Monte Foldone con Pizzo Cerro e Castello Regina

Monte Foldone con Pizzo Cerro e Castello Regina

Proprio come le ciliegie: una tira l’altra! La salita al Pizzo Cerro, al Castello Regina ed infine sul Monte Foldone sono un ghiotto concatenamento di facili cime che, a scavalco tra la valle Brembilla e la Valle Brembana, seppur nell’intervallarsi di qualche faticoso saliscendi, regala un susseguirsi di panorami per tutto il suo lungo sviluppo.

E, proprio come per le ciliegie, appunto, una cima tira l’altra!

Descrizione del percorso

Il lungo giro ad anello prende il via dall’antico borgo di Catremerio, raggiungibile salendo da Zogno oppure da Brembilla, la cui visita, ad inizio o termine escursione, è una tappa obbligata per tutti: per chi desidera riscoprire le tipiche abitazioni contadine del settecento con i caratteristici ballatoi in legno che collegavano i vari caseggiati e le stanze a “silter” che, a piano terra, erano un tempo adibite a stalle. Ma anche per chi è solamente curioso di scoprire uno dei borghi più belli e panoramici della Val Brembilla, cullato nel silenzio dei quasi mille metri di altitudine e nel bel mezzo del verde di prati e zone boschive.

Proprio nei pressi della chiesetta di San Gaetano, ove è possibile lasciare l’autovettura, si diramano due sentieri: il segnavia 595 CAI, che verso sinistra porta velocemente al Pizzo Cerro, ed il segnavia 592 CAI che, verso destra, disegna un giro più ampio pur raggiungendo la medesima meta del Pizzo Cerro. Scegliamo quest’ultimo e, risalito il primo tratto di malagevole sentiero pietroso, proseguiamo sino al bivio per il Monte Zucco (…presso il Passo del Fo’) che lasceremo a destra per piegare nettamente a sinistra.

Il sentiero, che sino al bivio si era sviluppato con moderata pendenza, prosegue ora in falsopiano e regala ampi panorami sulla vallata. Poco oltre, evitata la deviazione a destra per San Pellegrino e raggiunte le poche baite, pieghiamo a sinistra e proseguiamo a monte degli splendidi prati di Sussia Alta.

Raggiunta la Cappella del Grosnello, proseguiamo diritti lungo il segnavia 592 CAI che, molto comodamente, dopo il passaggio nel fitto del bosco, esce all’aperto presso il Roccolo Spadì. Dopo un ultimo strappo, lasciata a destra la deviazione per il Monte Foldone (…che utilizzeremo per il ritorno), il sentiero infila una serie di zig zag ed infine, dopo aver svoltato a sinistra al bivio sentieristico presso il quale faremo ritorno per il proseguimento dell’escursione, raggiunge il Rifugio Lupi di Brembilla. Poco oltre, in corrispondenza della bella cappelletta, la cima del Pizzo Cerro, a quota 1285 metri di altitudine.

Nonostante la modesta altitudine, il Pizzo Cerro non delude di certo quando si tratta di regalare panorami: Dal Monte Zucco, ai cui piedi si intravedono Catremerio e Sant’Antonio Abbandonato, al Monte Corno per passare, seguendo verso destra, al Castello Regina, al Sornadello ed al Monte Foldone, la nostra meta.

Riprendiamo il cammino facendo ritorno al bivio sentieristico che, appena prima, ci aveva condotto al Rifugio Lupi di Brembilla. A destra si discende nuovamente lungo il sentiero di salita; noi pieghiamo a sinistra ed alle prossime indicazioni, tralasciata la traccia che scende a sinistra verso Cavaglia, proseguiamo obliquamente verso destra seguendo la segnaletica posta su un albero che indica la direzione del Castello Regina.

Pizzo Cerro Castel Regina monte Foldone
Anello del Pizzo Cerro, del Castel Regina e del Monte Foldone con partenza da Catremerio

Il sentiero incalza nella breve salita e poi prosegue lungo la facile dorsale, sino a quando, disceso quel poco, risale energicamente invitandoci all’uso delle mani per superare questo breve tratto più impegnativo. Ancora un poco e, proseguendo ancora lungo la panoramica dorsale, ecco raggiunta la cima del Castello Regina, a quota 1424 metri di altitudine.

Senza fretta, accomodiamoci su quel grumo di pietre che contrassegna la cima del Castello Regina e lasciamoci cullare dal panorama circostante: alle nostre spalle il Monte Foldone, nostra prossima meta, mentre a destra il Monte Corno, raggiungibile anche attraverso la Ferrata della Madonnina del Coren.

Ripartiamo dopo la meritata sosta e, prestando la massima attenzione, imbocchiamo la traccia di sentiero che, in corrispondenza delle indicazioni, scende ripida e scivolosa alle nostre spalle. Incrociato il sentiero proveniente dal Roccolo Spadì, posto appena oltre un capanno da caccia, e lasciata a destra l’indicazione per Catremerio, (…utilizzeremo questa direzione al ritorno), proseguiamo verso sinistra. Dopo un breve tratto in falsopiano, risaliamo i numerosi zig zag che molto velocemente ci permettono di guadagnare quota e di raggiungere la selletta che ci divide dai prati ove è ubicata la Baita Foldone. Appena oltre questa selletta, senza raggiungere la baita, pieghiamo nettamente a destra e, senza traccia alcuna, risaliamo sino alla vetta del Monte Foldone, a quota 1497 metri di altitudine.

Per concludere l’anello, facciamo ritorno al precedente bivio per Catremerio ed imbocchiamo il sentiero che scende verso sinistra. Dopo il lungo falsopiano, che infine si ricollegherà al sentiero di salita, oltrepassato il Roccolo Spadì, prendiamo a destra al prossimo bivio che indica la direzione di Catremerio. Pertanto, abbandonato il segnavia 592 CAI, proseguiamo molto comodamente sul sentiero 595 CAI che velocemente ci riporterà al punto di partenza.

Gallery fotografica

Tracciato GPS
Download file: 20160505-monte-foldone.gpx
Scheda sintetica
Data dell’escursione 19 Maggio 2016
Località di partenza Brembilla, località Catremerio
Sentieri utilizzati 592595 CAI
Tempi di percorrenza 3 ore circa
Altitudine massima 1497 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà E (Escursionistico)
Acqua sul percorso No
Note Eventuale appoggio al Rifugio Lupi di Brembilla

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *