Alba sul monte Linzone

Alba sul monte Linzone

“ Avete mai assistito ad un’alba sulle montagne? Salire una montagna quando è ancora buio ed aspettare il sorgere del sole. E’ uno spettacolo che nessun’altro mezzo creato dall’uomo vi può dare. Questo è lo spettacolo della natura! Ad un certo momento, prima che il sole esca dall’orizzonte, c’è un fremito. Non è l’aria che si è mossa, è un qualcosa che fa fremere l’erba, che fa fremere le fronde degli alberi attorno, l’aria stessa, ed è un brivido che percorre anche la tua pelle. E’ il brivido della creazione, che il sole ci porta ogni mattina. ” ( Mario Rigoni Stern )

Descrizione del percorso

La montagna sorprende ogni volta e questo è il suo prezioso regalo. Anche una banalissima montagna, come quella del Linzone, regala all’escursionista ogni volta un modo diverso per sorprendersi. Basta veramente poco: percorrere un sentiero diverso da quello utilizzato in precedenza è già un modo diverso di vivere la stessa montagna. Oppure possiamo viverla in momenti diversi della giornata: all’alba, come in questa circostanza, oppure al tramonto; oppure salirne i tortuosi sentieri nel corso delle diverse stagioni, oppure ancora con le più disparate condizioni meteo. La stessa montagna diviene allora un’altra montagna, una montagna che non può che sorprendere per l’ennesima volta.

Forse occorre quel minimo di sacrificio. Attendere l’alba sul monte Linzone vuol dire alzarsi almeno alle quattro di mattina ed imboccare il sentiero ancora immersi nelle tenebre più profonde, quando ancora i nostri occhi fanno fatica ad abbandonare la quiete del sonno notturno. Basta però poco a svegliare quel sonno estivo; la lieve brezza mattutina risveglia per forza! Ed al solo chiarore della frontale non resta altro che risalire il segnavia 571 CAI, mentre nella lontana “bassa” si intravedono le innumerevoli luci giallognole il cui luccicante tremolio illumina strade, paesi e città.

Il sentiero non è mai troppo lungo e raggiunta la dorsale che si prolunga sino alla prima diroccata baita, dalla quale ora possiamo ammirare il santuario della Sacra Famiglia di Nazareth, non resta altro che gettarsi nell’ondulata collina prativa alla nostra destra ed attendere. Attendere quel fremito, ben narrato dalle sagge parole di Mario Rigoni Stern, sino al primo baluginare dietro le lontane montagne, in particolare quelle della rocciosa bastionata dell’Alben. Un bagliore che man mano diviene sempre più accecante. E solo quando non avremo più forza per mirare a quella luce lontana, ecco allora che l’alba volge al termine ed inizia una nuova giornata.

Gallery fotografica

Tracciato GPS
Non disponibile.
Scheda sintetica
Data dell’escursione 27 Luglio 2013
Località di partenza Roncola San Bernardo, cimitero
Sentieri utilizzati 571 CAI
Tempi di percorrenza 1 ora circa
Altitudine massima 1392 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà E (Escursionistico)
Acqua sul percorso No
Note Nulla

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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