Monte Legnoncino tra storia e leggenda

Monte Legnoncino tra storia e leggenda

Il Monte Legnoncino è situato nella Valvarrone, all’estremità occidentale delle orobie. Pur essendo definito una cima minore, forse solo per la modesta altitudine di 1700 mt., che rispetto al fratello maggiore, il Monte Legnone, dal quale spunta lungo la cresta ovest, lo fanno apparire – a torto – meno interessante, il Monte Legnoncino offre, invece, un’escursione ricca di panorami mozzafiato sul versante lariano del Lago di Como che pone l’escursionista difronte ad un mix fra storia e leggenda.

Descrizione del percorso

Per raggiungerlo la via più semplice è quella di percorrere la provinciale Lecco – Colico sino all’uscita di Dervio dove, inerpicandoci sino all’abitato di Sueglio, possiamo scegliere se proseguire per il Rifugio Roccoli di Lorla, dimezzando in tal modo il dislivello ed i tempi di salita, oppure, come raccontato in questa relazione, raggiungere la località di Artesso dove, parcheggiata l’autovettura in un’area con laghetto attrezzata per il pic-nic, imbocchiamo il comodo sentiero che in breve conduce al Roccolo di Artesso, oggi utilizzato per l’inanellamento degli uccelli al fine di monitorarne gli spostamenti migratori.

Proseguiamo lungo il segnavia sempre ben battuto e, dopo aver oltrepassato il Rifugio Bellano, raggiungiamo alcune fortificazioni della “Linea Cadorna” erette in quei luoghi durante la Grande Guerra.

La Linea Cadorna
E’ il nome convenzionale di quel complesso sistema difensivo, che, realizzato durante il periodo della prima guerra mondiale, voluto dal Generale Luigi Cadorna, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito al fine di contrastare un eventuale invasione nemica proveniente dalla Svizzera, si estende dalle valli ossolane sino ai passi orobici. Ne fanno parte molte strade, mulattiere, trincee, postazioni d’artiglieria, osservatori, ospedali da campo, centri di comando e strutture logistiche, il tutto realizzato ad alte quote dai 600 fino ad oltre 2000 metri.

Continuando lungo il comodo sentiero, che ora offre emozionanti scorci sul Lago di Como, raggiungiamo in breve la località Roccoli di Lorla con l’omonimo rifugio ad una quota di mt. 1450. Al nostro fianco svetta imponente il Monte Legnone. L’ora di arrivo al rifugio consente di approfittare di una pausa pranzo a base di ottimi ravioli con pasta di castagne e pizzoccheri.

Terminato l’ottimo pranzo presso il rifugio, si continua ora lungo la strada militare che seguendo alcuni ampi tornanti raggiunge comodamente altri pannelli informativi che illustrano le caratteristiche morfologiche del Legnoncino. In breve raggiungiamo anche la postazione San Sfirio e l’omonima chiesetta costruita nel 1771 e dedicata alla memoria di San Sfirio, un Santo appartenente al gruppo dei cosiddetti “sette fratelli” la cui leggenda, spesso diversa da zona a zona, viene qui riportata in una sua versione.

Proseguiamo lungo il nostro percorso, ora divenuto un sentiero poco più impegnativo, ed in pochi minuti raggiungiamo la cima del Monte Legnoncino, a quota 1711 mt., ove possiamo godere di un ampio panorama a trecentosessanta gradi in compagnia di una graziosa madonnina e della consueta croce metallica che svetta grandiosa sopra il Lago di Como.

Tracciato GPS
Non disponibile.
Scheda sintetica
 

Data dell’escursione 18 Luglio 2009
Località di partenza Sueglio, frazione Artesso
Sentieri utilizzati Non indicato
Tempi di percorrenza 2 ore circa
Altitudine massima 1711 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà E (Escursionistico)
Acqua sul percorso Presso il Rifugio Roccoli Lorla, se aperto
Note Nulla
Cristian

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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