Motto della Scala da Monno

Motto della Scala da Monno
Motto della Scala | photo credit: Cristian RIVA

Bonario e pacifico, se ne sta adagiato tra Valcamonica e Valtellina, osservando dall’alto tutto l’abitato di Monno. È il Motto della Scala, nome che pare aver origine da “motta”, rialzo del terreno, termine che ben si addice a quella sua caratteristica di cima “panettone”, con i suoi versanti prativi che digradano dolcemente verso i comuni di EdoloMonno.

Sempre in attesa dell’inverno, quando completamente ammantato dalla neve diviene tappa fissa di scialpinisti e ciaspolatori, il Motto della Scala è un’ottima meta anche nella bella stagione e raggiungerne la sua cima, ve lo assicuro, seppur non presenti particolari difficoltà, lascerà senza fiato anche l’ottimo camminatore, sia per le pendenze che sviluppa ma anche per il panorama che sempre regala.

Descrizione del percorso

Lasciata l’autovettura appena sopra il paese di Monno, nei pressi del campo sportivo, imbocchiamo la strada bassa che inizia in corrispondenza della Santella Mariana (località Santela del Santel) e delle indicazioni per PrabelloDosso Torricla e Mola, ovvero del segnavia 71 CAI.

Dopo una leggera discesa, la strada asfaltata risale più tosta e faticosa, sino al primo bivio: abbandoniamo la via che prosegue a destra (la utilizzeremo al ritorno per concludere l’anello escursionistico) e continuiamo verso sinistra seguendo il segnavia 71 CAI che in questo primo tratto ricalca il Sentiero dei Cervi.

Attraversato il ponte sullo scrosciante torrente Ogliolo di Monno, proseguiamo con moderata pendenza fiancheggiamo alcune baite agresti mentre la strada agrosilvopastorale si fa sempre più stretta sino a diventare un classico sentiero nel bosco.

Raggiunto il bivio per ToriclaMola: prendiamo a destra e risaliamo con maggior pendenza questo tratto di bosco che raggiunge la strada per Mola. Tralasciato il sentiero che, oltre la strada, prosegue per il Dosso di Toricla, pieghiamo a destra seguendo di pari passo la lingua d’asfalto che comodamente conduce raggiunge l’altopiano di Mola.

In prossimità della soleggiata località montana, troviamo a destra il bivio per il Mortirolo e per Monno che utilizzeremo una volta scesi dal Motto della Scala per far ritorno al punto di partenza.

Giunti alla chiesetta dedicata a Don Gnocchi che capeggia nell’ampia distesa prativa di Mola, proseguiamo a destra verso il Rifugio Mola. Raggiunta l’area di pic-nic, pieghiamo nettamente a destra e risaliamo la ripida stradetta bitumata sino alle baite alte di Mola dove, quindi, comincia la nostra avventura: totalmente fuori sentiero, risaliamo i pratoni alle spalle dell’ultima baita e, scegliendo la via più comoda, zigzaghiamo tra sporadici larici sino a raggiungere l’infinita distesa prativa del versante sud del Motto della Scala; puntando ad un grosso ometto di pietre posto lungo il crinale, continuiamo la ripida salita sino a quando pian piano la pendenza diminuisce lasciando che la meta venga raggiunta facilmente. Sulla cima panettone, a quota di 2335 metri di altitudine e con unico compagno un recinto di pietre che sostituisce la classica croce di vetta, il Motto della Scala regala un panorama invidiabile su tutte le Orobie e le cime della Valcamonica.

Dopo la meritata sosta, facciamo ritorno all’altopiano di Mola e, scese poche decine di metri, abbandoniamo la strada asfaltata per imboccare a sinistra, all’altezza delle indicazioni, il sentiero verso Mortirolo e Monno.

Siamo nuovamente sul segnavia 71 CAI e sulla seconda parte del Sentiero dei Cervi: raggiunto il prossimo bivio sentieristico, pieghiamo a destra verso Monno e la località Rasega. Le indicazioni danno ancora un ora e mezza di cammino ma in poco meno di mezz’ora ci troveremo nella località Predoncei ed infine al punto di partenza.

Gallery fotografica

Tracciato GPS
Download file: 20210603 - gps - motto della scala.gpx
Scheda sintetica
Località di partenza Monno
Sentieri utilizzati 71 CAI
Tempi medi di percorrenza 6 ore circa (anello)
Altitudine raggiunta 2335 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà E
Note Nulla
Cristian

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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