplato comodamente il panorama sul versante opposto della Cima Piazzotti, dove lo sguardo inevitabilmente corre sino al Pizzo dei Tre Signori, prepariamoci per la seconda parte del giro ad anello.

Restando sulla sommità, spostiamoci totalmente a sinistra della croce sulla cima Piazzotti, sino al punto in cui troviamo l’evidente traccia che scende sul fil di cresta sino alla sottostante Bocchetta di Trona. Una volta raggiunta quest’ultima, pieghiamo nettamente a sinistra sino a raggiungere un modesto valico roccioso varcato il quale proseguiamo in discesa verso sinistra sino ad incrociare la deviazione per il Sentiero dei Vitelli, segnavia 108A CAI.

Con particolare attenzione, scendiamo questa variante sdrucciolevole del segnavia 108 CAI, soprattutto nel punto in cui il sentiero, probabilmente a causa delle nevicate dello scorso inverno, è ceduto per un breve tratto ed obbliga ad un evidente passaggio sovrastante.

Discesi sino alla sottostante conca prativa, non resta altro che proseguire in falsopiano e riprendere poco oltre il segnavia 108 CAI che ci riporterà al punto di partenza.

  • Cartina e tracciato GPS

    10.7 km, 05:08:39

  • Album fotografico

  • Note

    I tempi di percorrenza sono indicativi e si riferiscono al percorso ad anello.

Read 2201 times
Cristian Riva

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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