Punta del Venerocolo

Punta del Venerocolo

Tutto qui sopravvive e resiste in quel fragile equilibrio che è l’ago della bilancia fra la vita e la morte! A cominciare dalla sterrata che da Temù sale ripida e tortuosa sino a Malga Caldea, aggrappandosi a fatica sugli scoscesi versanti boschivi. In fragile equilibrio sono anche le pietre di granito che ricoprono il tratto di sentiero che dal rifugio Garibaldi raggiunge la Punta del Venerocolo; via via sempre più grandi formano gradini e poi gradoni che si offrono instabili e traballanti al piede dell’escursionista.

E, purtroppo, anche le vedrette del Pisgana e del Pian di Neve, che dalla vetta si mostrano in tutta la loro straordinaria bellezza, vivono oggi quel fragile equilibrio che ne deciderà le sorti del loro domani.

Descrizione del percorso

Partenza da Malga Caldea dove, lasciata l’autovettura in uno dei pochi spazi presenti davanti all’alpeggio, imbocchiamo la sterrata che, con numerosi tornanti, sale nel bosco sino a raggiungere le case dei custodi dell’Enel dove troviamo anche il primo sbarramento artificiale, quello del lago d’Avio.

Proseguiamo lungo la sterrata che, ora pianeggiante, fiancheggia il lago d’Avio superiore e raggiunge la Malga di Mezzo ubicata all’altezza dello sbarramento del terzo bacino artificiale, quello del lago Benedetto.

La sterrata rimane alta rispetto al bacino di Lago Benedetto; prima di raggiungerne l’estremo opposto, pieghiamo a destra imboccando il sentiero che sale fiancheggiando una fragorosa cascata e arriva sino al pianoro soprastante dove è dolcemente adagiata Malga Lavedole.

Tutt’attorno fanno capolino le alte vette di Valcamonica a cominciare dall’Adamello, dominatore incontrastato di questo anfiteatro montano. Attraversato il torrente, risaliamo il ripido e faticoso calvario percorrendo la storica mulattiera militare della Grande Guerra; raggiunta la diga della Val Venerocolo, fiancheggiamo la chiesetta dedicata ai Caduti e, poco oltre, il Rifugio Garibaldi, a quota 2553 metri di altitudine (circa 3 ore da Malga Caldea).

Dopo la meritata sosta, facciamo un passo indietro e, appena prima del Rifugio Garibaldi, imbocchiamo il sentiero n. 42 che sale alle sue spalle con moderata pendenza e si allunga nell’ampio vallone detritico.

L’estesa pietraia di massi di granito rallenta il nostro passo e ci costringe ad avanzare con attenzione, obbligandoci anche all’uso delle mani; il sudore che scende copioso sul viso ed il respiro sempre più corto ed affannoso ci fanno compagnia nelle numerose soste in bilico su massi di granito mentre diveniamo sempre più piccoli difronte all’immensità della vallata; pian piano si fa sempre più vicina ed evidente la nostra meta, Punta del Venerocolo.

Punta del Venerocolo
Punta Venerocolo | ph. credit Cristian RIVA

Dopo ben due ore di faticosa salita, ecco raggiunto il Passo del Venerocolo, a quota 3136 metri di altitudine, oltre il quale la vista spazia sull’immensa vedretta del Pisgana. La severità e la bellezza di questo luogo basterebbero a concludere l’escursione ma, difficile rinunciare a quella ventina di minuti che ci dividono dalla vetta di Punta del Venerocolo che si alza alla nostra destra e che ci pare di toccare con un dito.

Riprendiamo il cammino salendo la pietraia granitica che scende alla nostra destra; sporadici ometti di pietre disegnano un percorso non obbligato sino ai soprastanti ruderi di baraccamenti della Grande Guerra. Poco oltre, uno stretto passaggio esposto ci obbliga a prestare maggiore attenzione; è questione di pochi metri, dopodichè la dorsale si allarga nuovamente e ci proietta sulla vetta di Punta del Venerocolo, a quota 3323 metri di altitudine. Un paio di ometti in pietre ed una croce in legno ci fanno compagnia mentre tutt’attorno possiamo godere dello spettacolare panorama sul ghiacciaio dell’Adamello, il Pian di Neve, sul versante sud del monte Adamello, su cima Plem mentre a nord troviamo il ghiacciaio del Pisgana ed il monte dei Frati e, sul fondo, il massiccio del Baitone.

Gallery fotografica

Tracciato GPS
Download file: 20220804 - punta del venerocolo.gpx
Scheda sintetica
Località di partenza Temù, Malga Caldea
Sentieri utilizzati Non indicato
Tempi medi di percorrenza 5 ore e mezza (sino a Punta del Venerocolo)
Altitudine raggiunta 3323 metri (Punta del Venerocolo)
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà EE
Note Nulla

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

4 pensieri su “Punta del Venerocolo

  1. Ciao, complimenti per il sito. Volevo segnalarti che il primo lago artificiale che si incontra è il lago d’Avio, e non il lago Aviolo come erroneamente scritto, il quale si trova comunque sempre in Valle Camonica. Grazie.

  2. Ciao, volevo sapere se per raggiungere la meta è necessario l’utilizzo dei ramponi o è possibile farlo anche senza.
    Grazie

    1. Ciao Luca, il giorno della mia escursione nn c’è stato bisogno di ramponi. L’ascesa alla vetta è esposta a sud e nn c’è stato un solo metro nella neve. Penso sia così anche in questo periodo.

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