Alpe Veglia ad anello

Alpe Veglia ad anello

Esattamente un anno fa, su questi sentieri della val d’Ossola, l’anticipo d’inverno aveva mandato all’aria la mia escursione verso l’Alpe Veglia. Allora, la coltre bianca aveva ricoperto la parte alta del percorso e, come in uno spettacolo che si conclude, il sipario si era chiuso al confine tra larici infuocati e l’inverno che pian piano scendeva verso valle.

Oggi, la spruzzata di neve dei giorni scorsi copre a malapena le alte cime di quest’angolo di paradiso e la montagna, finalmente, si concede in tutta la sua bellezza lasciandosi conquistare in questo lungo anello autunnale che mi accompagna, dolcemente, all’interno di una bella favola che ha come protagonisti il re Leone, il lago delle Fate e quello delle Streghe.

Descrizione del percorso

Partenza da Ponte Campo, località appena oltre San Domenico in frazione di Varzo, dove, lasciata l’autovettura nell’ampio parcheggio erboso al modico prezzo di 3,00 euro al giorno, oltrepassiamo il ponte sul torrente Cairasca ed imbocchiamo a destra il ripido sentiero che poco più in alto raggiunge la strada bitumata che volge verso l’Alpe Veglia.

Seguiamo a destra la comoda ma faticosa strada bitumata che alterna tratti di normale salita a vere e faticose impennate; pian piano e con alcuni dolci tornanti, la strada raggiunge la località Groppallo, dove gran parte del dislivello è stato ormai superato.

Restando alti sopra la forra scavata dal torrente Cairasca, raggiungiamo in falsopiano quella che pare la soglia verso un’altra dimensione: due alti tronchi chiudono il muretto in pietre ed evidenziano l’accesso a quello che appare tutto un altro mondo, il paradiso dell’Alpe Veglia. La fatica è ormai solo un lontano ricordo!

Chiesetta Alpe Veglia
Ingresso all’Alpe Veglia (photo credit: Cristian RIVA)

Lasciamo a destra il sentiero F99 e proseguiamo diritti sino a raggiungere il bellissimo ponticello in pietra che attraversa lo scrosciante torrente; tutto appare come in un bel dipinto di Segantini ma è solo volgendo lo sguardo alla nostra sinistra che l’immenso stupore ci lascerà a bocca aperta: il re Leone, il monte che sorveglia dall’alto tutto la piana di Veglia, nella sua veste invernale si alza imponente e severo oltre le punte di larici ingialliti. Uno spettacolo dal quale è difficile allontanarsi!

Riprendiamo il cammino e, attraversato il ponticello, raggiungiamo il bivio sentieristico: a destra il sentiero prosegue brevemente verso il rifugio Città di Arona (…lo utilizzeremo al ritorno dal giro ad anello); noi prendiamo a sinistra e proseguiamo verso il lago delle Streghe.

Raggiunta la graziosa chiesetta, pieghiamo nettamente a sinistra e raggiungiamo il bellissimo borgo di Cianciavero, alle cui spalle si alza la placca rocciosa del monte Leone.

Chiesetta Alpe Veglia
Chiesetta Alpe Veglia (photo credit: Cristian RIVA)

Dopo esserci addentrati tra le caratteristiche baite dal tetto in pietra, riprendiamo il cammino e proseguiamo verso il Lago delle Streghe. Il sentiero in leggera discesa raggiunge l’Alpe Aione e prosegue alle spalle di quest’ultima in leggera salita, sino a raggiungere il coloratissimo laghetto alpino;

Seguendo il sentiero di destra, ci addentriamo nel fitto bosco di larici ed in leggera discesa raggiungiamo la seconda perla dell’Alpe Veglia, il bellissimo Lago delle Fate che aggiriamo sulla riva sinistra prima di scendere verso la piana erbosa dell’Alpe Veglia.

Il sentiero raggiunge quindi l’ex albergo Alpino e successivamente, con ampio semicerchio al limitare della piana di Veglia, il rifugio Città di Arona dal quale, ormai molto facilmente, sarà possibile fare ritorno al punto di partenza, non prima di aver visitato la bellissima cascata del rio Frua.

Gallery fotografica

Tracciato GPS
Download file: 20201017 - alpe veglia.gpx
Scheda sintetica
Località di partenza Varzo, località Ponte Campo
Sentieri utilizzati Non indicato
Tempi medi di percorrenza 6 ore circa (ad anello)
Altitudine raggiunta 1976 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà E
Note Nulla

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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