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Sui monti con uno zaino

Val Taleggio e la Grotta dei Partigiani

Grotta dei Partigiani Grotta dei Partigiani

Testimone del tempo trascorso, il Corno Zuccone è stato muto spettatore del drammatico epilogo accaduto sul finir del secondo conflitto mondiale quando, a soli quattordici giorni dal termine della guerra, un gruppo di nazifascisti mosso da animo rabbioso e vendicativo e condotto alla Grotta dalle infami informazioni di alcuni traditori, fu responsabile della crudele morte dei partigiani Giulio Bellaviti di Pizzino e Virgilio Arnoldi di Sottochiesa.

Ora come allora, il Corno Zuccone è testimone silenzioso. Osserva dall’alto la mia escursione e con la fitta boscaglia dei suoi scoscesi versanti pare voglia nascondere quel vergognoso assassinio e quella triste pagina di Storia scomoda all’Italia; ora come allora ne cela l’ingrato sentiero o, meglio, quella flebile traccia sormontata dalla selvaggia vegetazione che si allunga, parallela al torrente Salzana, sino a quell’ombroso anfiteatro che ricorda l’ambientazione del classico film d’avventura “Viaggio al centro della Terra”. Al suo culmine la grotta dei Partigiani, un luogo selvaggio e suggestivo, un luogo di Memoria e di Storia dove il silenzio è rotto dal solo scrosciare della cascata che nel corso del tempo ha scavato, lungo la stretta e profonda forra, la nuda roccia oggi ben levigata e sagomata dalla forza dell’acqua.

Informazioni sintetiche

Data dell'escursione 19 Luglio 2016
Località di partenza Taleggio, località Pizzino
Sentieri utilizzati 155 CAI (solo sino al Santuario di Salzana)
Tempi di percorrenza 1 ora circa
Altitudine massima 945 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà E (Escursionistico)
Acqua sul percorso No
Note Il sentiero non è sempre ben visibile e non è indicato

 

Descrizione itinerario

Lasciata l’autovettura nell’ampio parcheggio sterrato posto appena prima della chiesa parrocchiale di Pizzino di Taleggio, imbocchiamo la via pedonale contrassegnata come Sentiero Caravet e seguiamo le indicazioni per il Santuario di Salzana. Il percorso si addentra tra alcune abitazione e, fiancheggiata la fontana posta a sinistra, si inserisce sulla stretta mulattiere del segnavia 155 CAI che, in leggera discesa, raggiungere il caratteristico Santuario di Salzana (…circa 10 minuti dalla partenza).

Abbandonato il sentiero che prosegue diritto verso la località Fraggio, pieghiamo a sinistra verso il Santuario ma, appena prima di raggiungerlo, pieghiamo nettamente a sinistra imboccando la stradetta pedonale che discende sino ad incrociare una sterrata. Raggiunta quest’ultima, seguiamola verso destra sino a raggiungere un tavolo in legno per il pic-nic.

Poco oltre, abbandonata la sterrata che prosegue diritta, imbocchiamo a sinistra il sentiero che discende nel fitto bosco e velocemente raggiunge il sottostante ponticello in cemento che attraversa il torrente Salzana. Raggiunto il lato opposto del ponticello, proseguiamo lungo il sentiero che, in leggera salita, si inoltra nuovamente nel fitto bosco.

Percorsi pochi metri, all’altezza di un incrocio sentieristico, abbandoniamo il sentiero che prosegue obliquamente verso sinistra e pieghiamo a destra sino ad un grosso masso che riporta la scritta “GROTTA”. Lasciamo la traccia che sale a sinistra e proseguiamo verso destra in un lungo saliscendi che passa alto sopra il torrente Salzana.

Il sentiero sale leggermente e raggiunge infine l’alveo del torrente; alcuni grossi massi frapposti lungo il corso d’acqua ci consentono, magari con l’aiuto delle mani, di guadarlo e di raggiungere il lato opposto dove, poi, il sentiero prosegue in leggera salita sino a raggiungere l’imbocco della Grotta dei Partigiani. Non resterà altro che infilarsi in quell’antro ombroso per scoprire la meravigliosa cascata che si getta al suo interno.

  • Cartina e tracciato GPS

    1.4 km, 00:20:29

  • Album fotografico

  • Note

    I tempi di percorrenza sono indicativi e si riferiscono al percorso di ascesa.

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Cristian Riva

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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