Anello Alpe Oro

Anello Alpe Oro

La mulattiera inforca sinuosi e comodi tornanti che, passo dopo passo, nell’infittirsi del bosco di conifere, mi allontanano dalla località Pian del Lupo, punto di partenza di questa panoramica escursione.

Un’infinità di piedi, alternandosi l’un con l’altro, hanno calpestato questa mulattiera, a tratti sterrata, a tratti erbosa oppure fittamente ricoperta di aghi di pino. Furono i piedi dei mercanti ma anche degli eserciti che saccheggiarono ed impoverirono la Valtellina. Furono i piedi dell’Arciprete Nicolò Rusca che, rapito da soldati svizzeri, fu condotto – attraverso il Passo del Muretto – in Engadina dove morì sotto tortura. A lui è intitolato il sentiero che da Sondrio risale l’alta Valle del Muretto, sino all’omonimo valico che si affaccia sulle Alpi Retiche svizzere.

Oggi, ultimi e certamente meno importanti, anche i miei piedi possono calcare questa storica via, almeno sino al bivio per il Passo del Muretto dove la breve deviazione a destra mi consentirà di raggiungere l’Alpe dell’Oro, spettacolare balcone sul Bernina, e giro di boa di quest’anello escursionistico che si sviluppa all’estrema propaggine della Valmalenco e che toccherà, dopo un lungo traversone in quota, anche un altro bellissimo alpeggio, quello dell’Alpe Fora, sovrastato dall’imponente Pizzo Tremoggia.

Descrizione del percorso

Lasciata l’autovettura al termine del paese di Chiareggio, seguendo le indicazioni sentieristiche poste su un cartello a margine della carreggiata, imbocchiamo la strada asfaltata che pian piano abbandona le ultime abitazione e, poi sterrata, si inserisce nel bel bosco di conifere.

La salita non è mai troppo faticosa e l’ampio panorama che si apre osservando a sinistra l’ampia Val Sissone, con la bianca mole del monte Disgrazia che la predomina, allieta quei pochi tratti di maggior pendenza.

Proseguiamo risalendo gli ampi tornanti del sentiero 304, calcando lo stesso percorso che conduce al Passo del Muretto, sin quando la sterrata incrocia il bivio sentieristico che a sinistra volge verso quest’ultimo storico valico alpino. Proseguiamo a destra ed in breve ecco raggiunto l’ampio balcone panoramico sul quale poggia, baciato dal sole, l’Alpe dell’Oro, a circa duemilametri di quota.

Anello Alpe Oro
Escursione ad anello tra l’Alpe Oro e l’Alpe Fora, partendo da Chiareggio in Valmalenco.

La sosta è d’obbligo! Questo naturale terrazzo alpino, presso le cui baite nel periodo estivo è possibile acquistare formaggi freschi, regala uno strepitoso panorama sulle cime della Valle del Ventina e della Val Sissone, dal Pizzo Cassandra al gruppo del Disgrazia.

L’anello escursionistico prosegue alla volta dell’Alpe Fora. Pertanto, ripartiti dopo la sosta, lasciamo a sinistra le sparpagliate baite alpestri e, in corrispondenza delle indicazioni sentieristiche, imbocchiamo verso destra il segnavia 301 CAI con direzione dei Piani di Fora e dell’omonimo alpeggio.

Il sentiero prosegue con un lungo traversone in quota che, rimanendo quasi sempre in falsopiano, ci consente, in un’ora e mezza di facile camminata, di raggiungere l’Alpe Fora, altro balcone panoramico su quest’angolo della Val Malenco, posta a 2053 metri di altitudine.

Il percorso ad anello si conclude imboccando il sottostante segnavia 301 CAI che in poco meno di un’ora ci condurrà sino alla località La Corte di Chiareggio dalla quale, imboccando a destra la strada asfaltata, faremo velocemente ritorno al punto di partenza.

Gallery fotografica

Tracciato GPS
Download file: 20170421-alpe-oro.gpx
Scheda sintetica
Località di partenza: Chiareggio
Sentieri utilizzati: 301 – 304 CAI
Tempi medi di percorrenza: 1 ora e mezza circa (Alpe dell’Oro)
Altitudine raggiunta: 2053 metri (Alpe Fora)
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà: E (Escursionistico)
Note Tempi di percorrenza del percorso di ascesa

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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