Laghi di Cardeto ad anello

Laghi di Cardeto ad anello

Disteso nei prati a poche decine di metri dalla baita CardetoFlavio Rodigari”, osservo, stanco ma soddisfatto, quest’ampia conca alpina che, al cospetto della piramide del monte Madonnino, abbraccia gelosa i tre laghi alpini che punteggiano quest’angolo di paradiso orobico.

Volgendo lo sguardo tutt’attorno, punto il dito indice disegnando nell’aria il bucolico anello appena compiuto: rivedo il lago basso, quello di mezzo e quello alto lasciato alle spalle poco prima mentre, sul quello stesso disegno immaginario, si accavallano i tanti sentieri percorsi che questo panoramico prato alpino mi consente di ricordare: il sentiero che passa alto sulla Costa d’Agnone oppure quello proveniente dal passo Portula e, più in lontananza, il sentiero verso il Pizzo Recastello ed il Pizzo Tre Confini, verso il monte Secco seriano e verso le tantissime altre vette orobiche sinora raggiunte.

Descrizione del percorso

Partenza da Ripa di Gromo dove la segnaletica sentieristica CAI indica la meta delle baite di Cardeto in circa 2 ore. In realtà per compiere il giro dei laghi di Cardeto occorreranno almeno 3 ore di piacevolissima camminata in una delle conche alpine più belle delle nostre Orobie.

Il sentiero, indicato come segnavia 233 CAI, si fa subito moderatamente impegnativo per quanto riguarda la sua pendenza e, lasciate alle spalle le abitazioni di Ripa di Gromo, si alza nella frescura del bosco fiancheggiando un paio di belle baite ristrutturate come la cà di Bernarcc.

All’uscita dal bosco dopo una buona mezz’ora di cammino, la visuale spazia subito sui giganti delle Orobie ed in particolare sul Pizzo Redorta che s’innalza imponente difronte al nostro procedere. Raggiunto ed oltrepassato il bivio che scende a destra verso Gromo San Marino (segnavia 261 CAI), il sentiero spiana la sua pendenza e, poco oltre, raggiunge il cartello sentieristico con l’indicazione per il giro dei laghi.

Abbandoniamo il segnavia 233 CAI che prosegue diritto verso le baite di Cardeto e pieghiamo nettamente a sinistra sino a raggiungere velocemente il primo dei nostri laghi alpini, il lago basso di Cardeto a quota 1708 metri di altitudine. Alla testata dell’ampio pianoro pascolivo troviamo il monte Madonnino, il monte Reseda e l’imponente mole del monte Grabiasca.

Proseguiamo fiancheggiano il lago e risaliamo alle sue spalle sino a raggiungere il secondo specchio d’acqua, il lago di mezzo di Cardeto a quota 1798 metri di altitudine. Da quest’altro balcone il panorama spazia sul sottostante pianoro e sull’immensità di questo paradiso alpino.

Laghi di Cardeto
Escursione ai laghi di Cardeto: il Lago Basso di Cardeto (nella foto sopra)

Riprendiamo il cammino e con moderata pendenza ecco raggiunto il terzo lago alpino, quello alto di Cardeto, a quota 1862 metri di altitudine, circondato in questa stagione da un’infinità di crocus bianchi e violetti.

Il sentiero prosegue con una breve impennata per poi continuare piuttosto pianeggiante, sino alla baita di Cardeto Alta e quindi discende verso la baita Cardeto di MezzoFlavio Rodigari” dove la sosta è d’obbligo.

Laghi di Cardeto
Escursione ai laghi di Cardeto: la baita Cardeto “Flavio Rodigari” (nella foto sopra)

Per il ritorno non resterà altro che proseguire sino a riprendere il sentiero percorso nella salita.

Gallery fotografica

Tracciato GPS
Download file: 20200525-laghi-cardeto.gpx
Scheda sintetica
Località di partenza Gromo, frazione Ripa
Sentieri utilizzati 233 CAI
Tempi medi di percorrenza 5 ore circa (ad anello)
Altitudine raggiunta 1862 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà E (Escursionismo)
Note Nulla

 

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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