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Sui monti con uno zaino

Val Sedornia : Pizzo di Petto e Vigna Vaga

Val Sedornia: Pizzo di Petto e Vigna Vaga Val Sedornia: Pizzo di Petto e Vigna Vaga

Lasciate alle spalle alcune piacevoli abitazione rurali, e qualche meno interessante seconda casa che stona con il caratteristico borgo di Tezzi Alti in Gandellino, si apre un’immaginabile sipario naturale che mi trasporta in un mondo fatto di fitti boschi d’abete rosso, verdeggianti pascoli, caratteristiche baite e spettacolari pareti rocciose che fanno capolino, di tanto in tanto, allorquando il fitto bosco lascia spazio ad ampie vedute panoramiche. Almeno sino a quella suggestiva perla alpina rappresentata dal Lago Spigorel dove il bosco viene definitivamente lasciato alle spalle mentre il sentiero si inerpica con maggiore pendenza su terreni all’inizio prativi ma poi, ben presto, rocciosi e più impegnativi. Tutt’attorno solo il sottofondo che più s’addice ad un simile paradiso: quello dei campanacci delle mucche al pascolo, il fischiettare di marmotte e camosci ed immancabile lo scrosciare dei piccoli torrenti d’acqua che solcano la vallata. E’ la Val Sedornia, un ambiente da favola!

Informazioni sintetiche

Data dell'escursione 17 Giugno 2013
Località di partenza Gandellino, Tezzi Alti 
Sentieri utilizzati 309 - 401 CAI
Tempi di percorrenza 4 ore circa (sino a Pizzo di Petto)
Altitudine massima 2332 metri (Monte Vigna Vaga)
Attrezzatura Da escursionismo 
Difficoltà EE (Escursionisti Esperti)
Acqua sul percorso Si
Note Nulla

Descrizione itinerario

Una sola breve premessa: la Valsedornia, insieme con la Valzurio e le zone del Pizzo della Presolana, fanno parte del SIC ovvero del Sito di Importanza Comunitaria che interessa diversi comuni della zona ed ha lo scopo di preservare e tutelare le numerose specie endemiche sia animali che vegetali.

Detto ciò, parcheggiata l’autovettura nell’ampio spazio appena sopra la frazione Tezzi Alti di Gandellino, diamo inizio alla nostra escursione imboccando la comoda mulattiera che conduce nella fresca e fitta boscaglia della Valsedornia. Il percorso prosegue sempre con andatura sempre molto piacevole, sino alla Fonte San Carlo (...circa 30 minuti dalla partenza) dove è possibile rinfrescarsi sotto il potente getto d’acqua. Poco oltre raggiungiamo un bivio sentieristico che consente, a sinistra, di risalire verso la Vigna Soliva. Manteniamoci, invece, lungo la mulattiera che prosegue verso destra ed in breve raggiungiamo l’attrezzata area pic nic degli Spiazzi d’Acqua.

Attraversato il fragoroso torrente percorrendo il ricurvo ponticello ed incrociata la mulattiera del segnavia 313 CAI proveniente da Boario, pieghiamo a sinistra proseguendo lungo la sterrata che in breve comincia ad acquistare maggiore pendenza. Con qualche ampia curva raggiungiamo le soprastanti baite Cassinelli. Qualche scorcio che si apre nel fitto del bosco ci permette di ammirare le severe pareti rocciose del Vigna Vaga. Proseguiamo ancora in leggera salita, sino a raggiungere l’incrocio sentieristico per le Foppane e il Sentiero dell’Orso (…incrocio che ritroveremo durante la discesa nella chiusura del giro ad anello) che lasceremo alla nostra destra per piegare nettamente a sinistra seguendo le indicazioni per il Lago Spigorel. Qualche facile zig zag e, usciti dal bosco, ecco raggiunta la Baita Bassa Vigna Vaga.

Il sentiero prosegue facilmente su aree prative al limitare del bosco ed in breve giunge sino alla Baita di Mezzo Vigna Vaga ove la meritata sosta ci consente di ammirare la dolce mole del Vigna Soliva. Riprendiamo il cammino seguendo le indicazioni sentieristiche presenti su pannelli in legno e risaliamo i verdi pratoni per poi tuffarci brevemente nel rado bosco sino a quanto, usciti nuovamente all’aperto, ci troveremo difronte lo splendente Lago Spigorel dal quale si innalzano severe le pareti dell’omonima Corna. Seguiamo il sentiero che costeggia la parte est del lago e, risalita con fatica l’ampia conca a tratti ancora innevata, raggiungiamo il sentiero 401 CAI proveniente dalle piste da sci di Lizzola. Pieghiamo a destra mantenendoci lungo il segnavia 401 CAI sino a raggiungere l’ampio vallone detritico che discende dal Pizzo di Petto. Non resta altro che risalire con ampi e faticosi zig zag il versante del Pizzo di Petto sino a raggiungere il tratto attrezzato che adduce all’omonimo passo. Dopo il breve tratto di facili roccette, pieghiamo a destra sino a raggiungere su facili pratoni la vetta del Pizzo di Petto, a quota 2262, dove i panorami, meteo permettendo, spaziano sui vicini monti Barbarossa, Calvera, Vigna Soliva e sui Giganti delle Orobie mentre alle nostre spalle il Ferrante e la Presolana e, più vicino, la nostra prossima meta: il monte Vigna Vaga.

Cristian Riva - Verso la vetta del Monte Vigna Vaga

Riprendiamo il cammino discendendo brevemente sino al Passo di Petto e quindi proseguiamo sul sentiero pianeggiante che sormonta la bellissima Valle Conchetta. Dopo una ventina di minuti di facile cammino, eccoci giunti al Passo di Fontanamora, generalmente innevato anche a stagione inoltrata. In presenza delle indicazioni sentieristiche, pieghiamo a destra verso l’intuibile traccia sentieristica che sormontando la dorsale risale in poco meno di mezz’ora sino alla facile vetta del Monte Vigna Vaga, a quota 2332 metri. Dall’alto il Lago Spigorel pare proprio una perla incastonata nel verde della vallata.

Il lungo ma appagante giro ad anello si conclude discendendo nuovamente sino al Passo di Fontanamora dal quale poi proseguiremo inizialmente verso il Passo degli Omini per poi deviare verso destra in direzione della baita Zuccotto e, più sotto ancora, della visibile baita Bassa di Fontanamora che non raggiungeremo per deviare a nettamente destra sino a raggiungere il bivio per il Lago Spigorel/Sentiero dell’Orso che avevamo incrociato durante la salita. Attraverso la facile mulattiera torniamo quindi al punto di partenza.

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Cristian Riva

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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