Sentiero panoramico dello Zucco

Sentiero panoramico dello Zucco
Monte Zucco - Direttissima | photo credit: Cristian RIVA

È sufficiente appoggiare le spalle alla facciata della vecchia stazione ferroviaria di San Pellegrino Terme e volgere lo sguardo in alto, verso sud ovest, per sorprenderci della maestosità del monte Zucco. Da questa comoda posizione, possiamo solo immaginare ciò che ci aspetta intraprendendo il sentiero panoramico che conduce alla croce di vetta che domina la capitale della Belle Epoque.

Lì, con le spalle al muro, ci vuole poca fantasia nel disegnare il percorso da seguire: dritto per dritto, seguendo la ripidissima dorsale che non concede un attimo di tregua. Anzi, proprio sul finale, quando ai piedi della parete rocciosa pare non ci sia via di fuga, il sentiero riesce ad incattivirsi ancora quel tanto che basta per regalare al percorso panoramico la meritata ciliegina sulla torta.

Descrizione del percorso

Dalla chiesa parrocchiale di San Pellegrino Terme, in corrispondenza della segnaletica sentieristica, imbocchiamo il segnavia CAI 506 che ricalca la via Opel. Passati attraverso le abitazioni, ricalchiamo la pedonale acciottolata che sale sino alla baita degli Alpini, in località Foppette. Poco più sopra, al bivio sentieristico, lasciamo a destra il sentiero che sale attraverso la Val Merlonga (la utilizzeremo in discesa per chiudere l’anello escursionistico) e pieghiamo a sinistra imboccando il segnavia CAI 506A, conosciuto come il “Sentiero panoramico del monte Zucco”.

Ci aspettano adesso quasi 900 metri di dislivello in soli 2 chilometri e mezzo con una pendenza molto molto elevata. Ce ne accorgiamo fin da subito, dopo il primo zig-zag. Il sentiero, infatti, inasprisce la sua pendenza obbligandoci all’uso delle mani in almeno un paio di facili passaggi.

Si sale calcando la panoramica dorsale che ci consente di scorgere, guardando verso il basso, l’abitato di San Pellegrino Terme che velocemente si rimpicciolisce ad ogni passo.

Superato il pannello ripetitore, il sentiero mantiene la sua pendenza e raggiunge tratti rocciosi indicati da bolli rossi, alcuni dei quali si possono bypassare. La fatica è sempre tanta ma più si sale e più il panorama è grandioso!

Giunti ad un certo punto il sentiero spiana e raggiunge una placca rocciosa dalla quale pare non vi sia via d’uscita. Niente paura, il sentiero riprende a salire e raggiunge un altro sperone roccioso che è possibile evitare passando a sinistra. Il consiglio è quello di affrontare la salita attraverso la facile arrampicata che segue i bolli rossi; viceversa, il passaggio a sinistra passa un traverso esposto sopra un canalone scosceso e poi un ripidissimo zig-zag dove non esistono appigli. Oltrepassato questo punto cruciale, si raggiungono un paio di punti obbligati in cui è necessario l’utilizzo delle mani per superare il salto roccioso con facile arrampicata.

Dopo circa due ore di fatica, il sentiero sbuca sul prato adiacente all’alta croce di vetta del monte Zucco che con i suoi 1232 metri di altitudine è un eccellente balcone panoramico sulle più alte cime brembane.

Per la discesa non resta altro che seguire il sentiero CAI 506 che scende dal versante opposto e raggiunge il bivio per Sussia, a sinistra. Noi prendiamo a destra e scendiamo attraverso la bellissima Val Merlonga. Inizialmente molto scosceso, il sentiero placa poi la sua pendenza e raggiunge infine la baita degli Alpini di località Foppette e, quindi, il punto di partenza.

Gallery fotografica

Tracciato GPS
Download file: 20220202 - zucco direttissima.gpx
Scheda sintetica
Località di partenza San Pellegrino Terme
Sentieri utilizzati 506506A CAI
Tempi medi di percorrenza 2 ore e mezza circa al monte Zucco
Altitudine raggiunta 1232 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà EE
Note Evitare la discesa dal sentiero CAI 506A
Cristian

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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