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Val Sedornia : Calvera - Vigna Soliva - Pizzo Corna

Val Sedronia : Panorama sui Diavoli Val Sedronia : Panorama sui Diavoli

Difficile resistere alla Val Sedornia! Ci ritorno per percorrere le tre panoramiche cime del Monte Calvera, del Vigna Soliva e del Pizzo della Corna, con puntatina finale su quell’appendice aerea che porta alla cima dedicata ai f.lli Franco e Orlando Semperboni.

Non sono solo quest’oggi, a farmi compagnia in questa verdeggiante ed a tratti misteriosa vallata delle Orobie, sono un folto gruppo di fastidiosissime mosche che, forse scambiandomi per una vacca al pascolo, non mi hanno mai concesso un attimo di tregua. O, forse, quel pugno di mosche era solo l’incarnazione dello spirito di San Carlo Borromeo, a cui è dedicata la cappelletta incontrata nel primo tratto del percorso, infastidito del fatto che abbia troppo curiosato attorno a quella grossa roccia, quel masso erratico che dorme dall’inizio dei tempi adagiato sul pianoro degli “spias de la martisola”.

Un masso erratico che pare proprio un altare e che nasconde, ma non troppo, i segni antichi dell’intervento dell’uomo che vi praticò curiose coppelle e canalicoli attribuiti oggigiorno alle dita della mano del Santo. Segni di un tempo forse riconducibili a funzioni culturali precristiane o del culto di Saturno che conferiscono a questa valle, la Val Sedornia che anticamente era chiamata la Valle Saturnia, ed in particolare a quei luoghi, gli “spias de la martisola” e la cappelletta, un’affascinante e misteriosa sacralità.

Di concreto rimane solo il masso erratico e quel pugno di fastidiosissime mosche che, insistenti come non mai, quasi spingendomi o comunque sollecitandomi a proseguire, non mi hanno concesso che brevissime soste sulle belle cime del Monte Calvera, del Monte Vigna Soliva, del Pizzo della Corna e sulla punta dedicata ai f.lli Semperboni, dove invece avrei voluto soffermarsi più tempo per godermi l’infinito susseguirsi di cime orobiche che, come un nitido girotondo di sali-scendi, si presentavano in bella mostra approfittando delle favorevoli condizioni meteo.

Informazioni sintetiche

Data dell'escursione 24 Luglio 2013
Località di partenza Gandellino, località Tezzi Alti
Sentieri utilizzati 309 CAI 
Tempi di percorrenza 7 ore circa 
Altitudine massima 2357 metri
Attrezzatura Da escursionismo 
Difficoltà EE (Escursionisti esperti)
Acqua sul percorso Alla Fonte San Carlo
Note Nulla

Descrizione itinerario

Come per l’escursione al Pizzo di Petto ed al Monte Vigna Vaga, la partenza avviene dalla frazione Tezzi Alti di Gandellino dove, parcheggiata l’autovettura, imbocchiamo la facile e comoda mulattiera contrassegnata dal segnavia 309 CAI. Dopo poco meno di mezz’ora di fresca camminata nell’incantevole bosco della Val Sedornia, eccoci giunti agli “spias de la Martisola”, un ampio pianoro erboso, utilizzato oggi per pic-nic estivi, al cui centro è adagiato un enorme masso erratico che si narra sia stato anticamente utilizzato come altare per funzioni precristiane.

Riprendiamo il facile cammino mantenendoci sempre sulla larga mulattiera che alterna tratti pianeggianti a brevi ma stancanti salite. In breve raggiungiamo la fresca fonte San Carlo fiancheggiata dall’omonima cappella che custodisce all’interno un bel dipinto di San Carlo Borromeo. Poco oltre, al bivio sentieristico indicato da cartelli in legno posti sul tronco di un albero, abbandoniamo il segnavia 309 CAI e prendiamo la mulattiera che sale a sinistra acquistando pian piano maggiore pendenza.

