La valle del Giongo

La valle del Giongo

Difficile credere che a due passi da Bergamo possa esistere un luogo profondamente primordiale e quasi incontaminato come la Valle del Giongo. Eppure è così! Lasciata la trafficata provinciale per la Valle Brembana, proprio dove l’omonimo torrente conclude la sua corsa nelle miti acque del fiume Brembo, ha inizio un lungo percorso selvaggio che pare uscito dalle pagine di uno dei romanzi di Jules Verne.

No, fortunatamente qui non troveremo mostruose creature preistoriche o pericolosi vulcani in eruzione.

La Valle del Giongo è uno stretto anfiteatro naturale dove la presenza dell’uomo non è mai invadente: poche agresti cascine punteggiano qua e la radi spazi prativi che verdeggiano sui versanti della vallata. Si, perché la Valle del Giongo è perlopiù un’immensa distesa boschiva, una jungla a tratti impenetrabile.

Per scoprirne i segreti dobbiamo però abbandonare il sentiero principale e risalire – con attenzione – il tortuoso torrente Giongo. E’ proprio lungo quest’avventurosa esplorazione che, guidati dall’intenso profumo d’aglio selvatico, potremo scoprire remoti tesori: tenebrose grotte dove sgorgano perenni sorgenti d’acqua forse un tempo rifugio di animali, cascate e cascatele che come mantelli setosi accarezzano rocce smussate invase dall’umido muschio e si gettano infine in fredde marmitte scavate dal tempo. Tesori anche più piccoli che però confermano la bontà dell’ambiente naturale: simpatici gamberetti d’acqua dolce e tranquille salamandre pezzate. Ma proprio perché si tratta di un tesoro non rivelerò altro, lascio a voi la gioia di scoprire – passo dopo passo – questa vallata incontaminata che potremmo anche soprannominare Giongo selvaggia!

Descrizione del percorso

Diversamente dal solito non entrerò nei dettagli dell’itinerario poichè esso si sviluppa in gran parte lungo tracce appena visibili di sentiero e, soprattutto nella prima parte, lungo un percorso che segue di pari passo il torrente Giongo e che, quindi, si presenta impervio, scivoloso ed in alcuni punti persino inaccessibile.

La valle del Giongo
La valle del Giongo

La partenza avviene da Botta di Sedrina, precisamente al termine della via Camosso (…meglio lasciare l’autovettura poco prima oppure lungo la via che poco più sopra conduce verso Mediglio). Inizialmente il sentiero è quello classico che porta sino a Bruntino Alto ma per osservare la selvaggia vallata del Giongo dobbiamo abbandonare il sentiero per risalire, guadandolo in più punti, l’omonimo torrente. Meglio avere al seguito un paio di stivali oppure dei sandali che, comunque, serviranno anche per la visita alle grotte dei Laghetti.

Da Bruntino Alto percorriamo il segnavia 113 del Parco dei Colli sino a raggiungere la località Zappel d’Erba e, poco oltre, la località Forcella di Rua. Da questo punto possiamo proseguire lungo il segnavia 113 del Parco dei Colli che attraverso la lunga dorsale raggiunge comodamente la località Prati Parini dalla quale è poi possibile far ritorno al punto di partenza scendendo a Mediglio.

La valle del Giongo
La valle del Giongo

La visita alle grotte dei Laghetti, unico tratto che è meglio classificare per Escursionisti Esperti (EE), è visitabile solo conoscendo perfettamente la zona poichè occorre attraversare punti privi di traccia e con fitta vegetazione.

Gallery fotografica

Tracciato GPS
Non disponibile.
Scheda sintetica
Data escursione 9 Aprile 2013
Località dpartenza Botta di Sedrina
Sentieri utilizzati 113 Parco dei Colli (solo da Bruntino Alto ai Prati Parini)
Tempi percorrenza 5 ore circa (ad anello)
Altitudine massima 850 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà EE (Escursionisti esperti)
Acqua sul percorso Si
Note L’escursione segue tratti fuori sentiero

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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