Monte Aga

Monte Aga

Partenza ore 06:30 del 15 Luglio 2008: dopo aver parcheggiato l’autovettura poco oltre il paese di Carona, in Alta Valle Brembana, nei pressi di un ampio tornante, percorriamo a piedi la strada asfaltata che in circa pochi minuti conduce sino alla frazione Pagliari, un piccolo borgo, ancora strutturalmente ben conservato, a quota 1314 metri.

Descrizione del percorso

Si prosegue quindi imboccando la c.d. strada di servizio dell’Enel, percorribile in auto solo dai mezzi autorizzati, indicata dalla segnaletica 210 CAI, e, superata la cascata della Val Sambuzza, raggiungiamo le baite del Dosso. Poco oltre, lasciamo la strada ENEL ed imbocchiamo il sentiero 209 CAI, posto a sinistra, ove è presente una chiara indicazione per il Rifugio Longo, che andrà ad incrociare il sentiero 208 sino a raggiungere il Rifugio Baitone ove si immetterà nella mulattiera contraddistinta dalla segnaletica 224 CAI.

Volendo, anziché svoltare a sinistra ed imboccare il sentiero 209 CAI, è possibile proseguire lungo la comoda strada ENEL sino a raggiungere Lago del Prato (Pra del Lach), allungando, seppure di poco, il tragitto contraddistinto dal nr. 210 CAI, per poi svoltare a sinistra e raggiungere il sentiero 224 CAI, già oltre il Baitone.

Superato il Baitone, il sentiero continua fino ad immettersi nella strada sterrata (segnavia 224 CAI), che in circa un’ora ancora ci condurrà sino al Rifugio Longo già comunque ben visibile strada facendo.

Partenza dal Rifugio Longo ore 08:30 del 15 Luglio 2008: dal Rifugio Longo (2026 mt.) si sale sino alla diga del lago del Diavolo (2142 mt.). Da qui, percorrendo il segnavia 253 CAI, si prosegue sulla sinistra passando sotto il pizzo di Cigola fino a raggiungere il passo omonimo (2486 mt.).

Poco prima di raggiungere il passo Cigola, sulla destra, si imbocca un ampia conca glaciale, ormai solo detritica, spesso coperta dalle nevi, e la si risale, con moderata difficoltà, sino a raggiungere l’ultimo tratto ove con un certo impegno nel superare con le mani alcune facili roccette, si giunge in cresta a 2720 mt. Piegando a destra, un ultimo tratto su cresta affilata conduce alla vetta meridionale, sormontata da una Madonnina.

Dalla vetta la vista spazia sul Diavolo e Diavolino, sul Poris ed il Grabiasca e sulla conca del Calvi con il Madonnino ed i laghi Rotondo e la diga Fregabolgia.

Terminate le foto di rito sulla cresta dell’Aga, si scende dalla via appena percorsa in salita oppure, come ho fatto io, dai ripidi pascoli erbosi esposti verso la Conca del Calvi ovvero la Val Camisana. Il percorso si presenta particolarmente ripido e pertanto occorre usare la massima prudenza.

Raggiunto un vasto pianoro di pascoli, dal quale sono splendidamente ammirabili il Diavolo di Tenda e Diavolino nonché il Pizzo Poris ed il Monte Grabiasca, si imbocca il sentiero 248 CAI che conduce al Passo di Valsecca. Poco prima di quest’ultimo si incrocia il segnavia 225 CAI: Eccoci quindi alle sorgenti del Brembo, un pianoro selvaggio ai piedi del Pizzo del Diavolo e del Poris.

Continuiamo percorrendo il segnavia 225 CAI in discesa fiancheggiando il fiume, o meglio torrente, Brembo che con numerose cascatelle ci accompagna sino alla baita del Poris. Proseguiamo ancora e raggiungiamo il lago Rotondo ed oramai siano in vista dell’inconfondibile Rifugio Calvi.

Naturalmente la discesa verso frazione Pagliari è la classica strada dell’Enel che in circa 2 ore ci condurrà al punto di partenza di questa lunghissima escursione iniziata alle ore 06:30 e terminata alle 16:30 (pranzo e foto comprese).

Tracciato GPS
Non disponibile.
Scheda sintetica
Data dell’escursione 15 Luglio 2008
Località di partenza Carona, frazione Pagliari
Sentieri utilizzati 210209224253248 225 CAI
Tempi di percorrenza 8 ore circa (anello)
Altitudine massima 2720 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà EE (Escursionisti esperti) – F+ (Alpinistico) – I°
Acqua sul percorso Si
Note Nulla

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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