Facciamo attenzione lungo questo tratto di mulattiera perché poco distante dal bivio appena oltrepassato, troveremo sulla nostra sinistra, indicata su una roccia che sbuca dal terreno, la deviazione per il Monte Calvera. Pertanto, raggiunta tale indicazione, abbandoniamo la mulattiera e pieghiamo a sinistra imboccando il classico sentiero montano che d’ora innanzi verrà segnalato solo da sporadici bolli rossi.

Cercando di non perdere la traccia di sentiero, risaliamo il fitto bosco sino a sbucare all’esterno in una zona in cui la salita sarà resa maggiormente difficoltosa dal manto erboso particolarmente folto e poco curato che nasconde quasi ogni traccia. In questo tratto il sentiero volge pian piano verso sinistra, offrendo ampi panorami sulla Valle Seriana alla quale fa da sfondo la bastionata rocciosa del Monte Secco, sino a fiancheggiare, ma non raggiungere, la baita dei Larici.

Lasciamo a sinistra la baita dei Larici e proseguiamo lungo la traccia di sentiero che, salendo pian piano, aggira la dolce mole del monte Calvera, sino a sbucare su ampi ed erbosi spazi aperti. Proseguiamo seguendo radi omini di pietre sino a raggiungere l’ampio vallone sul quale sono adagiati i detriti rocciosi staccatisi dal Monte Calvera.

Risaliamo con fatica l’ampio vallone roccioso sino a sbucare sui pianori erbosi ove è adagiato un piccolo ricovero in pietre. Proseguiamo ora verso destra risalendo quasi diagonalmente l’ultimo tratto che precede la cima del Monte Calvera, sino alla panoramica croce di vetta a quota 2301 metri.

Dopo la breve sosta, lasciamo alle spalle la croce del Monte Calvera e proseguiamo seguendo radi omini di pietre che, passando all’interno dei ampie depressioni rocciose, ci conducono sino al versante erboso che si allunga verso il già visibile monte Vigna Soliva. Mediante il lungo traverso su un sentiero appena tracciato ma di facile intuizione, raggiungiamo l’ampia dorsale della nostra seconda vetta. Ancora un tratto di salita ed ecco raggiunta la cima del Monte Vigna Soliva, la più alta delle cime toccate in quest’escursione, a quota 2356. Non fosse stato per quel pugno di fastidiose mosche che insistentemente circondava la mia testa, questa panoramica cima sarebbe stata ottimale per una lunga sosta contemplativa sulle vicine vette dei Diavoli, del Pizzo Coca e Redorta.

Non resta altro che ripartire e proseguire in leggera discesa lungo la dorsale erbosa che, dopo aver perso qualche metro di quota, risale ora verso la cima del Pizzo della Corna, a quota 2351 metri. Proseguiamo sempre lungo la comoda e larga cresta che discende adesso verso quella visibile appendice rocciosa, molto aerea, che si allunga verso i giganti orobici, alla cui estremità è posta la croce in memoria dei fratelli Semperboni. Per raggiungere tale balcone panoramico, possiamo cavalcare la piccante crestina aerea oppure, più semplicemente, seguire il basso sentierino dedicato alla memoria dei fratelli Semperboni.

Tornati sui nostri passi, ovvero all’imbocco del sentiero Semperboni, discendiamo per tracce di sentiero l’ampio versante prativo sino a raggiungere, quasi sul fondo valle, la baita Alta di Vigna Soliva. Proseguiamo ancora in discesa sino a rintracciare il sentiero battuto che porta sino alla baita Bassa di Vigna Soliva e, ora su mulattiera, proseguiamo comodamente sino alla fonte San Carlo dalla quale poi faremo ritorno a Tezzi Alti utilizzando il sentiero percorso nella salita.

  • Cartina e tracciato GPS

    21.6 km, 18:12:01

  • Album fotografico

  • Note

    I tempi di percorrenza sono indicativi e si riferiscono al percorso ad anello.

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Cristian Riva

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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