La contrada di Lavina

La contrada di Lavina
Contrada di Lavina

“ C’era una volta… ” verrebbe da dire pensando lontano nel tempo all’antica contrada di Lavina. Allora il borgo era fiorente di vita, un importante crocevia commerciale abitato da decine e decine di famiglie e, spesso, terreno di furiose dispute tra Guelfi e Ghibellini. Oggi di tutto ciò rimane ben poco e Lavina, come tanti altri borghi orobici, sopravvive allo stato di totale abbandono grazie all’intervento e l’impegno – anche economico – di alcuni suoi abitanti, ora giunti ad esser poco meno di una ventina.


Rimangono spicchi di storia lasciati impressi su rocce incise ed alcune antiche costruzioni che a fatica sopravvivono al tempo oppure nel ricordo di chi, per sua fortuna, si è trovato erede della storia di questi luoghi tramandatagli da nonni e bisnonni. Come il signor Marenzi, per esempio, uno degli abitanti di Lavina, che con un po’ di amarezza ha raccontato dello stato di abbandono di molti edifici dell’antico borgo, dell’antica chiesetta dedicata all’Annunciazione di Maria Vergine, del ponte dei Senesi, di quei locali un tempo adibiti a stalle che non vedono un animale ormai da anni ma la cui pietra liscia che compone la pavimentazione svela chiaramente il gran via vai di bestie di un tempo. L’antico stemma degli Arrigoni posto sull’allora casa del Pretore dello Stato di Milano, oppure la particolare fontana a due fonti: una per l’abbeverata delle mucche e l’altra per l’acqua potabile e come lavatoio. Oppure ancora l’antica insegna, oggi appena visibile sul muro di una stalla, che indicava l’inizio dell’abitato di Lavina e sotto la quale il distacco dei calcinacci ha rivelato la data del 1760 incisa su una pietra. La contrada di Lavina è solo il punto di partenza di questa particolare escursione che, attraverso un incantevole percorso a fil d’acqua, raggiunge le spettacolari sorgenti del torrente Enna. Già basterebbe però a farne meta per una visita dal sapore storico che racconta parecchio del nostro passato nella speranza che come ogni favola che comincia con “ c’era una volta ” possa avere ancora un lieto fine.

Gallery fotografica

Scheda sintetica

Data dell’escursione 31 ottobre 2012
Località di partenza Vedeseta, contrada di Lavina
Altitudine  665 metri
Note Nessuna

 

Cristian

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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