Capanna Rodari
C’è un momento, all’inizio di ogni cammino, in cui il passo si accorda al ritmo del paesaggio e il pensiero comincia a rallentare. È così che, partendo da Lovere, il sentiero verso la Capanna Rodari si trasforma da semplice escursione in un’esperienza più profonda, fatta di natura, silenzi e Memoria.
Salendo lungo il percorso, tra boschi e scorci sul lago, si ha la sensazione di attraversare non solo uno spazio fisico, ma anche una Storia. Questi luoghi, infatti, non raccontano soltanto la bellezza della montagna, ma custodiscono tracce di un passato segnato da scelte coraggiose e da un forte desiderio di Libertà.
Questo racconto escursionistico nasce proprio da qui: da una camminata che unisce paesaggio e Memoria, fatica e riflessione, per riscoprire il valore di ciò che questi sentieri rappresentano ancora oggi.
Buon 25 aprile!
Lasciata l’autovettura in uno dei tanti parcheggi a pagamento (ad esempio quello di fianco al Parco Fanti d’Italia ad 1,00 euro per mezza giornata), percorriamo il lungolago sino a raggiungere piazza Tredici Martiri. Ed è proprio in questa bellissima piazza, cuore pulsante di moltissimi eventi cittadini, che troviamo i primi due manufatti in memoria dei tredici partigiani catturati ed uccisi durante il rastrellamento fascista sopra i monti di Lovere del 7 dicembre 1943: la targa commemorativa e la stele ai Tredici Martiri.
Poco oltre, imbocchiamo a sinistra vicolo Fossa e poi ancora a sinistra via Brighenti e quindi via Gramsci dove troviamo la lapide che ci ricorda Don Giacomo Vender, sacerdote bresciano e figura significativa della Resistenza italiana, sulla quale troviamo incisa la frase: “sacerdote di Dio, uomo con gli uomini, ribelle per amore”.
Proseguiamo a destra imboccando via Cavour e, nel risalirla, facciamo una breve deviazione a sinistra in via San Giorgio dove troviamo la lapide in memoria di Pierino Caminada, ucciso a soli diciotto anni dai militi della GNR. Ritornati su via Cavour, proseguiamo in salita lungo via Decio Celeri dove troviamo il primo cartello sentieristico CAI 551 per Ceratello.
La mulattiera sale con buona pendenza passando per frazione Qualino e concedendoci sempre di ammirare il panorama sul lago d’Iseo e sulle montagne camune.
Raggiunto il pulpito panoramico della chiesa di Sant’Ambrogio, finalmente lasciamo l’asfalto per il sentiero vero e proprio. Mantenendo sempre il segnavia CAI 551, risaliamo a sinistra della chiesa e proseguiamo per circa due chilometri e mezzo, sino a raggiungere la località Ciar.
Lasciamo a destra l’omonimo ristorante e proseguiamo in salita guadando il piccolo torrente grazie all’attraversamento sul ponticello in legno. Poco sopra, imbocchiamo a destra la carrareccia indicata ora con segnavia CAI 558 per Dusine e il rifugio Magnolini.
La salita si fa sensibilmente più erta; alla nostra sinistra si scorgono le pareti rocciose del versante opposto della vallata mentre pian piano si raggiunge la località Dusine, a quota 1015 metri di altitudine.
Al successivo bivio, superate due belle baite ristrutturate, proseguiamo verso sinistra per un’altro quarto d’ora, sino a quando sulla nostra sinistra si scorge un pascolo con tre cascine; l’ultima, è la nostra meta: la capanna Rodari.