Passo San Marco da Caprile

Passo San Marco da Caprile
Passo San Marco da Caprile | photocredit: Cristian RIVA

Quando pensi, dopo anni di scarpinate sui monti, di conoscere le Orobie come le tue tasche, ecco che scopri un anello escursionistico in luoghi mai visti, di quelli che lasciano a bocca aperta ad ogni passo.

Antichi borghi che sono stati l’ultimo presidio per il viandante che attraverso la Via Mercatorum affrontava l’impervia salita al valico di San Marco; la stessa Via Mercatorum, antenata della Via Priula; l’imponente diga di Alto Mora con l’emozionante attraversamento del fosco cunicolo; i ricchi pascoli dell’alpe Cantedoldo e Gambetta dai quali la vista si perde tra le cime orobiche; infine, il neonato rifugio Cantedoldo, inaugurato nel giugno 2021. Sono solo alcuni dei motivi per i quali vale la pena prendere in considerazione l’idea di pianificare questo lungo, anzi lunghissimo anello escursionistico.

Descrizione del percorso

Lasciata l’autovettura nel parcheggio antistante l’antico Oratorio di San Rocco in Caprile Superiore, al termine di via Taleggio, imbocchiamo il sentiero con direzione verso il Passo San Marco (indicato in 4 ore di cammino). Il sentiero si immerge nella fitta faggeta. Lasciata a sinistra la prosecuzione verso il monte Mincucco e, appena dopo, la traccia che scende a destra, proseguiamo diritti sino al breve tratto in discesa che si congiunge con la sterrata proveniente da Caprile Inferiore.

Seguiamo la sterrata verso sinistra ma, subito dopo, in corrispondenza delle indicazioni sentieristiche, saliamo obliquamente a sinistra imboccando il segnavia CAI 110. Il sentiero alterna tratti più o meno ripidi a zone aperte oppure boschive mentre pian piano si fa strada tra gli strapiombi alla nostra destra ed i versanti scoscesi alla nostra sinistra. Lo scrosciante torrente Valmora è il sottofondo che ci farà compagnia per un bel tratto.

Dopo un’ora di cammino, usciamo dal bosco. Ci troviamo in località Ponte dell’Acqua, a 1250 metri di altitudine. Dando un’occhiata tutt’attorno, pare che la montagna ci abbia circondati senza lasciare alcuna via di scampo. Vedremo dove il sentiero riuscirà ad infilarsi.

Si sale tenendo la sinistra orografica del torrente Valmora e con numerosi zig-zag si supera la bastionata rocciosa che sembrava averci chiuso la strada. Poco più sopra il sentiero raggiunge la diga di Alto Mora.

Passo San Marco da Caprile
Passo San Marco da Caprile | photocredit: Cristian RIVA

Continuiamo lungo il segnavia CAI 110 che, dopo aver fiancheggiato la casa del custode della diga, s’infila nel fosco cunicolo attraversando il gigantesco muraglione in cemento armato di Alto Mora. Usciti dal lato opposto, risaliamo alcuni gradini sino a raggiungere la destra orografica del Lago di Valmora. Il panorama che si apre difronte ai nostri occhi è davvero spettacolare!

Seguiamo la strada consortile sino a raggiungere le soprastanti baite d’alpeggio e, più sopra, la Cantoniera San Marco. Ora su segnavia CAI 101, risaliamo alle spalle della Cantoniera ed in venti minuti ecco raggiunto il passo San Marco.

Dal valico prendiamo la provinciale che scende verso in territorio brembano, sino a raggiungere il rifugio San Marco 2000. Scendiamo ancora, sino al terzo tornante; in corrispondenza dell’alpeggio Cola di Ancogno Vago seguiamo la direzione del Dosso Gambetta e dell’Alpe Cantedoldo.

Passo San Marco da Caprile
Passo San Marco da Caprile | photocredit: Cristian RIVA

Con un lungo traversone panoramico passiamo sotto i dolci versanti del monte Montu. Raggiunto il grande abbeveratoio, seguiamo le indicazioni e scendiamo a sinistra sino alla sottostante Casera Gambetta.

Il sentiero segue ora la direzione della Variante di Valmoresca, segnavia CAI 133, e s’infila nel bosco ricalcando in discesa un largo tratturo. Proseguiamo nel lungo traversone che raggiunge la zona pascoliva sulla quale cappeggiano alpeggi e baite e con ampio semicerchio raggiungiamo il rifugio Cantedoldo.

Alcuni bolli bianco rossi segnano la nostra via all’interno del bosco dove il sentiero scende a tratti molto ripido e raggiunge il pulpito panoramico a 940 metri di quota. Scendiamo ancora un tratto e, lasciata a sinistra la direzione per Averara, pieghiamo a destra per Valmoresca. Il sentiero è ripido e stretto ma poi spina in corrispondenza della bella baita di località Piazza Selva. Proseguiamo verso destra nel bel bosco di faggi e dopo un tratto pianeggiante scendiamo a sinistra (bolli rossi) sino alla strada bitumata. Seguiamola verso sinistra sino al borgo di Valmoresca.

Prendiamo la strada che scende e con qualche tornante arriva ad un bivio stradale: saliamo a destra in via Caprile Inferiore; seguiamo la strada in salita e dopo una prima curva a destra la abbandoniamo per imboccare il sentiero che sale a sinistra e brevemente raggiunge il borgo di Caprile Inferiore.

Attraversato il bellissimo borgo che merita un’accurata visita, risaliamo a sinistra oltre l’arco in pietre: direzione verso Caprile Superiore. Il sentiero sale abbastanza ripido e raggiunge un cumulo di pietre alla nostra sinistra; abbandoniamo il sentiero che prosegue diritto e pieghiamo a sinistra percorrendo un breve tratto ripido che ci congiunge al primo tratto del percorso di salita. In breve, basterà a sinistra e raggiungere Caprile Superiore.

Gallery fotografica

Tracciato GPS
Download file: 20220111 - passo san marco da caprile.gpx
Scheda sintetica
Località di partenza Santa Brigida, frazione Caprile Superiore
Sentieri utilizzati 110101133 CAI
Tempi medi di percorrenza 7 ore circa (anello)
Altitudine raggiunta 2040 metri (Passo San Marco)
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà E
Note Nulla
Cristian

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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