Piz Casuce e Monte Resverde

Piz Casuce e Monte Resverde

Due facce della stessa medaglia, anzi, due cime della stessa montagna! Il Piz delle Casuce ed il Monte Resverde segnano gli estremi della medesima dentellata dorsale che dal Passo di Varadega si allunga sino al Passo del Mortirolo regalando, come spesso capita a queste cime poco conosciute e di second’ordine, infiniti panorami a tutto tondo.

Descrizione del percorso

Saliamo da Monno verso il Passo del Mortirolo e, appena prima di raggiungere il valico stradale, in corrispondenza dell’albergo Mortirolo, imbocchiamo a destra la strada che prosegue verso la Val Varadega; dopo nemmeno un paio di chilometri, all’altezza di un ampio tornante, lasciamo l’autovettura a margine della strada ed imbocchiamo a sinistra il “sentiero per la croce”.

Proseguiamo in leggera salita, sino al soprastante bivio sentieristico che prosegue a destra verso la croce. Tralasciamo per un attimo questa deviazione e proseguiamo diritti per una breve divagazione; poco oltre, infatti, troviamo la baita che contraddistingue il vero passo Mortirolo.

Ritorniamo sui nostri passi e torniamo sino al precedente bivio per la croce; pieghiamo a sinistra risalendo il sentiero che si addentra nella vegetazione alpina ricca di pini mughi.

La pendenza è sempre moderata, il sentiero spiana e si allunga con leggeri saliscendi passando tra la folta vegetazione di pini mughi e aghifoglie. Dopo uno stretto semicerchio a destra, riprendiamo a salire con maggior pendenza sino ad un’ampia zona erbosa dalla quale cominciano una serie di zig-zag che molto velocemente ci fanno prendere quota proiettandoci in una zona più aperta e severa; il sentiero inasprisce la sua pendenza e risale il ripido versante del Piz delle Casuce.

Seguiamo i bolli rossi che si alternano tra ciuffi d’erba e lingue di macereti; appena sotto la croce un breve tratto meno ripido ci consente di riprendere fiato. Radunate le forze, proseguiamo lungo il sentiero che ora inasprisce la sua pendenza e con un ultimo sforzo raggiungiamo la vetta del Piz delle Casuce e la bella croce panoramica.

Piz Casuce e Monte Resverde
Piz Casuce e Monte Resverde | ph. Cristian RIVA

Basta girar su se stessi per infilare una dietro l’altra le cime di Valcamonica; troviamo il monte Cadì, il Monte Pagano, la Cima di Grom, il Varadega, le cime dell’Adamello e, più vicina la nostra prossima meta, il Monte Resverde. È possibile individuarla girando le spalle alla croce del Piz delle Casuce: sul fondo, verso nord, si vedono tre cimette alternarsi in un susseguirsi di saliscendi; l’ultima a destra è la punta del Monte Resverde.

Si sale a occhio per la via più intuitiva, senza percorsi obbligati. In meno di mezz’ora la cima ed il suo omino di pietre sono conquistati! Ci troviamo a quota 2349 metri di altitudine.

Dopo la meritata sosta, percorriamo a ritroso la salita al Monte Resverde, sino al sentiero bollato di rosso che conduce al Piz delle Casuce. Un bel pezzo prima di raggiungere la vetta, imbocchiamo a sinistra la traccia che scende molto ripida sul versante opposto, verso le sottostanti Case del Comune.

Prestando la dovuta attenzione ad alcuni punti veramente ripidi e scivolosi, attraversiamo un breve tratto attrezzato con catene e proseguiamo lungo il sentiero che si abbassa molto velocemente sino alla Casella del Comune. Ora non resta che proseguire lungo la sterrata che raggiunge la sottostante strada asfaltata; pieghiamo a destra e percorriamo gli ultimi due chilometri che ci dividono dal punto di partenza.

Gallery fotografica

Tracciato GPS
Download file: 20220817 - piz casuce e resverde.gpx
Scheda sintetica
Località di partenza Monno, strada verso il Passo Mortirolo
Sentieri utilizzati Non indicato
Tempi medi di percorrenza 3 ore (anello)
Altitudine raggiunta 2374 metri (Monte Resverde)
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà EE
Note Nulla

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *