Ciaspolata sul Monte Campagano

Ciaspolata sul Monte Campagano

Io la mia fetta di panettone prenatalizia me la sono presa! Naturalmente parlo di montagna ed in questo caso il panettone è proprio il Monte Campagano che, completamente imbiancato (non di zucchero a velo, purtroppo), si presenta con la sua vetta appiattita e dai margini addolciti, tanto da assomigliare proprio al dolce natalizio che auguro a tutti di assaggiare in compagnia di familiari ed amici.

Descrizione del percorso

Parcheggiata l’autovettura a Valcanale, qualche centinaio di metri oltre il laghetto a monte del paese, imbocchiamo il sentiero che diparte sulla destra, proprio all’altezza delle indicazioni sentieristiche per la Forcella Zulino. E’ il segnavia 265 CAI che, entrando immediatamente nel fitto bosco, sale con decisione sino a raggiungere, dopo poco meno di un’oretta di cammino, l’incrocio con il segnavia 265A. Tralasciate le indicazioni per il rifugio Alpe Corte (a sinistra) si continua verso destra sino all’uscita dalla zona boschiva dove, tra splendidi prati ora parzialmente innevati, troviamo la Baita Bassa Zulino, a quota 1441 metri. Uno sguardo verso destra ed ecco che imponenti si alzano i contrafforti del Monte Secco.

Lasciata alle spalle la graziosa baita Bassa Zulino, continuiamo ancora per un breve tratto pianeggiante per poi risalire verso sinistra il ripido costone erboso che porta, in breve, a raggiungere una pozza abbeveratoio per animali, con bella vista sul Corno Branchino, e, proseguendo verso destra, alla Baita Zulino di Mezzo, a quota 1600 metri.

Ciaspolata sul monte Campagano
Ciaspolata sul monte Campagano

Riprendiamo il cammino lasciando a destra la baita per risalire, con ampi zig zag, la zona di rado bosco al termine della quale troviamo la Forcella Zulino. La zona, ora più aperta, ci consente di ammirare anche il versante opposto della montagna, quello della Val Sanguigno mentre a est svetta elegante la Presolana.

Raggiunta in breve la vicina Baita Zulino Alta (quota 1759 metri) ed indossate le ciaspole, proseguiamo verso la zona di pini mughi presente alle spalle della baita stessa. In genere è consigliabile utilizzare la traccia di altri ciaspolatori ed escursionisti che prima di noi, con fatica, hanno creato una via sicura che si snoda tra pini mughi piegati dal peso della neve e alcuni, più tosti, che invece vincono quel peso sbucando all’esterno vittoriosi.

Superato il tratto dei pini mughi, si raggiunge la dorsale che conduce alla cresta del Campagano. E’ forse il tratto più ripido dell’intero percorso ed occorre affrontarlo con tutta calma facendo stretti zig zag che risalgono sino a raggiungere la parte culminante dove ci troveremo proiettati sul resto del percorso: un tratto di cresta, a volte piuttosto stretta, che è necessario compiere con attenzione.

Terminata la cresta, con un ultimo breve tratto in leggera salita, eccoci giunti sul panettone Campagano: un’enorme distesa pianeggiante messa ancor più in risalto dal manto nevoso che la ricopre interamente. Non resta altro che percorrere questa immensa pianura sino all’estremità opposta dalla quale, poi, osservare a trecentosessanta gradi tutte le cime, alcune ben più alte di quella in cui ci troviamo, che tutt’attorno si alzano imponenti. Spettacolare il ritorno verso la baita Zulino Alta che riserva all’escursionista un quadro orobico d’autore con protagonista la Presolana, veramente Regina tra le Orobie.

Gallery fotografica

Tracciato GPS
Non disponibile
Scheda sintetica
Data dell’escursione 6 Dicembre 2012
Località di partenza Ardesio, frazione Valcanale
Sentieri utilizzati 265 CAI
Tempi di percorrenza 2 ore e mezza circa
Altitudine massima 2053 metri
Attrezzatura Da escursionismo + ciaspole
Difficoltà EAI (Escursionismo in Ambiente Innevato)
Acqua sul percorso Si, alla baita Zulino Bassa
Note Escursione invernale

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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